Il bene fatto bene

Ottant’anni fa apriva la prima casa dell’associazione La Nostra Famiglia, accogliendo due bambini fragili e avviando una grande storia di carità
10 Luglio 2026

Vorrei presentare una realtà di volontariato, che opera nel campo della carità e della ricerca scientifica, diffusa soprattutto nel Nord Italia e in Puglia, ma che vale la pena far conoscere a tutti: si tratta dell’associazione “La Nostra Famiglia”  e dell’Istituto secolare delle “Piccole Apostole della Carità”.

Il fondatore di tutto ciò è stato un sacerdote della diocesi di Milano, il beato Luigi Monza (1898-1954), il quale dopo qualche esperienza pastorale come vicario parrocchiale tra i giovani di Vedano Olona (Va), come confessore presso il santuario mariano di Saronno (Va) e come parroco a Lecco, ebbe una geniale intuizione maturata sia quando fu incarcerato ingiustamente dal regime fascista nel carcere di Varese (per una storia di un attentato al vice podestà di Vedano Olona orchestrato dagli stessi fascisti per addossare la colpa al parroco di allora e a don Luigi, visto il clima di crescente tensione tra le due parti) ,sia quando era a Saronno: per don Luigi urgeva riportare il mondo all’amore di Dio.

In particolare bisognava riproporre e rivivere la carità degli apostoli e dei primi cristiani in quanto, come scriveva don Luigi, «Il mondo moderno ha bisogno di anime volenterose le quali, vedendo il mondo attuale allontanarsi da Dio e ritornare al paganesimo, si propongano di penetrare nella società moderna con lo spirito degli Apostoli e con la carità pratica dei primi cristiani per far assaporare la spiritualità del Vangelo e far gustare la gioia di vivere fratelli in Cristo». Con quale spirito fare ciò? Ponendo al centro dell’attenzione coloro che, con le loro azioni, avrebbero “aderito” a questa proposta, quanti avrebbero intrapreso questo impegno? No, per il beato Luigi Monza lo stile non doveva essere quello di stare al centro in modo un po’ farisaico, ma quello del donarsi instancabilmente fino alla fine, fino al “marcimento” di se stessi come quel granello di frumento che: «se non finisce sottoterra e non muore non porta frutto. Se invece muore porta molto frutto» (Gv. 12,24).

Quando l’intuizione prese corpo ecco che dal suo cuore nacque l’Istituto Secolare delle “Piccole Apostole della carità” con il compito, come si diceva sopra, di portare nel mondo la pienezza della vita consacrata all’amore totale di Cristo, con lo spirito degli Apostoli e la carità dei primi cristiani, disponibili a qualsiasi azione concreta di carità, dovunque la loro presenza e opera venisse richiesta dalle necessità dei fratelli.

Successivamente nasce l’Associazione “La Nostra Famiglia”, gestita dalle Piccole Apostole, che ha come missione quella di tutelare la dignità e migliorare la qualità della vita delle persone con varie disabilità, specie in età evolutiva: questo attraverso una cura mirata, assidua ed efficace, una riabilitazione sostenuta dalla ricerca scientifica, dalla professionalità e dalla formazione degli operatori, convinti che ogni persona è sempre degna di valore perché amata da Dio, mettendo così in pratica le parole del beato Luigi Monza che diceva che «il bene va fatto bene».

Oggi “La Nostra Famiglia”, civilmente riconosciuta con D.P.R. n. 765 del 19.06.1958, svolge anche attività onlus di assistenza socio-sanitaria, istruzione e formazione, finalizzate a persone disabili e svantaggiate, e viene riconosciuta per la lunga e accreditata esperienza nell’ambito delle disabilità dell’età evolutiva. Essa è presente in 6 regioni italiane (oltre ad esperienze di missione come il Sud-Sudan): Lombardia, dove c’è la sede centrale a Ponte Lambro (Co), Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Campania e Puglia.

Recentemente, esattamente il 28 maggio, si è celebrato con grandi momenti di festa l’80° anniversario di presenza attiva e caritatevole de “La Nostra Famiglia”, ricordando quando, nel maggio del 1946, arrivarono nella prima “casa”  dell’associazione a Vedano Olona (dove don Luigi era stato prete tra i giovani e da dove fu allontanato dai fascisti: il bene che già faceva dava fastidio!) i primi due bambini, Vera e Umberto, a cui ne seguirono altri: attorno a loro si tesseva una rete fatta di amore e di cura. Questa cura e i vari trattamenti, frutto di un’intuizione d’amore, messi in atto dapprima dalle “Piccole Apostole della Carità” e poi, col tempo, anche dai tanti operatori socio-sanitari che hanno lavorato o vi lavorano, si sono sempre più “perfezionati” e hanno dato un contenuto medico-scientifico all’amore per la singola persona; oggi quei trattamenti hanno un nome: fisioterapia, logopedia, psicomotricità, riabilitazione neurovisiva e neuropsicologica.

Il bene fatto bene, fatto con amore è una via per la santità anche per quelle persone che sono lontane dalla fede; è una via che passa dai piccoli gesti come ci ricorda il beato Luigi Monza (che si spera di vedere presto avviato alla canonizzazione) nei tanti pensieri e scritti lasciati alle Piccole apostole: «La santità non consiste nel fare cose straordinarie ma nel fare straordinariamente bene le cose ordinarie. Tutto quello che è piccolo Lui lo fa grande, perché Lui è Amore».

 

(credits Associazione La Nostra Famiglia)

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