Nella Domenica del Battesimo del Signore ci accompagna un pensiero di Cromazio di Aquileia.
Negli ultimi anni le parole e i gesti, forse la persona di Francesco, sono stati spesso lo schermo per giustificare le proprie resistenze a ciò che lo Spirito sta indicando con forza alle Chiese. E ora?
Fuori il gelo e la neve, dentro il calore di una comunità sconosciuta, capace di testimoniare Dio nella semplicità autentica, che sa accogliere e farsi dono.
La storia è già scritta: la luce splende sempre nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno vinta. E, meraviglia delle meraviglie, questa luce splende in mezzo alle tenebre con la nostra carne.
Ci lasciamo introdurre da un passo di Atanasio alla seconda Domenica dopo Natale
Ripercorriamo mese per mese il 2025 attraverso le riprese dei fatti di cronaca offerte da vinonuovo.it (che compie 15 anni)
«Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio»: il suo “peso specifico” c’ha cambiato la vita? C’è stato pure in noi un prima e un dopo? Altrimenti che figlio è, che nascita è, che Natale è.
Nella Domenica fra l'Ottava di Natale – Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe le parole di Giovanni Crisostomo ci preparano a questa festa
Il miracolo del Natale significa anche continuare a provare meraviglia per la Vita che resiste e rinasce, nonostante Tutto...
Il Dono del Natale è restare dove si è, sapendo di essere amati infinitamente. Ancora storpi, ancora ciechi, malati, bloccati, fragili, peccatori, ma infinitamente amati e infinitamente perdonati
Il mondo racconta storie di fatica e dolore, il Natale invita alla gioia: come ricomporre questi frammenti, come intrecciare i tanti fili della storia, delle nostre storie, delle nostre vite?
Nelle pieghe di questo Natale si nasconde il dono che Dio ha pensato per noi. Che questo dono sia quello che sogniamo noi, non ce lo garantisce nessuno. Il sogno di Dio è più grande: Giuseppe lo sa.
Nella quarta Domenica di Avvento ci accompagna Ilario di Poitiers preparandoci al Natale.
Di fronte ad una società e a delle anime che la compongono sempre più desertificate, aride, c'è ancora spazio per una speranza di rinascita?
Ogni volta che penseremo di aver trovato «colui che deve venire» sarà solo illusione, perché «dobbiamo aspettare un Altro». E in questo “frattempo” riconoscere le sue visite, un bacio lasciato di corsa nella notte.
Nella terza Domenica di Avvento ci accompagna un pensiero di Gregorio Magno ancora significativo per i nostri giorni.
L’8 dicembre 1965 si concludeva il Vaticano II: una “tavolozza” che ha dato nuova luce alla fede e della quale cinque documenti rappresentano le “tinte” primarie.
Dio non si lascia addomesticare, non si lascia incasellare nel nostro mosaico. Chiede di mettere in discussione tutto, e di costruire insieme una nuova relazione con Lui.
Nella seconda Domenica di Avvento, parlando di Giovanni Battista e della sua predicazione, ci accompagna un pensiero attualizzato di Ilario di Poitiers.
Voi non siate di quelli colti di sorpresa, mentre mangiano, bevono, stanno alla macina o nel campo. In un mondo distratto, come ai giorni di Noè, voi siate di quelli che attendono, come innamorati, altrimenti vi perdete tutto il bello.
In ogni Domenica di Avvento ci accompagnerà il pensiero di un Padre della Chiesa, seguito da un breve commento attualizzante.
Un libro del vaticanista Politi ricapitola «La rivoluzione incompiuta» di Papa Bergoglio delineandone certe irresolutezze ma anche l'eredità positiva lasciata alla Chiesa. Che da parte sua non è stata coraggiosa nel seguirlo
Vorrei farmi amico il buon ladrone e chiedergli come si fa a fidarsi di un re che si comporta esattamente al contrario di come mi comporterei io se gli altri mi gridassero «Salva te stesso!».
Troppe attività si trascinano da un anno all’altro, minando equilibrio umano e spirituale; è tempo di un drastico taglio
La morte di Cristo è la vera fine della storia, perché lì si compie il disegno di Dio. E allora niente andrà perduto: tutto è raccolto dalle forti mani di Dio, e tutto ritroveremo nelle Sue mani
A certe condizioni, l'accorpamento di due parrocchie può passare dall'essere un accidente burocratico ad un evento dello Spirito.
In autunno ripartono le attività parrocchiali per i bambini e i giovani. Ma per quelle legate ai sacramenti spesso arrivano richieste che farebbero impazzire chiunque...
Non occorre più tempio, né buoi, pecore, o cambiavalute, perché la pace è fatta, per sempre, «nel santuario del suo corpo». Ma allora guai a chi tira fuori i vecchi banchetti dei professionisti del sacro. Per loro vale ancora il rimprovero di Cristo.
Intervista ad Alberto Valletta, autore del documentario “I panni stesi nella fede quotidiana”.
Una riflessione presentata ad un convegno regionale siciliano, organizzato dall'Agorà della parità in occasione dei 25 anni della legge sulla parità scolastica
Il sogno di Dio su di me è che io stia sempre con Lui, e neanche alla morte sarà consentito di rovinare questo sogno. La morte è un accidente: non ha potere sull’amore che ci unisce a Lui.
Qualche appunto critico a partire da un’affermazione del cardinale Burke per il 14º Pellegrinaggio "Summorum Pontificum" a Roma
Dio è giudice solo per chi gli porta qualcosa da giudicare: i suoi digiuni, le sue decime, le sue virtù. Smette di essere giudice, ed è solo salvatore, per chi gli porta tutto da salvare.
Alla prima nomina episcopale importante in Europa, Papa Leone XIV sembra già indicare il senso che vuole dare alle parola comunione ed unità, ossia condivisione!
Mentre preghiamo, abbiamo sempre una riserva di fiducia in altro che non sia Dio. Ma che preghiera è questa? Eppure l’autocoscienza dell’uomo è coscienza della propria fragilità che apre necessariamente alla dipendenza da un Altro, il nostro Necessario.
Perdoniamo e saremo perdonati. Non giudichiamo e non saremo giudicati.
Uno dei rischi del format "intervista breve" è che poi sfuggano, per imperizia o per altri motivi, frasi importanti e decisive del vescovo di Roma che ne cambiano la percezione all'esterno della Chiesa.
Quando ci resti male perché gli altri non son venuti, e con il silenzio nel cuore chiedi «dove sono gli altri nove?», moltiplicheremo i ‘grazie’, moltiplicheremo i baci, moltiplicheremo l’amore, fino a quando non penserai più a quelli che non son tornati.
«Siamo servi inutili», non necessari, non indispensabili. Dio non ci ama per necessità; ci ama perché è innamorato pazzo di noi. E ci amerebbe comunque, anche se non fossimo bravi a fare quello che chiede. L’amore è lo spazio della libertà, non della necessità.
In questo momento delicatissimo dal punto di vista internazionale, le interviste del martedì di Leone XIV smorzano o alimentano gli incendi più o meno vasti diffusi nel mondo?
Dovremmo augurarci che il volto del povero alla porta o del bambino che fugge da Gaza ci tolgano il sonno la notte. Solo chi si lascia interpellare da una mancanza riesce ad accogliere una Presenza più grande di sé
"Parrocchia al capolinea. Fine o ripartenza?" è l'ultimo libro di Sergio Di Benedetto. Che propone un percorso difficile, ma che aiuta ad attraversare la notte
Gesù potrebbe scagliarsi con furore contro le piccole e grandi disonestà con cui affermiamo con prepotenza noi stessi contro gli altri. E invece no. Suggerisce una scaltrezza: che almeno ci facciamo amici i poveri
La sua prima intervista segna un passaggio decisivo: tra sinodalità, disuguaglianze globali e crisi della democrazia, un Papa che parla al mondo con il linguaggio della realtà
Cresce la difficoltà di trovare persone — per lo più donne — che si impegnino nell’iniziazione cristiana, che è certamente da ripensare. Ma poi a queste donne diamo realmente spazio e parola?
Abbiamo bisogno di ripartire dal sogno di Dio che nessuno vada perduto per non lasciarci strappare più da nessuno la sicurezza che «Dio ha tanto amato il mondo»
Don Luciano Meddi e don Cesare Nosiglia: due preti che hanno operato a Roma, due uomini di cultura, due storie ecclesiali ancora da riconciliare
Le cose però stanno meglio di quello che crediamo.
Due microparabole sulla necessità di misurare le proprie forze e non sprecare le proprie energie, parole provvidenziali per la ripresa delle attività scolastiche e della vita sociale.
Tutta la gioia per l’elezione e per i primi passi del nuovo Pastore
Alcune riflessioni sull’accusa di «auto-ghettizzazione» mossa al pellegrinaggio giubilare della associazioni di credenti LGBTQ+