Ogni volta che ci sentiamo sicuri riguardo a cosa pensa e cosa fa Dio, dovremmo ricordarci di tenere aperta una relazione che può sorprenderci o, anche, deluderci; ma per camminare sempre.
Un'intervista a Ernesto Borghi, biblista, docente, presidente dell'Associazione Biblica della Svizzera Italiana, curatore delle traduzioni ecumeniche dei primi cinque libri del Nuovo Testamento, sulla presenza e la funzione della Parola oggi nelle comunità cattoliche
Pietro raccomanda dolcezza e rispetto, ossia quella tenerezza che ha usato Dio quando ha deciso che ‘non rimanessimo orfani’, un’esperienza intima che qualche volta possiamo aver provato.
«L’uomo non si è mai rassegnato alla notte completa», diceva Maria Zambrano; oggi possiamo ricordare che il Risorto si prende cura di noi anche nell’eterno, e che egli si è raccontato nel Vangelo; ma ci crediamo davvero?
Il Vangelo della domenica ci invita a rileggere le nostre relazioni con gli altri, con Dio e, guardando al calendario civile, anche al nostro modo di abitare la polis: sappiamo curare e proteggere, come il pastore o, invece, crediamo nel ladro che soffoca e distrugge?
Non far sentire nessuno escluso, donare ogni giorno un pensiero sulla Parola: due tratti di Papa Francesco che sono stati generativi per molti
Dovremmo interrogarci sul come i discepoli di Emmaus si lasciano accompagnare, sul come si concedono la libertà di farsi spiegare ciò che credono già di sapere; e così, di nuovo, accade la conversione
In questo tempo di Pasqua vogliamo riconoscere che Dio, in ciascuno di noi, accende una Vita più grande di noi.
.... testimoni della speranza (1Pt 3,15) in un amore più forte della morte (Ct 8,6), in una luce che rischiari le ore buie della vita.
Quanto i ricchi e i potenti della Terra hanno ancora bisogno di una voce profetica che li illumini sull'esito dei loro pensieri e delle loro parole, opere e omissioni?
La violenza web contro Ravagnani di molti che si dicono cristiani non è legittima libertà di critica, ma è segno di poca formazione evangelica, equilibrio umano e dice, ancora, un grave problema con la libertà di coscienza
Nonostante i 'sepolcri' della storia, ovunque una persona orienta il cuore al bene è in opera il Risorto
Come i due di Emmaus, anche noi abbiamo turbamenti, dubbi; anche noi fatichiamo a credere, in questa ora della storia, nella resurrezione. Ma lui si accosterà, per accogliere e indicare speranze quotidiane di vita autentica, vera, umana
Non basta l’angelo, Signore. Anche se il suo aspetto è come la folgore e il suo vestito è bianco come neve, non sarà mai bello come te. Solo se sei Tu a venirci incontro possiamo essere sicuri del nostro compimento.
Continuare a pretendere una Chiesa sinodale significa anche custodire le voci ferite emerse durante il cammino sinodale: bambini, donne, persone con disabilità, vittime degli abusi...
Mi sono rovesciato rispetto al mondo e ho apprezzato la loro voglia di stare insieme
La storia della prima santa donna: una vicenda di essenzialità per questa Settimana santa
Senza il racconto della Passione noi saremmo persi: perché solo questo racconto ci dà la certezza che c’è stato Chi ci ha amati infinitamente, come il nostro cuore chiede di essere amato.
Può l'intelligenza artificiale diventare un tema anche per la nostra preghiera? È quanto provo a proporre nella Via Crucis di oggi. Non per crocifiggere uno strumento, ma per purificare il nostro cuore.
Tra le parole e i fatti del Vangelo di oggi si fanno strada due sensazioni: la tensione che sale e un desiderio di intimità. Sarà la trama dei prossimi giorni, fino ad un altro grande grido di Gesù, questa volta per tirare fuori noi dai nostri sepolcri.
Un commento che ripercorre la vicenda umana del giovane di origine trentina, martire in Germania nel 1944
Parrocchia e diocesi: continua il dibattito
Il “vero” miracolo di Gesù col cieco nato non è quello di avergli ridato la vista, ma quello di aver messo in moto il desiderio. Aver convinto quell’uomo ad alzarsi per andare alla piscina di Sìloe. Aver fatto riscoprire a quell’uomo il desiderio di tornare a vedere.
Meditiamo la via crucis fermandoci ai tanti crocevia che la storia ci fa incontrare (da uno spunto di padre Mauro Armanino)
Se i processi avviati non giungeranno a qualche decisione concreta sarà forte il rischio che risultino sterili e quindi inutili...
Quella sete che senti dentro e che ti porta di notte in notte, di corpo a corpo, di cuore a cuore, è perché sei fatto per Lui, e al tuo desiderio non basterà nulla che sia meno di Lui.
Nell’anno che ricorda gli 800 anni dalla morte di Francesco d’Assisi, vogliamo meditare la via crucis facendoci aiutare da alcune pagine scritte da coloro che vissero e camminarono con lui
Come invertire un rapporto che dovrebbe essere di servizio del "generale" verso il "particolare" e che, invece, sembra ad oggi del tutto ribaltato?
Oggi non dobbiamo far altro che lasciarci sedurre da questa bellezza, come se Gesù sapesse che, o passa per la strada della bellezza, o non ci conquisterà mai completamente, mai del tutto.
Una riflessione biblica del cardinale, già arcivescovo di Milano, Carlo Maria Martini.
Di fronte alla tragedia del piccolo Domenico, don Mimmo Battaglia ha scelto di entrare con rispetto nell’umanità sofferente, ricordando qual è il fondamento della vita del prete
...immergendosi in tutta la realtà, ma sapendo distaccarsi da essa.
Quando smetteremo di voler insegnare a Dio come si fa dio, la nostra Quaresima sentirà il calore e il profumo della vita che già scorre verso lo stupore della Pasqua.
In questo primo venerdì di Quaresima ci lasciamo ispirare alla conversione dalle parole di Fabrizio de André, che ci regala uno sguardo del tutto singolare sull'amore del Crocifisso.
Le parole di Gesù nel Vangelo di oggi già sono una preparazione remota alla Quaresima che si apre tra pochi giorni: un tempo per vivere da figli, nel Figlio. E intanto travediamo già la meta, col suo Amore pasquale che finalmente dà pieno compimento alla Legge e ai Profeti.
A noi che siamo abituati a pesare il valore sul fare, oggi è chiesto soltanto di essere. Il sale deve solo essere sale; la luce deve solo essere luce. E siamo sale e luce se tutto il resto non ci separa da Lui, che è l’unico che dà sapore alla nostra tiepidezza
Il sacerdote più social d'Italia ha comunicato la scelta di lasciare il ministero. E le sue parole dicono un disagio che mette in questione anche un certo modo «virtuale» di essere tra clero e laici
Che cosa sia il cristianesimo diventa sempre più chiaro proprio oggi: i tempi di crisi servono a discernere, a separare, «come il pastore separa le pecore dai capri». Da una parte i miti, dall’altra gli arroganti e i furbi; da una parte chi è cristiano, dall’altra parte chi non lo è.
È già tutto Vangelo questo: che tu abbia camminato sulla riva del mare di Galilea; che tu sia venuto a guarire ogni malattia, ogni infermità, ogni languore. Impossibile abituarsi ad un Dio così.
In alcune regioni del mondo i cattolici prestano servizio di carità guidati da donne pastore: non è un lavorare con una forma di diaconato femminile?
La ripetizione che rassicura: è l’architrave di tante programmazioni in parrocchia