Il vangelo di questa domenica sembra prestarsi bene a un’interpretazione forse più libera, forse più ardita, ma per certi versi più coinvolgente e che dice qualcosa al nostro essere-chiesa oggi.
La scomparsa di Francesco Guccini ha suscitato in ognuno di noi ricordi, pensieri, parole e ritornelli. Una voce inconfondibile, non solo nel timbro ma ancor più nella forza dei testi che ci ha lasciato.
Un testo ricchissimo, di cui vogliamo cogliere solo alcune pennellate. Un miracolo conosciuto da tutti, che ci rimanda al cuore di Dio e continua a offrirci un “modello” per imparare a “fare bene il bene”.
Si conclude oggi il discorso in parabole di Gesù che ci è stato regalato dal Vangelo di Matteo. Una Parola che non smette di sorprenderci, e soprattutto di richiamarci a "scegliere" il Regno.
Spesso ci preoccupiamo di vedere i frutti, di arrivare alla fine per poter dare un giudizio su ciò che facciamo. Oggi la Parola ci fa fare un passo "indietro": è il tempo che passa a rivelarci il Regno.
Gesù, il Regno e le parabole. La Parola di questa domenica ci introduce a un tratto tipico dell'insegnamento evangelico, che ancora si offre a noi come "linguaggio di guarigione".
Chi sono i piccoli? Cosa c'entrano con Gesù? La relazione tra Padre e Figlio illumina queste domande e ci aiuta a imparare da colui che davvero è il Piccolo per eccellenza.
La missione continua a essere al centro della Parola di queste domeniche. Oggi il discepolo oscilla tra dare e ricevere, un pendolo che alla fine trova equilibrio in colui che ci invia.
Quanto passa "di vangelo" nel nostro modo di stare al mondo, soprattutto quello dei social? Se il cristianesimo è anche questione di stile, forse è proprio da lì che dovremmo ripartire.
La missione: essere chiamati alla fede e all'annuncio. La cosa più "scontata" ma spesso la più disattesa. Eppure è proprio qui che si gioca tutto, corpo e anima.
Il ritorno al tempo ordinario si apre subito col sentimento più vero di Dio, la compassione, e la chiamata per tutti a esserne discepoli nel mondo.
Celebrare l'eucaristia significa riconoscersi nutriti dello stesso pane, ricordare il bene ricevuto e vivere, ogni giorno, di quella vita che ci è promessa.
La Trinità: non un concetto da spiegare, ma un’esperienza di ascolto, lode e stupore. La Parola ci invita a fermarci e celebrare il disegno d'amore di Dio, per poterne vivere ogni giorno.
È chiaro a tutti ormai: la vita di fede sta attraversando tempi di crisi e di spaesamento. Ma se, ispirati dalla Pasqua, provassimo a cercare nuove strade, a risvegliare forze nuove, per uscire anche noi dal nostro sepolcro?
Parlare d'amore è sempre un'occasione da non perdere, specie se l'invito arriva dal palco di Sanremo. Sarebbe bene, però, valutare con attenzione come se ne vuole parlare...
In questo primo venerdì di Quaresima ci lasciamo ispirare alla conversione dalle parole di Fabrizio de André, che ci regala uno sguardo del tutto singolare sull'amore del Crocifisso.
La vera sfida per il pensiero non è forse quella di riuscire a stare dentro la pretesa cristiana, a confrontarsi con essa cercando di rimanere alla sua altezza?
Il diaconato femminile merita l'allestimento di una tavola rotonda a più voci, dove la partecipazione va al di là del "prendere posizione" e chiede uno sforzo da parte di tutti per riflettere, "una portata dopo l'altra", sull'immagine di Chiesa che vogliamo costruire.
Due punti luce (libertà e autocritica) insieme a tre zone d'ombra (giovani, affettività e IRC) sembrano caratterizzare le conclusioni del cammino sinodale italiano.
Spesso, a "destra" e a "sinistra", la libertà di parola non riesce ad essere veicolo di quel bene che la renderebbe capace di proferire parole di libertà....
Corpo, sessualità, emozioni, sentimenti, figli, ma anche tradimento, violenza, abitudine, freddezza...perciò, cos'è in fondo l'amore?
Siamo veramente sicuri che l'apparato rituale della Chiesa sia vissuto dalla maggioranza dei fedeli con un minimo di senso esistenziale?
Un cristiano - come per un ebreo o un musulmano - può affermare che anche altrove c’è salvezza? In tal caso, che senso avrebbe la mia vita e ciò per cui io decido di spenderla in pienezza e totalmente?
Sì - va bene - l'identità, ma qual è l'identità della Chiesa se non quella di (provare a) essere una comunità nella quale si vive concretamente l'amore?
La chiesa, oggi, è ancora una realtà nella quale ci si ritrova “registrati” o è una comunità alla quale si può decidere di aderire liberamente?
Fare memoria del concilio di Nicea vuol dire anche ricordare il compito che ha sempre la teologia: rendere attuale il messaggio originario di Gesù il Cristo
In quest’ultimo periodo, leggendo e scorrendo ogni tipo di post, dai più cesaropapisti a quelli perbenisti, è sorta in me una nasuea che mi ha fatto desiderare ben altro!
Davanti alla collana di perle costruita dalla teologia della "deep incarnation", è necessario chiedersi se non sfumino l'unicità di Cristo e la divinità di Dio...
La teologia della "deep incarnation" e il suo radicamento nella tradizione dei Padri della Chiesa
Se l'incarnazione di Dio è veramente "profonda", allora tale sarà anche la resurrezione, coinvolgendo tutti nell'orizzonte salvifico di Dio
Il tempo di Natale è un'occasione propizia anche per conoscere meglio la corrente teologica della "deep incarnation"
Chi è disposto ad ascoltare in pubblico una teologia che dall’esterno appare solo come una marionetta, mossa da un’istituzione sempre uguale, sempre più vecchia ed inascoltata?
Nella Chiesa, certamente, ci si sta impegnando sempre di più a far parlare e ascoltare i giovani, ma l'impressione è che poi sia sempre qualcun altro che ne trarrà ogni decisione pratica...
Dal "solo Gesù salva" del vescovo Repole al "meno cristianesimo più spiritualità" del pensatore Mancuso: e fu così che si arroventò anche il clima teologico italiano...
Dietro il velo identitario, in fondo, non si nasconde il fatto che è molto comodo dichiararsi cristiani contro il ramadan piuttosto che contro gli armamenti, l’evasione fiscale o gli allevamenti intensivi?
Il concorso per gli Idr, da un lato, la rincorsa agli avvalentesi dell'IRC, dall'altro lato, deve interrogarci sulla possibilità di una riforma dell'"ora di religione"
Ma prima di parlare di omosessualità, perché non ci si fa una bella chiacchierata con qualche persona omosessuale?
Se il livello di preparazione teologica di base del laicato italiano è in parte imbarazzante, smettiamo di pensare solo a “come” comunicare, ma proviamo ad aprire qualche libro...
Ferma l'importanza del sapere "come" relazionarsi con gli altri, quando la Chiesa comincerà ad occuparsi seriamente del sapere "cosa" dire agli altri?
Alcune riflessioni sul senso attuale dell'insegnamento della religione, a margine di un recente incontro nazionale di formazione.
Quale legame c'è tra il Sinodo sulla sinodalità e il compito perenne di un cristiano di incarnare il Vangelo?
Sarebbe bello se noi, come chiesa, fossimo audaci nel farci carico della realtà e capaci di portare alla salvezza ogni realtà, anche laddove (persino a Dio!) sembra impossibile...
Il cammino sinodale richiede anche un ripensamento del carattere magisteriale della teologia "al di là del clero e del laico"
La strana coppia "ricerca e verità": se c'è la prima non c'è la seconda? Se c'è la seconda non c'è la prima?
Festeggiamo e facciamo memoria del 25 aprile con la musica e le note di Francesco Guccini
Il gesto fondamentale del Risorto, affinché i discepoli di Emmaus lo riconoscano, riletto alla luce di Fabrizio De André
Il vangelo che narra il ritorno alla Vita di Lazzaro ci svela anche quanto Dio si è incarnato in tutta la nostra umanità
L'incontro ravvicinato tra San Valentino e la Quaresima fa scoccare scintille d'amore, meglio comprese ascoltando un classico di Franco Battiato
Nei giorni di un Sanremo in cui - si è scritto su Famiglia Cristiana - "Dio non c'è (o quasi)", è bene riascoltare l'attimo che Ligabue chiedeva qualche anno fa a Dio
Domani si celebra la 45^ Giornata Nazionale per la Vita. Noi vogliamo viverla facendoci accompagnare dalla voce di Elisa...
Celebrare la giornata della Memoria con le parole e la musica di Francesco Guccini
Oggi comincia la settimana di preghiera per l'unità dei cristiani. Se pregare è cantare, noi lo facciamo in compagnia di Fabrizio De André
In tempi di governi forti ed opposizioni confuse, forse, quello di Gaber è ancora un vino invecchiato bene...
L’inizio di un nuovo anno riesce ad essere l’occasione per ritrovare la voglia di guardare in maniera diversa la vita?
Da chi ci facciamo dettare le attese e le speranze? Dai mass media di turno o dalle nostre singolarità?
Abbiamo mai pensato al presepe, alla "casa" di Gesù, come ciò che ne rivela anche le radici più profonde?
Una tentazione del tempo di Avvento è quella di dimenticarsi, nell'attesa di Dio e del Suo Figlio, della “dura realtà”...
Festeggiare l'Immacolata Concezione della Madre di Dio ascoltando Fabrizio De André...