Cuba come Venezuela e Iran ci invitano ad abbattere i muri dell’incomprensione, a creare spazi di fiducia reciproca e a permettere ai popoli di incontrarsi senza paura.
In seguito alla vicenda Maduro è interessante ascoltare quanto ha da dire Mariella Tapella, missionaria laica di "Pax Christi".
Il sentiero battuto da Alez Langer, posto sul crinale, estremo, risulta perciò essere molto fecondo per districarsi nell'attuale situazione mondiale.
Cosa ci dice oggi la "gara" tra un presepe attuale, realizzato dagli alunni di una scuola media, e quello tradizionale di un parroco sospinto dalla sua comunità?
Forse è giunto il momento in cui un dibattito teologico su riarmo, guerra e pace sia non solo importante ma anche necessario.
Dopo un autunno caldo ma meditativo, il neovescovo di Roma ha costellato il tempo di Natale con osservazioni puntuali e provocatorie sulla via cristiana alla pace...
Ripercorriamo mese per mese il 2025 attraverso le riprese dei fatti di cronaca offerte da vinonuovo.it (che compie 15 anni)
Il mondo racconta storie di fatica e dolore, il Natale invita alla gioia: come ricomporre questi frammenti, come intrecciare i tanti fili della storia, delle nostre storie, delle nostre vite?
Ovunque volgiamo lo sguardo sembrano regnare relazioni violente: di genere, tra popoli... Bisognerà forse partire da una comunicazione non violenta per spezzare questo circolo della violenza?
Dentro scenari internazionali drammatici possiamo scorgere concreti semi di pace che possono essere i giusti modelli affinché essa fiorisca nei nostri cuori e nelle nostre esistenze.
Un po' come la voce (ragionevole) di Virgilio risulta flebile all'udito di Dante, così una voce cattolica prova a farsi strada nell'inferno del conflitto bellico tra Russia e Ucraina e diplomatico tra USA e UE
Il tempo cominciato con la pandemia del 2020 rappresenta puntualmente il cambiamento d'epoca di cui parlava Francesco. Tre libri di Alessandro Manfridi possono aiutarci a comprenderlo meglio.
In questo momento delicatissimo dal punto di vista internazionale, le interviste del martedì di Leone XIV smorzano o alimentano gli incendi più o meno vasti diffusi nel mondo?
Don Tonino Bello si e ci chiedeva: «attecchirà davvero la semente della nonviolenza? Sarà davvero questa la strategia di domani? È possibile cambiare il mondo con gesti semplici e disarmati?»
La sua prima intervista segna un passaggio decisivo: tra sinodalità, disuguaglianze globali e crisi della democrazia, un Papa che parla al mondo con il linguaggio della realtà
Se la pace è un frutto artigianale, quali competenze sono necessarie per provare a raggiungerla?
Cosa resta del magistero pontificio sulla pace se anche i mass-media cattolici cominciano ad alimentare la paura del nemico?
Tra gli "atti della carità" non ci sono anche quelli che "spingono a creare istituzioni più sane, ordinamenti più giusti, strutture più solidali" (Fratelli tutti, 186)?
Il discorso rivolto il 17 giugno da papa Prevost alla CEI non va archiviato in fretta. Contiene esigenze forti
Sin dalle origini i cristiani hanno discusso, si sono riuniti e hanno trovato soluzioni "ispirate" per raggiungere una pace giusta e vera. E noi, oggi, sappiamo continuare questa Tradizione?
La mancanza di unità profonda tra persone è sempre un tentativo di rifiutare l’amore che viene da Dio.
Intelligenza artificiale e pace, sinodalità e collegialità, pluralità delle esperienze di vita: questi sono alcuni dei segni dei tempi su cui il nuovo pontefice sta attirando la nostra attenzione.
E se la novità del cristianesimo consistesse nel credere che i singoli atti d'amore, anche i più piccoli, possono piano piano rinnovare l'essere umano e il mondo?
Sarà il tempo a farci intendere meglio le linee del magistero del papa venuto dalle Americhe, ma intanto possiamo veramente parlare di elezione a sorpresa?
Forse è un azzardo, ma come i primi gesti di Francesco furono significativi per la Chiesa dell'epoca, così le prime parole di Leone XIV già dicono qualcosa a noi Chiesa odierna, o no?
Elaborare una cultura della pace cristianamente ispirata richiede prima una migliore comprensione di cosa sia la pace...
Perché Francesco ha preferito il palco dell’Ariston a quello del Festival della canzone cristiana di Sanremo?
Figlio di un esule istriano, Riccardo Rossi ci racconta la storia della sua famiglia. In quel tragico evento, ci fu spazio per la misericordia
Oggi, purtroppo, non sono finite le morti e le violenze verso gli innocenti: sarà bene farne memoria, almeno oggi, nel nostro mondo distratto
In un tempo di terza guerra mondiale a pezzi e di crisi della democrazia, il rilancio degli organismi di partecipazione risulterà una scelta ecclesiale profetica?
Il rapporto Caritas sui conflitti dimenticati "Il ritorno delle armi. Guerre del nostro tempo" è un pugno nello stomaco per i comunicatori, ma anche per ogni cittadino che vuole la pace
Considerazioni al margine della terza manifestazione nazionale per la pace, guardandola dal punto di vista dei martiri di sempre...
Nella veglia penitenziale in preparazione al sinodo sulla sinodalità sono risuonati chiari e forti i "mea culpa" del Papa in tema di pace e creato, donne e giovani, abusi e potere, poveri e migranti, vita e famiglia, ecumenismo e fraternità universale.
Rileggendo la “Populorum progressio”, alla luce dell’Agenda ONU 2030, è doveroso chiedersi a che punto sia lo sviluppo dei popoli
Tra slogan e assenza di una diplomazia vera ed efficace prosegue una guerra la cui fine, per ora, sembra interessare i "soliti pochi"...
"Dove più la miseria soffoca la dignità umana, egli ha voluto mescolarsi con loro e confortarli non con i messaggi ma con la sua presenza" (P. Calamandrei)
E se il grido dei poveri riuscisse a mettere a tacere le sirene dei grandi?
Molti di coloro che dovrebbero dare l’esempio, ci offrono invece uno scempio! Chi ne soffre sono le nuove generazioni che rischiano di disamorarsi della politica, di abbandonare i luoghi della cultura, di cedere agli estremismi, di scegliere l’indifferenza o la violenza.
Cosa possiamo fare affinché spade e lance siano trasformate in aratri e falci, le nazioni non alzino più la spada tra di loro e non si esercitino più nell'arte della guerra (Is 2,4)?
Gesù aveva dei nemici, ma Lui non era nemico di nessuno.
In preparazione al giubileo “centrifugo” non si può non tornare a pensare al problema delle armi nucleari e alla pace...
Perché la preparazione ad un giubileo che sia “centrifugo” può trovare ancora spunti dall’enciclica sulla pace di Giovanni XXIII...
Quali parole possono costruire una pace che è ogni giorno sempre più difficile da edificare rispetto alla guerra?
Per papa Francesco, la conoscenza e l'ascolto profondi dell'altro possono veramente evitare la costruzione di una civiltà dell'"anti-fratello"
Spesso non crediamo veramente che qualcosa o qualcuno possa travolgere il tempo in cui viviamo, inabissando con sé persone, cose, esseri viventi. Forse dovremmo...
La costruzione del Regno di Dio richiede un costante lavoro quotidiano, fatto di preghiera, annuncio e attività concreta.
“Off the fence” è una parola d’ordine foriera di nuovo orientamento, sia per la Chiesa Cattolica, sia per chi si cura della “Res publica”
C'è un lato tragico e sapienziale del cristianesimo, spesso trascurato, che sarebbe fondamentale per affrontare "le trame del male" e la "logica della guerra" che impazza...
Nel messaggio per la giornata della pace siamo esortati a fare discernimento sul'aspetto etico della scienza e della tecnologia, soprattutto in materia di armamenti
Una coincidenza liturgica ci invita a fare i conti nell'ultimo giorno dell'anno con un Dio che passa proprio nel luogo oggi più maledetto dagli uomini
Per un Natale che viva l’incarnazione di Dio e sproni a tentare ricostruzione di bene.
La guerra è sempre una sconfitta, per tutti, ma chi la conduce ritiene sia un “male necessario”...
A pochi giorni dal primo "redde rationem" sinodale, proviamo ad immaginare quale sarà il contenuto del Documento di sintesi finale...
Una riflessione in margine alla seconda manifestazione di mobilitazione nazionale per chiedere la pace