Per secoli l'Italia ha avuto il clero più numeroso del mondo, eppure da noi non sono emersi finora scandali per abusi sessuali come in altre nazioni. Delle due l'una: o siamo migliori degli altri, o siamo più reticenti nell'indagare
Sono passati 60 anni dalla chiusura del Vaticano II, per una chiesa che toglieva l'elmetto e provava ad aprire le braccia. 60 anni... sembra un buon tempo per iniziare ad applicarlo interamente, questo benedetto Concilio!
Citando i vescovi francesi contrari alla nomina curiale di un prete condannato per abusi sessuali, Enzo Bianchi taccia di "neofariseismo" la Chiesa che non riabilita i colpevoli una volta scontata la pena. Più misericordia, dice. Sì, però non è obbligatorio dar loro una carica
Una volta i calendari dell'Avvento li facevano le ditte di cioccolatini, ora li offre pure il Sovvenire. Sì, il Servizio Cei per l'8x1000 propone un conto alla rovescia verso il Natale scoprendo ogni giorno un progetto finanziato con quei soldi. Piccoli contribuenti crescono
Un segno elementare di quanto, in Italia, siamo lungi da una minima attitudine sinodale lo si coglie alla fine di ogni messa festiva, allorché il celebrante dà gli avvisi della settimana. Cosa c'è di più "laico" di questo compito? Eppure provate a togliergli il microfono di bocca
Ci hanno fatto credere che per essere cattolici si debba aderire a tutti gli articoli del Catechismo. E invece poi si scopre che per essere davvero cristiani basta molto meno
"La nostra santa religione": non lo dice quasi più nessun cattolico, per fortuna. Le religioni sono soltanto strumenti umani e come tali possono essere appropriati, magari utili, anche provvidenziali: ma non santi
In genere si pensa che i tradizionalisti abbiano senso storico più accentuato, perché difendono riti e dottrine del passato. È il contrario: non ne hanno, perché credono che la storia non evolva e resti sempre la medesima
Due terzi delle diocesi italiane hanno ignorato un recente questionario inviato dalla Pontificia Commissione sugli abusi sessuali del clero. Non rispondono manco al Vaticano...
"Rigenerare il mondo: dalla solitudine all’incontro. Un compito per l’IRC” è il titolo del corso Cei per insegnanti di religione quasi ..."divini"! Pensiero magico è anche sublimare all'infinito un'idea, per difenderti dalla realtà che non si riduce più solo a te. Restiamo umani.
Certe domeniche a messa si leggono pagine di Vangelo che sono un fuoco, una rivoluzione: le beatitudini, il giudizio finale... Poi arriva un'omelia di tanto buon senso e normalità a spargere la sua schiuma antincendio: non sia mai che il cristianesimo ci faccia scaldare la testa!
Uno sguardo esterno, libero da pregiudizi (e ovviamente intelligente) quanto aiuterebbe la Chiesa! Le parrocchie dovrebbero farsi giudicare da chi sta sulla soglia, le comunità religiose dai laici che stanno attorno, i vescovi dal loro clero. Ma con la massima libertà di parola
"La messa salva il mondo": l'ha detto Leone XIV. Un'altra di troppe trascorse enfasi: la messa ha valore inestimabile, la messa è il cielo in terra, a ogni messa assiste tutto il paradiso... E chissà se è il modo migliore per promuovere un rito che nacque da una cena tra amici
"The wolf of God": s'intitola così la serie tv sulla tripla vita di Marcial Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo, e la sua capacità di apparire santo nonostante le perversioni. Una denuncia di quanto siano ambigue le religioni fondate sull'obbedienza e il silenzio "virtuoso"
La diocesi di Milano ha deciso di aprire gli oratori a bimbi e ragazzi di altre fedi, perché siano "laboratorio privilegiato di incontro interreligioso". Applausi! L'ultrasecolare realtà - ora spesso desolatamente vuota di italiani - affronta così un'altra urgente sfida educativa
La cosa ormai inaccettabile della messa "vetus ordo" celebrata giorni fa dal cardinale Burke in San Pietro non era che fosse in latino, ma che lui avesse i guanti bianchi e paramenti debordanti. Da lì si capisce la teologia clericale e formalistica, cioè malata, che sta dietro
Tra noi cattolici cattolici l'ironia e - peggio ancora - la satira non hanno cittadinanza; nei nostri giornali ad esempio le vignette (se ci sono) sono piccole e ben nascoste. Ci prendiamo troppo sul serio noi, quelli della "verità"...
Il "sistema religioso cattolico" è talmente incartapecorito nelle sue strutture (non tutte e non sempre evangeliche) che bisogna farsi dissacratori - se non eretici - per cercare di tornare a una fede non ideologica. Nella favola soltanto un bambino seppe dire che il re era nudo.
Poveretto chi scrive le preghiere dei fedeli per i foglietti da messa! Obbligato a non ripetersi e insieme a cercare intenzioni che vadano bene per ogni occasione, partorisce spesso esortazioni così astruse e astratte che nessun fedele reale penserebbe mai di pregarle davvero...
Certe messe feriali, tirate via in fretta in chiese semibuie, con pochissimi fedeli e la solita pia donna a far da voce guida-lettrice-cantora-chierichetta, inducono più che altro a chiedersi a cosa servano questi riti tristi ripetuti solo per devozione o - chissà - per dovere.
Ecumenismo e scuola, Sinodo tiepido. Cura del creato, ingiustizie, esclusione: fin qui le azioni condivisibili con altri cristiani e credenti. E la carità educativa e culturale (conoscere e apprezzare la religione e le religioni)? "Sorelle e fratelli tutti" (28), ma non a scuola.
Il popolo di Dio è infallibile "in credendo", ovvero nella sua storia la religiosità dei fedeli ha maturato convinzioni "certe". Ma è davvero così o si tratta di un ennesimo mito da smontare? Quante volte nella storia abbiamo constatato pesantissimi sbandamenti delle masse...
Invece di scandalizzarsi dei cattolici che vogliono i preti sposati, o le donne prete, o più potere ai laici, o la comunione ai divorziati, eccetera eccetera eccetera, bisognerebbe preoccuparsi di quelli che sono talmente delusi dalla Chiesa che... da lei non vogliono più niente
La Chiesa non è un'officina, eppure molta devozione punta ancora a "riparare" bestemmie, sacrilegi, offese a Dio. E non si vede contraddizione nell'idea di una divinità onnipotente che però si sentirebbe ferita per l'insulto di una creatura: fino al punto di attenderne le scuse
È bello avere 4 Vangeli diversi, con diversità talvolta inconciliabili! Li avessero scritti o trovati ora, si sarebbe costituita una Commissione episcopale per omogeneizzarli in un documento unico ufficiale, predigerito dalla gerarchia ancor prima di una "discussione sinodale"...
Nella prassi pastorale, tutti i sacramenti o quasi sono considerati come punti d'arrivo: imprimono un carattere, segnano un passaggio, sono indelebili e pertanto una volta che li hai ottenuti, non c'è più bisogno di darsi troppo da fare. La Grazia, fonte di vita, nasce già morta.
Gli anglicani hanno un'arcivescovo di Canterbury donna. Non siamo obbligati a "copiarli", ma almeno prendiamo ulteriore coscienza che certe scelte di tradizione non sono affatto obbligatorie per essere cristiani
Sono 60 anni dalla riforma liturgica che, tra l'altro, aveva riabilitato il valore della "liturgia della parola" a fronte di quella eucaristica. Ma provate ad andare a messa e dite se di fatto, per i preti come per i laici, non c'è tuttora una netta preminenza della seconda...
"Dilexi te" è forse il più alto documento della migliore teologia della liberazione. Ci sono voluti più di 50 anni. Ma la chiesa fa troppo spesso così: prima (per paura, per interesse, per ignoranza) condanna, poi riabilita
Bambini e anziani, adolescenti e famiglie, fidanzati e battezzandi... Nel programma della comunità pastorale ci sono catechesi per tutti, ma proprio tutti, eccetto loro: gli adulti. Perché non hanno tempo; perché tanto non vengono; o forse - chissà - perché non si sa cosa dirgli.
C'è anche un altro senso del «limite» per la Chiesa, però, ed è quello di riconoscerlo e accettarlo: abbiamo «limiti concreti che non possiamo più fingere di non vedere», scrive il vescovo di Verona. Saggezza indispensabile per clero e credenti che si credono il centro del mondo.
Senza la Tv, oggi non conosceremmo i due saggi "no comment" di Leone XIV - che neanche VaticanNews ha trascritto - sulle dichiarazioni d’Israele circa il caso Parolin (poi "difeso" dal Papa) e sulle questioni politiche interne agli USA. Per questa volta, grazie “cattiva maestra”!
Il vescovo di Verona ha fatto cosa intelligente, dedicando la sua lettera pastorale al «limite». Da una parte è un monito alla società, che non accetta più confini etici; ma dall'altra alla Chiesa, che invece le sue tante frontiere dovrebbe superarle ed essere davvero no limits
Ci si può sforzare nel capire la discutibile offerta riminese-CL di palco e comizio a Meloni; ma davvero non si capisce stessa tribuna data al sacro Convento di Assisi il 4 ottobre, con precedenti dure critiche meloniane alle piazze pacifiste. Ingenuità, opportunismo o altro?
Un tempo i sacerdoti santi si flagellavano per "salvare anime" con la mortificazione, oggi un prete influencer fa palestra e assume integratori per svolgere meglio la sua missione... Ognuno tratti il corpo come preferisce, ma non ci faccia credere che è per il regno di Dio
Bisogna ammettere che l'impostazione del cattolicesimo non aiuta il pensiero libero: non serve nemmeno l'altola' dei "superiori", il buon fedele scaccia da solo i dubbi e copre le perplessità col dovere di credere ciò che non si capisce. E la cosa passa addirittura per meritoria!
Pochi cattolici sanno che la transustanziazione non è affatto un dogma, ma un'ingegnosa spiegazione della presenza di Cristo nel pane e nel vino. Eppure si continua a divulgarla come se fosse l'unica ipotesi possibile
Siamo fortunati: nella pastorale cattolica non c'è pericolo che si cada in certi slogan troppo di moda! Nella gran parte delle parrocchie, infatti, parole come sinodalità, accoglienza (degli stranieri), femminismo, lontani, ecumenismo... sono e resteranno illustri sconosciute.
Forse il Papa ci legge perché martedì, alle domande sulle presunte «incursioni russe» e sul «riarmo necessario», ha risposto solo che «qualcuno sta cercando l’escalation», ma che non commenta «questioni politiche», mentre invita tutti a «lasciare le armi» e al «dialogo». Bene!
Ora il caso Rupnik è pure un film, "Suore contro il Vaticano", presentato a un festival in Canada; alcune sue vittime vi raccontano gli abusi subiti. Ma forse la replica migliore sarà il 13 ottobre a Roma, quando finalmente inizierà il processo: allora la recita sarà in diretta.
La prima intervista di Leone XIV è molto saggia molto moderata, molto bipartisan; d'altronde al Papa bisogna pur concedere un periodo di rodaggio. Ma c'è da chiedersi quanto su certi temi (Gaza, Ucraina, migranti e tanti altri...) si possa essere neutrali, da cristiani.
"Non sono venuto a portare la pace, ma la spada" è sempre stato letto come separazione tra chi ha fede e chi no, invece ora spaccature e contrapposizioni sono all'interno della Chiesa. Ma chissà, forse quella spada divide proprio perché nasca un cattolicesimo pluralista...
Il mondo è così polarizzato che, per uscirne, anche i Papi dovrebbero rispondere con un sorriso silenzioso - e non con parole estemporanee - a domande giornalistiche su tesi politiche (russe) figlie di tesi politiche (polacche) ma tutte prigioniere della stessa polarizzazione.
Una politica leghista ha duramente criticato il burqa islamico postando la foto di donne in una processione cattolica del Sud. Gaffe clamorosa.. Ma noi cattolici dovremmo rifletterci: non è poi molto che abbiamo cambiato certi usi "medievali" (e c'è chi li vorrebbe ancora)...
È ora di finirla di considerare "politica cattolica" quella che promuove i cosiddetti valori cristiani, assoggettandosi così al solito giochino del do ut des con gli altri partiti. Quello è lobbismo. Politica davvero cristiana è quando si guarda soltanto il bene comune, tutto lì
Non confondiamoci: Meloni è andata al Meeting perché sa che i ciellini le danno voti, i ciellini l'hanno applaudita perché s'aspettano favori per le loro lobbies. Pensare che la cosa sia un passo avanti per il ritorno della "politica cattolica" (ammesso che esista...) è illusione
Abbiamo modificato il Padre nostro, ma pure l'Ave Maria avrebbe bisogno di ritocchi. Per esempio quel "prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte": non sarebbe meno teologicamente terroristico "adesso e in ogni ora della nostra vita"?
La pastorale cattolica ha sempre avvalorato il pensiero magico, con miracoli visioni apparizioni eccetera. Così adesso ha ben poche armi per contrastare i tanti irrazionalismi che fungono da nuove religioni: il complottismo l'ha superata a destra.
È sbagliato argomentare che bisogna ordinare uomini sposati perché ormai i preti sono troppo pochi. No, il celibato sacerdotale dev'essere facoltativo semplicemente perché non c'è una reale ragione evangelica che prescriva il contrario: è solo una regola umana e si può cambiarla.
E continuiamo a far finta di non sapere che il clericalismo nasce anzitutto dalla falsa dottrina del sacerdozio come vocazione "superiore" o più meritoria, addirittura del prete "alter Christus"! Troppi cristiani lo pensano ancora
Cresce l'allarme sulla solitudine dei sacerdoti, c'è anche un libro a difesa dei "preti usa e getta" fiaccati dalle attese dei fedeli. Tutto giusto e reale. Ma chi mai ha creato l'immagine dei preti come intangibili rappresentanti di Dio, superuomini due spanne sopra gli altri??
Putin e Trump, Israele e islam, destra cattolica e nazionalisti europei. Tutti tirano la religione dalla loro parte, la strumentalizzano per giustificare le proprie azioni disumane. Ormai almeno da parte cristiana bisognerebbe dissociarsi dall'idea stessa di essere "religione"
Certe volte la predica non sarebbe nemmeno necessaria: ci sono preti che leggono il Vangelo così intensamente che pare già mezza esegesi. E in questo semplice modo dicono molto di più delle tante parole di altri, quelli che leggono il Vangelo come una storia troppe volte sentita.
Ennesima "prova" della falsità della Sindone prontamente (e anche giustamente, sembra) smentita da parte cattolica. Tutto giusto, per carità; ma gli apologeti dimenticano spesso che smentire una falsità su quel reperto non significa provarne l'autenticità. Resta sempre il mistero
Mettiamo che la transustanziazione sia un'ipotesi superata: dovremmo smettere di radunarci a celebrare la comunione tra fratelli nel corpo di Cristo che è la Chiesa?
Mettiamo che la promessa di una vita oltre la morte non si avveri: avremmo meno motivi per impegnarci a realizzare già ora il regno della giustizia e della pace predicato da Gesù?
Mettiamo che Gesù non sia il figlio di Dio, ma "soltanto" un sommo maestro di vita, un grande saggio. Il Vangelo e i suoi contenuti avrebbero per questo meno valore, sarebbero fonte di minor ispirazione per l'umanità?
E che dire della sovrabbondanza di santi? Nella "sua" chiesa ogni parroco ha voluto lasciare il segno, così abbiamo templi con quattro Madonne diverse e l'immancabile Padre Pio sull'altare del Sacro Cuore. Alle volte un po' di iconoclastia non farebbe troppo male.
Molti lai si alzano contro le "chiese moderne", che sarebbero brutte e poco sacrali. Ma peggio accade alle antiche, se trattate senza senso storico e snaturandone gli elementi: meglio una colonna di nudo cemento che una romanica ridotta a sostegno di una cassa sonora...
D'estate, frequentando chiese da turisti, è facile imbattersi in piccoli gioielli rovinati da particolari. Come una sedia di plastica rossa davanti a un altare barocco: va bene che il buon gusto non s'insegna in seminario, ma almeno fatevi consigliare da qualcuno che ci capisce!