Dove possiamo, oggi, vedere il Risorto?

Nonostante i 'sepolcri' della storia, ovunque una persona orienta il cuore al bene è in opera il Risorto
6 Aprile 2026

Nel Vangelo proposto dalla liturgia odierna c’è una frase sulla quale vorrei soffermarmi per un commento; al versetto 10 si dice: “allora Gesù disse alle donne: «Non temete, andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno»”. Gesù sembra voler dire: , non qui, mi vedranno perché “l’esclusiva” del qui è toccata a pochi testimoni, ovvero alle donne che erano andate al sepolcro per piangere Gesù e si sono ritrovate, invece, davanti una sconvolgente novità. Poi perché il “là in Galilea” significa che il vedere e riconoscere il Risorto indica qualsiasi parte del mondo, anche le più sperdute, si intreccia con le trame della storia e del vissuto quotidiano, va di pari passo con quei germi di speranza che fioriscono quando l’uomo “pensa e agisce positivo”, quando è orientato al bene.

A questo punto, però, sorge una domanda: “dove oggi si può vedere il Risorto?”, “dove lo si riconosce nelle martoriate terre insanguinate e devastate dalla guerra (Ucraina, Palestina, Iran, Libano per citarne alcune…), dove lo si vede nella violenza sulle donne, nei disordini sociali, negli affari illeciti, nel deturpamento ambientale…?

Verrebbe voglia di dire: «Qui non c’è il Risorto, bisogna cercarlo da un’altra parte», ma dobbiamo anche essere consapevoli che niente e nessuno può fermare la Pasqua: neanche le guardie o i “comandanti della storia” messi a custodia dei sepolcri creati da loro stessi, con le loro azioni. Perché Qualcuno ha già cambiato la storia, ne ha cambiato la prospettiva, ha fatto fiorire quella speranza che sembrava perduta con la pietra tombale e si può accogliere con gioia un annuncio (“perché cercate tra i morti Colui che è vivo, non è qui, è risorto come aveva detto”) che fa paura soltanto agli uomini senza fede.

Ma allora quanti credono veramente al Risorto? Quanti, anche tra quelli che in questi giorni hanno riempito le chiese per i riti del Triduo pasquale, sentono negli attuali avvenimenti la vittoria di Cristo sulla morte, come sentiamo nell’aria il ritorno della primavera? Non è che la nostra civiltà, la nostra cultura, le nostre tradizioni… sono diventate “il luogo dove l’avevano posto” (Gesù morto in croce) perché non ci dice più nulla, perché, come affermavano i discepoli di Emmaus, “noi speravamo che fosse Lui a liberare Israele…”?

Allora dove si può vedere il Risorto? Dappertutto: ovunque l’uomo pianta e costruisce la sua tenda (civiltà), compie la sua giornata di lavoro e contribuisce alla realizzazione della creazione, orienta il suo cuore al bene, vive il comandamento dell’amore, perché Lui ha già superato il buio della morte e si può ragionevolmente pensare, sperare di trarre e coltivare il bene, anche dalle situazioni più tragiche. Egli ci precede: è questa la consegna della Pasqua e là dove ci ha preceduto lo vedremo come il Signore della vita, il Dio della luce, il Sommo Bene.

(ph: John Flaxman, Angel Rolling Away the Stone of Christ’s Sepulchre, pen and ink with brush and wash on paper, MFA Boston)

Una risposta a “Dove possiamo, oggi, vedere il Risorto?”

  1. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Le donne sono le prime persone a incontrare Gesù Risuscitato da morte, addolorate sono accorse a prestare al suo corpo le cure portando aromi profumati, una premura ricambiata da Gesù il quale si è fatto subito da loro incontrare, parlare da persona ancora viva, vincendo la naturale umana incredulità ’, Malgrado già avesse loro pre annunciato i fatti quella realtà era impensabile. Con stupore e gioia corrono a dirlo ai discepoli, a loro volta increduli. Neppure le parole degli angeli, li fa convinti, Ci sono volute le apparizioni di Gesù, il mangiare con loro, constatare i segni rimasti della crocifissione, a convincerli quanto in questa realtà nuova Egli era ancora il Maestro, il Figlio di Dio, e vivo.. L’uomo di oggi è ancora come loro, umanamente incredulo, se non esperimenta Cristo, la sua Parola che lo fa realmente presente, amico, compagno, fratello, la vita.non inutile ma come la sua e questo fine è cosa grande

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