La storia della prima santa donna: una vicenda di essenzialità per questa Settimana santa
Senza il racconto della Passione noi saremmo persi: perché solo questo racconto ci dà la certezza che c’è stato Chi ci ha amati infinitamente, come il nostro cuore chiede di essere amato.
Può l'intelligenza artificiale diventare un tema anche per la nostra preghiera? È quanto provo a proporre nella Via Crucis di oggi. Non per crocifiggere uno strumento, ma per purificare il nostro cuore.
Tra le parole e i fatti del Vangelo di oggi si fanno strada due sensazioni: la tensione che sale e un desiderio di intimità. Sarà la trama dei prossimi giorni, fino ad un altro grande grido di Gesù, questa volta per tirare fuori noi dai nostri sepolcri.
Un commento che ripercorre la vicenda umana del giovane di origine trentina, martire in Germania nel 1944
Parrocchia e diocesi: continua il dibattito
Il “vero” miracolo di Gesù col cieco nato non è quello di avergli ridato la vista, ma quello di aver messo in moto il desiderio. Aver convinto quell’uomo ad alzarsi per andare alla piscina di Sìloe. Aver fatto riscoprire a quell’uomo il desiderio di tornare a vedere.
Meditiamo la via crucis fermandoci ai tanti crocevia che la storia ci fa incontrare (da uno spunto di padre Mauro Armanino)
Se i processi avviati non giungeranno a qualche decisione concreta sarà forte il rischio che risultino sterili e quindi inutili...
Quella sete che senti dentro e che ti porta di notte in notte, di corpo a corpo, di cuore a cuore, è perché sei fatto per Lui, e al tuo desiderio non basterà nulla che sia meno di Lui.
Nell’anno che ricorda gli 800 anni dalla morte di Francesco d’Assisi, vogliamo meditare la via crucis facendoci aiutare da alcune pagine scritte da coloro che vissero e camminarono con lui
Come invertire un rapporto che dovrebbe essere di servizio del "generale" verso il "particolare" e che, invece, sembra ad oggi del tutto ribaltato?
Oggi non dobbiamo far altro che lasciarci sedurre da questa bellezza, come se Gesù sapesse che, o passa per la strada della bellezza, o non ci conquisterà mai completamente, mai del tutto.
Una riflessione biblica del cardinale, già arcivescovo di Milano, Carlo Maria Martini.
Di fronte alla tragedia del piccolo Domenico, don Mimmo Battaglia ha scelto di entrare con rispetto nell’umanità sofferente, ricordando qual è il fondamento della vita del prete
...immergendosi in tutta la realtà, ma sapendo distaccarsi da essa.
Quando smetteremo di voler insegnare a Dio come si fa dio, la nostra Quaresima sentirà il calore e il profumo della vita che già scorre verso lo stupore della Pasqua.
In questo primo venerdì di Quaresima ci lasciamo ispirare alla conversione dalle parole di Fabrizio de André, che ci regala uno sguardo del tutto singolare sull'amore del Crocifisso.
Le parole di Gesù nel Vangelo di oggi già sono una preparazione remota alla Quaresima che si apre tra pochi giorni: un tempo per vivere da figli, nel Figlio. E intanto travediamo già la meta, col suo Amore pasquale che finalmente dà pieno compimento alla Legge e ai Profeti.
A noi che siamo abituati a pesare il valore sul fare, oggi è chiesto soltanto di essere. Il sale deve solo essere sale; la luce deve solo essere luce. E siamo sale e luce se tutto il resto non ci separa da Lui, che è l’unico che dà sapore alla nostra tiepidezza
Il sacerdote più social d'Italia ha comunicato la scelta di lasciare il ministero. E le sue parole dicono un disagio che mette in questione anche un certo modo «virtuale» di essere tra clero e laici
Che cosa sia il cristianesimo diventa sempre più chiaro proprio oggi: i tempi di crisi servono a discernere, a separare, «come il pastore separa le pecore dai capri». Da una parte i miti, dall’altra gli arroganti e i furbi; da una parte chi è cristiano, dall’altra parte chi non lo è.
È già tutto Vangelo questo: che tu abbia camminato sulla riva del mare di Galilea; che tu sia venuto a guarire ogni malattia, ogni infermità, ogni languore. Impossibile abituarsi ad un Dio così.
In alcune regioni del mondo i cattolici prestano servizio di carità guidati da donne pastore: non è un lavorare con una forma di diaconato femminile?
La ripetizione che rassicura: è l’architrave di tante programmazioni in parrocchia
C’è una parte della nostra umanità che noi non conosceremo mai, perché ha voluto prendersela tutta e solo lui, come agnello mansueto: la nostra condanna. Lui che era l’unico giusto ha voluto prendere il nostro posto.
Questa è la giustizia di Dio: scendere così in basso, così in fondo, senza dignità, senza rispetto per sé stesso, pur di abbracciare tutto, pur di assumere tutto, prendendo su di sé tutto il nostro peccato.
Nella Domenica del Battesimo del Signore ci accompagna un pensiero di Cromazio di Aquileia.
Negli ultimi anni le parole e i gesti, forse la persona di Francesco, sono stati spesso lo schermo per giustificare le proprie resistenze a ciò che lo Spirito sta indicando con forza alle Chiese. E ora?
Fuori il gelo e la neve, dentro il calore di una comunità sconosciuta, capace di testimoniare Dio nella semplicità autentica, che sa accogliere e farsi dono.
La storia è già scritta: la luce splende sempre nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno vinta. E, meraviglia delle meraviglie, questa luce splende in mezzo alle tenebre con la nostra carne.
Ci lasciamo introdurre da un passo di Atanasio alla seconda Domenica dopo Natale
Ripercorriamo mese per mese il 2025 attraverso le riprese dei fatti di cronaca offerte da vinonuovo.it (che compie 15 anni)
«Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio»: il suo “peso specifico” c’ha cambiato la vita? C’è stato pure in noi un prima e un dopo? Altrimenti che figlio è, che nascita è, che Natale è.
Nella Domenica fra l'Ottava di Natale – Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe le parole di Giovanni Crisostomo ci preparano a questa festa
Il miracolo del Natale significa anche continuare a provare meraviglia per la Vita che resiste e rinasce, nonostante Tutto...
Il Dono del Natale è restare dove si è, sapendo di essere amati infinitamente. Ancora storpi, ancora ciechi, malati, bloccati, fragili, peccatori, ma infinitamente amati e infinitamente perdonati
Il mondo racconta storie di fatica e dolore, il Natale invita alla gioia: come ricomporre questi frammenti, come intrecciare i tanti fili della storia, delle nostre storie, delle nostre vite?
Nelle pieghe di questo Natale si nasconde il dono che Dio ha pensato per noi. Che questo dono sia quello che sogniamo noi, non ce lo garantisce nessuno. Il sogno di Dio è più grande: Giuseppe lo sa.
Nella quarta Domenica di Avvento ci accompagna Ilario di Poitiers preparandoci al Natale.
Di fronte ad una società e a delle anime che la compongono sempre più desertificate, aride, c'è ancora spazio per una speranza di rinascita?
Ogni volta che penseremo di aver trovato «colui che deve venire» sarà solo illusione, perché «dobbiamo aspettare un Altro». E in questo “frattempo” riconoscere le sue visite, un bacio lasciato di corsa nella notte.