Qual è la vera differenza tra la (mancata) visita di Benedetto XVI all'università "La Sapienza" di Roma e quella (avvenuta) di Leone XIV?
Parlare d'amore è sempre un'occasione da non perdere, specie se l'invito arriva dal palco di Sanremo. Sarebbe bene, però, valutare con attenzione come se ne vuole parlare...
In questo primo venerdì di Quaresima ci lasciamo ispirare alla conversione dalle parole di Fabrizio de André, che ci regala uno sguardo del tutto singolare sull'amore del Crocifisso.
Dio non è più concepito come un soggetto soprannaturale che interviene dall’esterno nella storia, ma come il Mistero immanente del reale
La sensazione è di un’esortazione spirituale, priva di spiegazioni sociali ed economiche, da offrire come premessa alla conversione, innanzitutto personale, in attesa di quella strutturale
«Siamo servi inutili», non necessari, non indispensabili. Dio non ci ama per necessità; ci ama perché è innamorato pazzo di noi. E ci amerebbe comunque, anche se non fossimo bravi a fare quello che chiede. L’amore è lo spazio della libertà, non della necessità.
La cultura postmoderna ha già corroso la dignità della persona umana, soprattutto quando ne sovrappone il valore alla “perfomance funzionale”.
La complessità del pensiero e delle azioni del nuovo vescovo di Roma si manifesta ogni giorno di più. Proviamo a fornire un esempio eclatante di tale rilievo.
In memoria di una delle figure più importanti della catechesi romana e italiana, simbolo della convinzione profonda che in ogni azione del cristiano può risuonare (κατηχεῖν) il Vangelo
Abbiamo bisogno di speranza. E allora, chi ha fede, può trovarne una sorgente forte e potente.
Un canto d’amore che attraversa i secoli, sfidando le letture moralistiche e svelando la potenza di un desiderio che non teme la carne né lo spirito
Facendo risorgere Cristo e noi, Dio fa qualcosa di assolutamente ordinario e non miracoloso.
Può avere ancora un senso oggi - e quale - celebrare l'Eucarestia insieme ad una comunità di persone con disabilità?
Corpo, sessualità, emozioni, sentimenti, figli, ma anche tradimento, violenza, abitudine, freddezza...perciò, cos'è in fondo l'amore?
Siamo veramente sicuri che l'apparato rituale della Chiesa sia vissuto dalla maggioranza dei fedeli con un minimo di senso esistenziale?
La complessità del tempo attuale richiede ancora di più la compresenza dei modelli di Pietro e di Paolo nella vita ecclesiale
E se la festa del Copus domini ci insegnasse anche a rivedere il modo in cui guardiamo e valutiamo i nostri e gli altrui corpi?
Sì - va bene - l'identità, ma qual è l'identità della Chiesa se non quella di (provare a) essere una comunità nella quale si vive concretamente l'amore?
Anche lo sguardo antropologico di Leone XIV sembra dotato di lenti adeguate a leggere la complessità del mondo attuale, in cui élite e popolo risultano essere sempre più scollate.
Sin dalle origini i cristiani hanno discusso, si sono riuniti e hanno trovato soluzioni "ispirate" per raggiungere una pace giusta e vera. E noi, oggi, sappiamo continuare questa Tradizione?
La mancanza di unità profonda tra persone è sempre un tentativo di rifiutare l’amore che viene da Dio.
Il nuovo Papa si rivolge a un mondo disincantato per offrire una via spirituale nella frammentazione: l’amore come unica autorità e la fede come spazio ospitale.
E se la novità del cristianesimo consistesse nel credere che i singoli atti d'amore, anche i più piccoli, possono piano piano rinnovare l'essere umano e il mondo?
Penitenza è dare il meglio di sè nell'amore.
Ora che ti trascinano a morire, che ne è di quel volto che hai amato? Di quell'amore che Dio ha condannato?
Se Gesù vivesse oggi, lo troveremmo nelle piazze dello spaccio, nei locali notturni, a tavola con i commercianti di armi, i politici corrotti e gli imprenditori fraudolenti… Com’è che allora nell’immaginario di tutti la Chiesa oggi è il luogo “dei bravi”?
Ci facciamo accompagnare da "Il Poema della Croce" di Alda Merini
Il senso cristiano della parola sacrificio è solo quello di togliere ciò che blocca il fluire istintivo del nostro desiderio di amare
Nel giubileo possiamo accettare, significare e offrire la sofferenza che c’è già nella vita, senza andare a cercarne altra.
La trascendenza può essere riconosciuta, creduta e vissuta, nella forma dell’amore gratuito e per tutti.
Se il peccatore non sentisse qualcuno che lo ama non avrebbe motivo di pentirsi.
Grate spirituali di cui nessuno può dirsi del tutto esente e che talvolta ci possono imprigionare.
Quando pecchiamo rifiutiamo di essere amati infinitamente da Lui e andiamo a cercare la nostra pienezza di vita da soli mancando il bersaglio
A 80 anni dalla morte nel lager di Hersbruck è ancora importante ricordare la figura di Teresio Olivelli
Possiamo restare sempre in questo sguardo sul mondo, sulle persone, sulle cose?
La parola più abusata e stravolta del vocabolario, ma anche la più radicale e globale.
Uno dei testi più densi, potenti e difficili che è una sintesi del mistero di amore che è Dio stesso.
Una introduzione e un invito alla lettura dell'ultima enciclica di Papa Francesco "Dilexit nos"
Il centro del testo di oggi sottolinea bene come la regalità di cristo sia diversa da quella dei regni umani
Il discorso di Gesù mira a rassicurare i suoi e a garantire che alla fine Dio “vincerà”. Ma con quali tempi e modi?
Appunti esistenziali sui sette libri biblici di letteratura sapienziale: è l’ultimo libro di Giuliano Zanchi, edito da Vita e Pensiero
Uno dei brani che mostrano l'architrave di ciò che significa essere di Gesù Cristo.
Si può anche accettare la compagnia di Dio, più difficile però è accettare quella delle persone. Infatti, si sa che Gesù frequentava "cattive compagnie".
Gesù serve sempre mantenendo la sua signoria. Per questo non si lascia catturare da chi vuole usarlo per giustificare il proprio potere
Baciarlo, lasciarsi baciare, baciarsi, lasciando che le “tastiere” dei sensi lascino risuonare «nitide melodie d’altrove»
Tra guerre, eccidi, violenze e omicidi, l'aria viene meno e si rischia di soffocare. Quale via d'uscita da questa "bolla" angosciante?
Ma qui non si usa il termine schiavo, bensì il servitore di un re o di un uomo potente.
Ricordiamo le figure che sono riuscite, senza clamore, a testimoniare la speranza, l’amore e la fede, sostenendo la parte migliore di noi stessi.
Il dibattito di questi giorni ha riguardato la necessità di Gesù Cristo per la Salvezza, ma né Repole né Mancuso ne hanno dato una definizione, mentre è proprio ciò che si intende per "Salvezza" a svuotare le chiese oggi.
Intervista al filosofo Giovanni Grandi, membro del Comitato scientifico delle Settimane sociali dei cattolici in Italia.
Il cristiano è un cercatore che si è fidato e continua a fidarsi
Come per la Maddalena, sono i nostri desideri – anche quelli che diremmo sbagliati – a portarci all’Incontro con Lui, quasi per un'inconscia pedagogia biblica ed evangelica.
Lo scopo di questo invio non è quello di convincere e/o convertire
Giairo e questa donna guarita hanno alcune cose in comune.
Oggi viene descritta non la Chiesa “iniziatica” delle origini, ma quella “a regime”, quella che anche noi viviamo.
Il corpo e il sangue nostri, come quelli di Cristo, divengono la prima parola che Dio ci dice.
La difficoltà è quella di credere che un amore così grande, pieno e assoluto sia davvero possibile per noi
La "Via crucis di un ragazzo gay” rende possibile raccontare, attraverso la passione omoaffettiva, qualcosa dell’amore di Dio per l’uomo e dell’amore dell’uomo per Dio.