E se la vera resistenza ecclesiale di questi decenni non riguardasse il Concilio, Francesco o Benedetto XVI, ma quanto il vangelo afferma sul nostro rapporto con il Risorto e lo Spirito Santo?
C’è un “filo rosso” da Pio XII a Francesco che lega guerre mondiali, democrazia, Chiesa e sinodalità, e che (forse) può tornare utile a Leone XIV…
È lecito domandare ai nostri vescovi che fine hanno fatto l’attuazione del Documento finale del Sinodo, la centralità delle équipe sinodali, le conversazioni nello spirito, la valutazione del cammino intrapreso?
Magnifica humanitas indicherebbe la luna dietro il dito dell’IA. Ma se in Rerum novarum il nome del mostro dietro la luna è socialismo e in Popolorum progressio o Fratelli tutti è liberalismo (mentre in Centesimus annus sono entrambi), perché Leone XIV non lo chiama mai per nome?
Alcuni gruppi cattolici si scagliano da giorni contro i vescovi che presenziano le veglie contro l'omotransbifobia. Sarà un caso che proprio oggi Leone XIV abbia ricordato che «se un gruppo dice: - No, con quel Vescovo non siamo in comunione, ne vogliamo un altro -, non va bene»?
Come stanno messe le nostre comunità ecclesiali in merito al discernimento da parte di tutta la comunità, soprattutto circa le questioni più controverse?
Qual è il filo rosso che lega la festa dei lavoratori, la figura di Maria e il processo sinodale?
Custodire e coltivare il rapporto tra sinodalità e giornata delle vocazioni aiuterà la Chiesa ad essere sempre meno "clericale" e "militante"
La sinodalità è un po' come la resurrezione, tesa tra un "già" - fatto di ascolto, dialogo, discernimento e decisioni in comune - e un "non ancora", legato alla scarsa consapevolezza ecclesiale che il Risorto è innanzitutto da cercare, sempre altrove.
Quanto i ricchi e i potenti della Terra hanno ancora bisogno di una voce profetica che li illumini sull'esito dei loro pensieri e delle loro parole, opere e omissioni?
Continuare a pretendere una Chiesa sinodale significa anche custodire le voci ferite emerse durante il cammino sinodale: bambini, donne, persone con disabilità, vittime degli abusi...
Ad un anno e mezzo dalle indicazioni magisteriali dell'assemblea sinodale del 2024, cosa hanno fatto parrocchie, diocesi e conferenze episcopali a proposito di formazione alla sinodalità?
L’arcivescovo Delpini porge gli auguri ai musulmani per la fine del Ramadan, precisando che la fratellanza dei cristiani con essi deriva dall’essere entrambi “figli di Abramo”. Quanto dovremo aspettare prima che questa visione condivisibile divenga parte della fede della Chiesa?
Se guardiamo ai peccati, ai mali e agli abusi confessati durante il cammino sinodale comprendiamo perché molti preti, laici e religiosi avrebbero fatto volentieri a meno della sinodalità
La celebrazione delle Ceneri può essere l’occasione per ricordare non la morte della sinodalità, ma il forte legame tra quest'ultima e la conversione richiesta nel Tempo di Quaresima
Documenti conciliari, vescovi di Roma, vescovi italiani: la cura (e le riserve) dei piccoli dettagli a proposito di benedizione condivisa, stesso Dio e comune discendenza abramitica
Tra antigiudaismo, antisemitismo e sguardo critico alle scelte dei governi israeliani, quali sono in Italia i punti fermi e i nodi critici teologici del rapporto tra cattolici ed ebrei?
In occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, è importante rinvigorire lo spirito del dialogo tra le Chiese cristiane con quanto ci esortano a fare papi, assemblee conciliari e sinodali.
In vista di alcune ricorrenze importanti per il dialogo tra cattolici, ebrei e musulmani, è importante rinvigorirne lo spirito con quanto ci esortano a fare papi, assemblee conciliari e sinodali.
Negli ultimi anni le parole e i gesti, forse la persona di Francesco, sono stati spesso lo schermo per giustificare le proprie resistenze a ciò che lo Spirito sta indicando con forza alle Chiese. E ora?
Dopo un autunno caldo ma meditativo, il neovescovo di Roma ha costellato il tempo di Natale con osservazioni puntuali e provocatorie sulla via cristiana alla pace...
Un po' come la voce (ragionevole) di Virgilio risulta flebile all'udito di Dante, così una voce cattolica prova a farsi strada nell'inferno del conflitto bellico tra Russia e Ucraina e diplomatico tra USA e UE
Non è che il continuare a sottrarre Francesco a Leone produce sempre e soltanto banali semplificazioni della complessità dei problemi odierni e delle soluzioni ipotizzate?
A 35 anni dall’ultimo, la CEI approverà un nuovo atto d’indirizzo riguardo l’IRC. A tre speranze affidiamo l’attesa di conoscerlo…
Tra chi vorrebbe che Chiesa e scuola tornassero a sposarsi come in passato e chi si accontenterebbe di una convivenza neutra senza far troppo danni, non si potrebbe pensare a una sorta di matrimonio misto?
Sabato 25 ottobre sarò uno dei tanti delegati che dovrà approvare (o meno) i singoli paragrafi e l’insieme del Documento di sintesi del cammino sinodale italiano, ma i «dubbi, martellanti dubbi» sono tanti…
L’approccio iniziale di Leone XIV all’esercizio della propria autorità sembra prospettare un cattolicesimo, se non conciliare o sinodale, almeno “ghost-papale”
Uno dei rischi del format "intervista breve" è che poi sfuggano, per imperizia o per altri motivi, frasi importanti e decisive del vescovo di Roma che ne cambiano la percezione all'esterno della Chiesa.
Solo la capacità e la volontà di raccontare la complessità dei fatti può mettersi al servizio dell'obiettivo posto da Leone XIV di uscire dalle polarizzazioni.
Senza la Tv, oggi non conosceremmo i due saggi "no comment" di Leone XIV - che neanche VaticanNews ha trascritto - sulle dichiarazioni d’Israele circa il caso Parolin (poi "difeso" dal Papa) e sulle questioni politiche interne agli USA. Per questa volta, grazie “cattiva maestra”!
In questo momento delicatissimo dal punto di vista internazionale, le interviste del martedì di Leone XIV smorzano o alimentano gli incendi più o meno vasti diffusi nel mondo?
Forse il Papa ci legge perché martedì, alle domande sulle presunte «incursioni russe» e sul «riarmo necessario», ha risposto solo che «qualcuno sta cercando l’escalation», ma che non commenta «questioni politiche», mentre invita tutti a «lasciare le armi» e al «dialogo». Bene!
Il "ritorno" alla formazione scuola e lavoro avviene nel tempo in cui il mercato sarà centrato sul riarmo globale e, per noi, ciò rappresenta un grave problema etico ed educativo.
Nel primo incontro, scottante, tra Leone XIV e la sua diocesi, l'acqua dello Spirito Santo sarà riuscita a spegnere fuochi e focherelli accesi o in procinto di essere accesi?
Il mondo è così polarizzato che, per uscirne, anche i Papi dovrebbero rispondere con un sorriso silenzioso - e non con parole estemporanee - a domande giornalistiche su tesi politiche (russe) figlie di tesi politiche (polacche) ma tutte prigioniere della stessa polarizzazione.
Se la pace è un frutto artigianale, quali competenze sono necessarie per provare a raggiungerla?
La complessità del pensiero e delle azioni del nuovo vescovo di Roma si manifesta ogni giorno di più. Proviamo a fornire un esempio eclatante di tale rilievo.
Cosa resta del magistero pontificio sulla pace se anche i mass-media cattolici cominciano ad alimentare la paura del nemico?
Anche lo sguardo antropologico di Leone XIV sembra dotato di lenti adeguate a leggere la complessità del mondo attuale, in cui élite e popolo risultano essere sempre più scollate.
L’ouverture del 267° pontefice della Chiesa cattolica sembra essere caratterizzata da una adeguata e controllata complessità. Basterà a contenere le tensioni ecclesiali che ad oggi agitano e dividono la Chiesa?
Forse è un azzardo, ma come i primi gesti di Francesco furono significativi per la Chiesa dell'epoca, così le prime parole di Leone XIV già dicono qualcosa a noi Chiesa odierna, o no?
Unità, chiarezza, certezza, fermezza, custodia, verità: queste le parole d'ordine sul fronte ecclesiale conservatore. E se le riassumessimo in una, ossia parzialità?
Al di là delle lacrime per la scomparsa di una persona tanto attesa quanto amata, cosa resta delle sue parole e dei suoi gesti?
Tristezza e solitudine, potere e capri espiatori, vittimismo e autodistruzione, bestemmie e inferi: tutto ciò che è umanamente "basso" viene elevato in alto dalla morte in Croce di Gesù
Quanto è ancora lunga la strada che la Chiesa deve ancora compiere sulla via della trasparenza e della collegialità nell'esercizio del Potere?
Dopo lo sbrilluccichìo del poetico rinvio, iniziano ad emergere le ombre di una procedura successiva tutta da costruire nella sua fondamentale trasparenza e collegialità.
Come è possibile che seppure uno parli di zona "in missione per conto dello Spirito", si comprenda e venga riportato dalla stampa l'immagine di questa zona quale "campo da animare spiritualmente"?
Segno della complessità attuale è anche il dover di continuo ridefinire lo stile del rapporto della Chiesa con il mondo e la necessità degli organismi di mediazione e partecipazione
Passano gli anni, le proposte si raffinano e sono pubbliche, ma quando parli di IRC nella Chiesa devi ancora precisare che esso ha un risvolto educativo e, soprattutto, culturale...
Esprimere teologicamente in modo più adeguato l'evento vissuto da Paolo consegue e rilancia il dialogo profondo con la Parola di Dio, con gli ebrei e con gli altri cristiani
Quando due coppie di film si fanno portatrici di opposte visioni - l'una falsa, l'altra vera - della speranza teologale
In un tempo di terza guerra mondiale a pezzi e di crisi della democrazia, il rilancio degli organismi di partecipazione risulterà una scelta ecclesiale profetica?
Per l'esito del cammino sinodale italiano non sarà indifferente comprendere e scegliere quale stile di missione può e deve caratterizzare la Chiesa italiana
Nella Chiesa si comincia a cogliere come segno dei tempi la necessità di guardare più ai contenuti teologici che al metodo per esprimerli?
Il rinnovamento della cultura cattolica non può che passare da un approccio discepolare, discente nei confronti degli altri e dell’Altro che in essi sussurra
Compagnia, affiancamento, accompagnamento: non sono termini equivalenti dal punto di vista teologico e pastorale, soprattutto in riferimento alla dignità e all'autonomia del mondo adulto
Leggere è veramente fare palestra di discernimento, in attesa della continua rivelazione del senso eccedente della vita?
Quale impoverimento subirebbe la figura di Gesù, la storia del cristianesimo e la nostra comprensione degli altri e delle loro culture, senza la luce e l'oscurità dei sentimenti e delle emozioni narrati dalla letteratura?