Nell’anniversario della morte di Papa Francesco, tra i tanti ricordi e commenti che escono e affollano il ‘poliedro’ dell’intenso pontificato (ma anche dell’intera vita di Jorge Mario Bergoglio), mi pare che due vie siano state meno battute, due vie che, invece, dicono tanto dell’uomo, del cristiano e del pastore venuto «dalla fine del mondo».
La prima riguarda un discorso più personale, ovvero: che cosa e come parole, gesti, azioni, processi, documenti di Papa Francesco hanno donato alla vita dei singoli. Certamente, essendo questione intima, la risposta può essere solo unica, diversa. Però mi pare che un motivo ricorrente (penso anche al bell’articolo pubblicato ieri da Lucio Brunelli su Isabel, la donna transessuale a cui Bergoglio lavò i piedi in carcere nel giovedì santo del 2015) è stata la capacità — buona, ricca, generativa — di papa Francesco di non far sentire sbagliato nessuno. Certo, ci sono errori, peccati, lontananze dal Padre, ma il Padre non è mai in lontananza da uomini e donne. Non farti sentire sbagliato mai, ma sempre atteso, amato, accolto: è il cuore del pontificato della misericordia. E quanto ciò dia speranza, consolazione, forza è un segno grande dell’amore di un uomo diventato papa ormai anziano, ma capace di portare se stesso a Roma, sul trono di Pietro (e questo è stato compreso più fuori che dentro, come dimostra, ad esempio, il libro di Cercas Il folle di Dio alla fine del mondo).
Poi ci sono, come in ognuno, i limiti del carattere, dei vissuti. Però sarebbe ingeneroso, mentre si iniziano a tracciare bilanci, non ricordare quando e come fu scelto Bergoglio: le dimissioni di Benedetto XVI, una curia preda di ‘corvi’, la richiesta esplicita di un aprire porte, finestre, cuori. Talune ricostruzioni storiche, fatte dalle pagine dei giornali, sembrano talvolta dimenticarlo.
Una seconda nota, meno considerata, riguarda quello che è stato davvero il ‘magistero di santa Marta’, come talvolta in modo critico si tende a dire. Invece, almeno per me, il ‘magistero di santa Marta’ è stato un dono prezioso, e mi riferisco alla Messa celebrata dal Papa, quotidianamente, con altri fedeli, aperta a persone differenti, con un’omelia semplice, diretta, densa, un’omelia che trasudava umanità e vita concreta. Ecco, quel pensiero sulla Parola del giorno è stato, per me (ma so anche per tanti altri) un quotidiano sostare, breve certamente, ma significativo, sul Vangelo. Non ho mai letto o ascoltato quelle omelie senza trovare qualcosa che mi stimolasse, mi arricchisse, mi facesse pregare, e insieme mi facesse sentire parte di una Chiesa, semplicemente. Sembrava una cosa tanto semplice: il papa celebra ogni giorno una Messa, perché non ‘aprirla’? È anche questo un magistero che si fa vicino, che accosta, che accoglie.
Qualcuno ha sentito nostalgia della luce accesa nel palazzo apostolico, quasi che il magistero di un papa si possa reggere su un interruttore; a me, personalmente, dava nutrimento quell’omelia da santa Marta, che per tanti anni ha accompagnato un viaggio, un momento di pausa, un istante di riflessione.
In fondo, tra i tanti motivi di gratitudine che ho verso Jorge Mario Bergoglio (e che rimangono nel profondo del cuore, come per tanti), ne voglio ricordare due: ha fatto sentire che un posto nella chiesa c’è legittimamente per tutti. E, secondo, più personale: con scelte di stile, con parole, con azioni, in qualche modo, smascherava la mia mediocrità e mi spingeva ad essere più aderente al Vangelo.
E questo, sono convinto, è un compito da pastore.
E non è poco.
(ph da Vatican news)
Sembrava una cosa tanto semplice quanto importantissima: il papa celebra ogni giorno una Messa, perché non ‘aprirla’? Perché non gustare cosa ha da dire sul vangelo la persona che “sa” molte più cose di me sulla Chiesa mondiale?
mi manca tanto.
e mi mancava tanto anche quando per i viaggi o altro non la celebrava
Francesco è stato un grande pastore della Chiesa universale, un pastore “con l’odore delle pecore”…e lo ha dimostrato fino all’ultimo, fino a Pasqua dell’anno scorso, quando, pur in molto precarie condizioni fisiche, ha voluto salutare ed essere vicino alle persone accorse in piazza San Pietro!!! Grande Papa!!!
Leggere Sergio..
Condividere tutto quello che scrive..
Ohibò! Allora non sono solo!🤔 😅