Il Regno: sceglierlo per essere scelti

Si conclude oggi il discorso in parabole di Gesù che ci è stato regalato dal Vangelo di Matteo. Una Parola che non smette di sorprenderci, e soprattutto di richiamarci a "scegliere" il Regno.
25 Luglio 2026

Domenica 17a del tempo ordinario

 

Con questa domenica si conclude il discorso di Gesù in parabole e sulle parabole, iniziato due domeniche fa con la parabola del seminatore. Questa conclusione, però, è davvero sorprendente, per diversi motivi.

 

Gesù in contraddizione

Il primo motivo è che in questo brano Gesù sembra contraddire ciò che ha detto già per ben due volte. Il discorso di questa domenica, infatti, continua quello iniziato “domenica scorsa” in casa con i discepoli, e dunque prosegue la spiegazione – che abbiamo già commentato qui – della parabola del buon seme e della zizzania. Quindi Gesù sta parlando ai suoi, in disparte. Ciò è confermato dal fatto che alla fine troviamo proprio una domanda rivolta ai discepoli: «Avete compreso tutte queste cose?». Ebbene, proprio a loro, anzi, anche a loro Gesù parla in parabole. Eppure abbiamo letto che le parabole erano riservato a quelli “di fuori”, mentre a loro, ai discepoli, tutto era detto apertamente. Come mai questo cambio di atteggiamento?

 

Selezione e paradossi

Per rispondere, proviamo ad avvicinarci a queste parabole, a cominciare dall’ultima, che non sembra affatto una parabola. In effetti questi pescatori che raccolgono dei pesci e li dividono ci ricordano molto quei servi che hanno raccolto il buon seme e la zizzania e li hanno divisi. Insomma, Gesù sembra offrirci “semplicemente” un altro modo per spiegare la stessa parabola, la stessa dinamica di “selezione”. Qui in realtà la situazione è ancora più paradossale, perché non si parla di maligno, di nemico ecc. I pesci ci sono: alcuni vengono scartati, altri no. Perché siano buoni o cattivi, secondo quali criteri, non è dato saperlo. In sintesi potremmo dire: il Regno è selezione.

Potremmo fermarci qui, se non ci fossero le altre due mini-parabole del tesoro e della perla, anche loro abbastanza sui generis. In effetti potremmo chiederci: uno che ha trovato un tesoro perché mai dovrebbe nasconderlo e comprare un campo per ottenerlo? Non può semplicemente tenersi il tesoro, visto che l’ha già trovato e a quanto pare non è di nessuno? Lo stesso dicasi per il secondo: un mercante di perle molto strano, appunto paradossale, quello che vende tutto per acquistare una sola perla. Che senso ha l’agire di questi personaggi?

 

La scelta del Regno

Abbiamo così diversi tasselli da mettere insieme, per provare a nutrirci di questa Parola davvero sorprendente. Proverei a dire che l’agire quasi assurdo di fronte al tesoro e alla perla è proprio quello richiesto per essere selezionati. Il Regno è il tutto che si deve avere e per il quale bisogna lasciare tutto il resto: perché non è solo un campo, ma è un tesoro; non è una perla “bella”, ma è la “più bella”[1]. È questo il criterio per essere selezionati fra i tanti “pesci” che vengono raccolti: scegliere per essere scelti.

Ed è interessante, in questa prospettiva, la conclusione di tutto il discorso, che non parla più di Regno ma dello scriba che diventa discepolo. Scegliere il Regno non significa perdere ciò a cui hai rinunciato per ottenerlo, significa piuttosto ritrovare tutto il tuo tesoro, da cui però adesso puoi estrarre «cose nuove e cose antiche», perché ciò che già avevi (antico) assume un senso del tutto nuovo, e di vero compimento. La vita spesa per il Regno non è persa, ma è ritrovata in tutta la sua pienezza.

 

[1] È interessante l’uso di due aggettivi diversi nel testo greco, che nel primo caso parla di perle kalos e nel secondo di una perla polytimos. Le due espressioni probabilmente non sono da intendere in contrapposizione ma proprio in un crescendo superlativo. Ringrazio per questo confronto la preziosa voce esegetica di don Davide Arcangeli.

5 risposte a “Il Regno: sceglierlo per essere scelti”

  1. Pietro Buttiglione ha detto:

    Alberto che ravvisa
    TRAGICITÀ APOCALITTICA
    mi ha fatto riflettere.
    Premetto che io rifiuto tutti i brani “apocalittici” xchè li ritengo portato do una certa letteratura sempre pervadente.. ma in aperto contrasto con il Gesù che conosco …
    Allora??
    Ecco il pensiero luce che condivido con voi.
    Vedo Gesù.
    Molto preoccupato.
    Cosa sarà della mia predicazione??
    Lui SA che tutti, discepoli inclusi, siamo LIBERI.
    E lo prende l’angoscia del ” COSA FARANNO?? ”
    DONDE i toni forti.
    L’esaltazione del Regno.
    Lo stesso apocalittico accennato da Alberto

    MA LO AVETE CAPITO, O MIEI TESTONI, QUALE È LA POSTA IN GIOCO???
    lo abbiamo capito?

  2. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    La Parabola e una ma in quell’una si fanno più riferimenti: un tesoro nascosto nel campo, una perla di gran valore, una rete piena di pesci dai quali vengono scelti quelli buoni per il regno dei cieli. Gesù tenta di spiegare con più similitudini a che cosa assomiglia il regno dei cieli e di più come gli angeli separeranno i cattivi dai buoni, i primi nella fornace ardente, questo per assicurarsi che loro, ma anche noi si comprenda quanto è importante scegliere ciò che più ha valore. AGli Apostoli allora e stato difficile capire, quel Maestro, nato figlio di Giuseppe e Maria, che compiva segni di amore da Figlio di Dio, ancora non l’avevano visto messo ingiustamente in croce e poi Risorto. Ma noi non abbiamo attenuanti, facciamo scelte ben sapendo chi Lui e’, presente nella Sua Chiesa, luce sul ns. cammino. La perla, il tesoro non più per noi nascosto. Come a Salomone Dio in Gesù ci offre come perla preziosa la vita per sempre se accogliere suoi insegnamenti

  3. Pietro Buttiglione ha detto:

    Io la ho letta così.
    # c’è un tesoro. Ricco e importante.
    # sta a te sceglierlo. Ma non basta.
    1) devi nasconderlo in un TUO campo.
    Il campo è tuo. La tua vita. Il tuo essere qui. Cosa tu poni al centro? Da cosa nasce e vive la tua vita??
    2) la tua scelta è impegnativa. Molto impegnativa.. per essa devi rinunciare a TUTTO. Smetterla di correre dietro a inutili vacuità. Quasi come un eremita. Focalizzarti su di Lui.
    3) se lo farai Lui ti spalancherà le porte del suo Amore e tu diventerai capace di parlare al mondo di cose nuove e cose antiche.
    Come Qui.
    Come adesso.

    • Alberto Ghiro ha detto:

      Riguardo poi alla parabola del pescatore, stando attenti all’oggetto e al soggetto dell brano, si può parlare di capacità di discernimento dove gli uomini non sono i pesci sottoposti a selezione ma sono i soggetti del discernere o, se si vuole, selezionare e i pesci il bene e il male o qualsiasi oggetto del discernere.

  4. Alberto Ghiro ha detto:

    C’è anche in questo brano un’aggiunta a mio avviso dell’evangelista o della sua comunità che dà alla parabola un senso di tragicità apocalittica e ne forza in tal senso un’interpretazione dominata un po’ dalla paura. Tolta questa forzatura rimane invece una prospettiva gioiosa e di realizzazione personale nella fede senza pari tramite la ricerca, la scoperta e una volontà di bene e bellezza.

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