Le voci autorevoli dei cattolici italiani (vescovi, giornali) troppo spesso pretendono di mantenere un'equidistanza di giudizio da fatti che invece meritano giudizi netti, secondo il Vangelo. Hanno paura di perdere consensi? Ma così restano solo ambigui
Il giornale cattolico, in morte di entrambi, ha dedicato due pagine a Guccini e una sola a Enzo Bianchi (per il quale ha rimediato solo un mese più tardi con un ricordo nel trigesimo). A volte è meglio essere atei che scomodi
Il giornale cattolico ha pubblicato a tutta pagina una bella intervista al vescovo di Lincoln (Usa) James Conley, che racconta la sua esperienza di depressione. Un esempio pratico (e assai raro nei media "di casa nostra") di anti-clericalismo.
Siamo giustamente sconsolati e scandalizzati dall'intitolazione di Malpensa a Berlusconi. Ma non è lo stesso per certi santi fatti recentemente dalla Chiesa con troppa fretta ed evidenti "poteri" che premevano per mettere un'aureola d' autogiustificazione sopra se stessi?
L'americana Colleen Dulle ha pubblicato (per le edizioni San Paolo) il libro "Colpita ma non distrutta. Come mantenere la fede facendo la giornalista vaticana". Non per caso di solito si dice tra giornalisti cattolici che l'ateismo è una malattia professionale...
Ieri erano 800 anni dalla morte di Francesco. Nonostante l'interessata strumentalizzazione religiosa, politica, ambientalista, etc etc subita nei secoli fino ad ora, il suo esempio è restato un modello del nudo e crudo Vangelo. Proprio per questo è un grande santo che amiamo
"Come stai?": classica domanda a un amico prete che non si vede né si sente da tempo. "Tutto bene... Basta tacere!" è la sua eloquentissima risposta. Che queste siano le "regole" del mondo è ben noto; ma che la stessa situazione valga anche per la Chiesa è di profonda delusione
Tra il gruppo dei praticanti "tradizionali" e la massa di chi ha abbandonato, in parrocchia c'è ancora una minoranza in stand by. Basterebbe girar la chiave della fiducia e saprebbero applicare i loro talenti. A patto di non soffocargli poi il motore con una banana nella marmitta
"Quello che ti hanno fatto è stata una carognata". Così, secondo un testimone oculare, disse Papa Francesco a Enzo Bianchi nel loro ultimo incontro. E gli ha chiesto perdono. Finalmente una certezza tra i tanti misteri di quella bruttissima storia.
Credere alla provvidenza non significa soltanto ringraziarla quando dà qualcosa, ma pure quando la toglie. Ad esempio se priva il cattolicesimo occidentale di certe forme di massa e lo lascia numericamente più povero...
Esiste una pluralità infinita di forme per riconoscere il sacro nella vita, di praticare una propria spiritualità. Occorre smettere di pensare che la nostra sia l'unica, anzi la migliore. Perché ancora, sì, noi lo crediamo...
Un altro paradosso assai significativo del caso Rupnik: i 200 committenti religiosi che nel mondo hanno ordinato i costosissimi mosaici, pensando di ricavarne prestigio, adesso ne portano tutto il peso morale. Fino all'ipotesi di smantellarli con altre pesanti spese.
C'è un paradosso in più sui mosaici di Rupnik a Lourdes: quello è per antonomasia il santuario dell'Immacolata, cioè dell'unica creatura umana "senza colpa originale". E invece (se le vittime hanno ragione) è decorato da opere realizzate già a partire da un'origine colpevole
Il vescovo ha deciso di coprire i mosaici di Rupnik dopo aver ascoltato le vittime spiegare che vari abusi sono avvenuti "durante il processo di realizzazione dei mosaici, nei luoghi in cui li creavano". Se questo è vero, com'è stato possibile considerare "sacra" quell'arte?
La copertura dei mosaici di Rupnik a Lourdes per la visita del papa (e dopo) merita riflessione. È una scelta del vescovo, sì, ma è stato confermato che il Vaticano è consenziente. Allora dovrebbe agire di conseguenza in casa propria, dove l'ex gesuita ha decorato una cappella...
È molto interessante notare che nel rito della messa, subito dopo il Padre nostro e prima dello scambio della stretta di mano, è inserita un'apposita preghiera per la pace. La pace nel mondo, direte voi... No: quella nella Chiesa! E questa sì che è antica sapienza cattolica...
Messa estiva, 20 persone nella chiesa da 500 posti. Metà in prima fila ad "animare" (verbo orrendo) il rito, l'altra metà in fondo in fondo: certo non per imitare la parabola del fariseo e del pubblicano... Noi laici ci mettiamo del nostro perché la ecclesia non diventi assemblea
Talvolta "la religione funziona come un esoscheletro, come nel caso di un'aragosta che non possiede scheletro interno: all'esterno è dura, per nascondere la debolezza che si trova all'interno". Abate generale dei premonstratensi dixit, parlando di monaci e clero superintegralisti
Qualcuno dovrebbe spiegare come si concilia il famoso "munus docendi", proprio soltanto di chi ha ricevuto il sacramento dell'ordine, con le omelie generate dall'IA - o anche, in passato, copiate dagli innumerevoli fascicoli di "temi predicabili" diffusi dall'editoria cattolica.
Santa Messa, Santo Rosario, Santissimo Sacramento... La specifica dell'aggettivo e l'eccesso di maiuscole, invece che attributi onorifici, suonano spesso come tentativo molto clericale di innalzare forzosamente una materia che di suo non ne ha bisogno. Un'esaltazione artificiale
Si sono volutamente espressi in questa mezz'estate alcuni sogni di piccolo cabotaggio per la Chiesa, minime cose che non comportano grandi risorse né rivoluzioni dogmatiche ma che - se realizzate - sarebbero simboli parlanti di vero cambiamento. Sogni che diventano segni
Sogno una Chiesa che superi la solitudine dei preti grazie a esperienze di comunità presbiterale, magari pure con laici. Si parla di unità pastorali, ma i sacerdoti addetti continuano a vivere separati; di sinodalità con un clero che invece è strutturato per essere individualista
Sogno una Chiesa italiana che apre un'inchiesta indipendente sui casi di pedofilia ecclesiastica, come ha fatto per ora solo una diocesi su 225. Purtroppo il solo fatto di non farlo, oltre a non rendere giustizia alle vittime, lascia il sospetto che ci sia qualcosa da nascondere
Sogno una Chiesa che faccia "della carità un tratto costitutivo della propria missione comunitaria" (Documento sintesi Sinodo italiano n. 27). Perché "cristiano è chi cristiano fa", anziché impuntarsi su un'appartenenza "di carta" basata sull'adesione teorica a dogmi e precetti
Pace, disarmo, Parola di Dio, ascolto, sinodalità, servizio, poveri, libertà, giustizia, uscita, rinnovamento, imparare da tutti, no all'indottrinamento: Leone al meeting traccia una rotta che è anche una tiratina d'orecchie a CL (e ai suoi collateralismi). Lo ascolteranno?
Sono una Chiesa in cui si creda di più alla necessità di uno Stato pluralista e democratico, senza più sogni di prevalenza teocratica e con una condanna chiara di ogni tentazione populista e oligarchica, in seria collaborazione per educare a una coscienza civile del bene comune
Sogno una Chiesa in cui sono essenziali gli "Organismi di partecipazione non come semplici spazi consultivi ma come strumenti concreti per il discernimento delle priorità pastorali e per il rinnovamento di strutture e processi decisionali" (Documento sintesi Sinodo italiano n. 7)
Sogno che "le Chiese locali, sostenute anche da iniziative nazionali, non cessino di denunciare la corruzione, l’illegalità e le mafie" (Documento sintesi Sinodo italiano n. 25) in modo esplicito e concreto, ripetendo chiaro e spesso che l'evasione fiscale è peccato come il furto
Sogno una Chiesa che spezza la catena dell'obbligo per quanto riguarda i sacramenti dell'iniziazione cristiana, soprattutto della cresima. Si dirà che già lo fanno i ragazzi stessi; bene, smettiamola allora di volerla dare a tutti, per poi lamentarci che subito dopo se ne vanno!
Sogno una Chiesa che abolisce le messe di prima comunione, ormai diventate consumistici riti di passaggio, e al loro posto istituisce cammini personalizzati al termine dei quali ogni bambino riceverà l'ostia quando è pronto a farlo e nella messa della comunità
Sogno una Chiesa che fa diventare prassi abituale la confessione comunitaria, pure già da tempo prevista ed ammessa ma con regole che di fatto la rendono mai praticata. Se la misericordia non è un possesso del clero, l'accusa puntuale dei peccati serve davvero al sacramento?
Sogno una Chiesa che procede di fatto a praticare in modo massiccio il lettorato e l'accolitato per le donne; sono ministeri istituiti dal 2021, però finora non è cambiato nulla. È vero, per alcuni si tratta soltanto di un contentino a fronte del sacerdozio: ma almeno quello...
Sogno una Chiesa che si libera dei titoli ecclesiastici, altisonanti quanto poco credibili: eminenza, eccellenza, persino santità... Se tanti vescovi già si fanno chiamare "padre", non dovrebbe essere difficile cancellare quegli appellativi anche dall'Annuario pontificio
Entriamo nella mezz'estate così favorevole ai sogni, anche ad occhi aperti. Elenchiamone dunque alcuni che riguardano la Chiesa e che non è difficile realizzare: perché si tratta di cose che si potrebbero già fare senza sconvolgere né dogmi né sacramenti. Epperò non si fanno...
Alberto Ravagnani (sì, proprio lui, l'ex prete) lancia su YouTube "Senza pretese", un canale per discutere di Dio "senza la pretesa di avere la verità in mano", perché "cercare non è debolezza e dubitare, a volte, è l’unico modo per essere onesti con se stessi". Auguri sinceri
Divieto di rapporti prematrimoniali, no contraccezione ma solo metodi naturali, niente divorziati risposati... Oggi che spopolano le convivenze, la morale sessuale della Chiesa è restata al palo di 40 anni fa, mentre servono altre proposte
L'estate è tempo di ritualita' popolari: processioni che sembrano gare di forza, feste di "miracolosi" santi dubbi o inesistenti, ostentazioni di reliquie al limite del paganesimo... Chissà se è proprio vero che si tratta di folklore "che non fa male a nessuno"
Quanti sono che ancora oggi sognano un Cristo Re padrone del mondo, che impone la sua verità a chi pensa e crede diversamente! Colpa anche di una devozione fuorviante, tuttora legata al mito della potenza e della vittoria della "vera fede" su tutte le altre: cambiamola...
Ci si lamenta di una Chiesa italiana debole, dalla gerarchia priva di personalità, incapace di avere posizioni forti. Tutto vero. Poi si evocano tempi recenti, quando vescovi e cardinali muovevano persino le pedine del potere politico... E allora si capisce che stiamo meglio oggi
Non è come nel 1988, quando Lefebvre ruppe con Roma ordinando i suoi vescovi. Oggi si è molto meno legati alle appartenenze confessionali, a vederla fiscalmente nel cattolicesimo gli "scismi" in atto potrebbero essere milioni. Pure la scomunica ha fatto il suo tempo: e non è male
Dedicato ai super-cristiani, da Adinolfi a Trump: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli». Anche se non è credente...
Certo che è un paradosso: giustamente noi cattolici ricordiamo ai lefebvriani che "la tradizione evolve", poi però a nostra volta la vogliamo sacra e immutabile su quello che fa comodo al clericalismo (vedi ministeri femminili o preti sposati)
Il nostro Dio è Padre, d'accordo. Ma nei secoli quant'è mutata l'idea di paternità? Dal padrone all'assente, dal re onnipotente al maschio detronizzato. Variazioni forti che pastorale, devozione, catechesi hanno ovviamente seguito; e continuiamo a dire che la religione non cambia
La predica ai laici mai, ha ribadito Roma ai vescovi tedeschi, perché si tratta di un atto liturgico riservato soltanto a chi ha il sacramento e il "munus docendi". Sia pure, anzi: sarebbe proprio bello che l'omelia fosse davvero un "atto liturgico" anche nello svolgimento...
Un aspetto positivo il calo di presenze alle messe ce l'ha: si possono celebrare le liturgie in ambienti più raccolti, in clima più familiare, con assemblee che partecipano di più e celebranti in grado d'approfondire meglio sia la scrittura sia il rito. Bisognerebbe crederci però
Nella messa c'è evidente contrasto tra l'assetto assembleare, di popolo attorno alla mensa, e il devozionismo intimista con cui si partecipa alla consacrazione e alla comunione. Un dissidio non risolto che aiuta a capire perché tra i riti pre e post Concilio esiste tanto attrito
Era il 3 luglio d'un anno fa quando il cardinale "Tucho" Fernandez annunziò fugacemente alla stampa di "aver trovato i giudici" per il processo canonico a Rupnik. Poi nessuno dal Vaticano rivelò mai chi fossero costoro, ma passi: ciò che non passa mai è il tempo per far giustizia
Adorare Gesù è ancora peggio: come non accorgersi della contraddizione tra presentare un Dio amico, vicino e misericordioso, e poi collocarlo in alto, in un tripudio di ori e di candele, come sovrano assoluto? O l'uno o l'altro: comunicazione simbolica e verbale sono in contrasto
"Amare Gesù", "essere suoi amici". Moltissima catechesi e omiletica è tuttora legata a questa esortazione: che può aver senso finché si è bambini, poi basta. Essere cristiani significa sforzarsi di seguire secondo coscienza il messaggio di questa persona: amare non è obbligatorio
Vengono al pettine nei movimenti cattolici (Cl, focolarini, neocatecumeni...) i nodi dell'autoritarismo dei fondatori. In modi diversi, quelli che con Wojtyla erano considerati la salvezza della Chiesa, ora rivelano le loro debolezze. E i rischi per la libertà di chi ne fa parte.
Ogni fedele ha conosciuto (e conosce) grandi figure di preti, davvero dediti alla missione. Ma ogni fedele ha conosciuto (e conosce) altrettante figure di preti meschini, o autoritari, o che fanno del ruolo "a vita" un privilegio immeritato. Basta il sacramento a renderli degni?
No vaticano ai vescovi tedeschi sull'ipotesi di omelie dei laici, perchè anche nell'omelia essi "vengono introdotti nel mistero della redenzione"; si vede che chi scrive questi no da anni sta sul pulpito a predicare e non sui banchi ad ascoltare omelie che sono spesso penitenze
Ai destrorsi che temono l'islam "terrorista" bisogna indicare che cosa stanno combinando i cristianissimi governanti Usa e gli ultra-ortodossi ebrei israeliani, ambedue in nome della rispettiva religione. Ha ragione Crozza: i monoteismi stanno facendo a chi ha il Dio più lungo
Quando c'erano più suore (e meno coscienza femminile), spesso nelle comunità maschili erano loro le cuoche. Però mai che religiose e religiosi sedessero a tavola insieme. Chissà se succede ancora così, magari anche con personale laico: non sarebbe certo un bel segno evangelico
I vescovi USA hanno consacrato la nazione al Sacro Cuore. A prescindere dal fondamento ben poco teologico del gesto, chissà se sanno che sotto questa devozione nella Francia dell'Ottocento si propugnava il ritorno della monarchia
Un giornale cattolico può criticare il papa, o anche soltanto un vescovo? No, direte voi: sarebbe uno scandalo. E allora come è possibile che si dica obiettivo e libero, come dovrebbe essere la stampa?
Se - come spesso si dice - la coscienza è voce di Dio in terra e nessuna autorità, nemmeno ecclesiastica, può sindacarla quando sia convinta delle sue scelte, allora bisogna consentire che l'obiezione di coscienza può operare pure nelle materie su cui detta legge la Chiesa stessa
Troppo comodo asserire che la Chiesa è santa e peccatori sono semmai gli uomini che la compongono. La Chiesa in sé non esiste; noi la conosciamo attraverso le persone che ne fanno parte. E su di esse soltanto pende il giudizio, in base ai loro comportamenti concreti
Sotto l'ombrello della Chiesa, in tanti (laici e clero) hanno fondato belle carriere e vantaggi insindacabili. E gli altri, massa obbediente, volenti o nolenti con la loro stessa presenza avallano tali privilegi. E così il battesimo si trasforma in una delega in bianco
L'archiviazione di fatto che, defunto papa Francesco, il cammino sinodale subisce in gran parte della Chiesa italiana denuncia la sfiducia clericale che i cristiani "qualunque" siano non solo interessati e coinvolti da una diversa gestione, ma pure che possano esser comunità vera