Da pochi giorni c’è stato il rinnovo del consiglio e della cariche di Vinonuovo, che continua il suo cammino, insieme, in libertà, in responsabilità, scorgendo nelle sfide del presente — prima fra tutte la scelta di non fuggire la complessità — motivi di speranza e segni dello Spirito.
Cerchiamo, nella sinfonia delle sensibilità che compongono il nostro gruppo di amiche e amici, di mantenere il Vangelo come criterio di lettura del nostro tempo, un tempo che ha ripreso ad accelerare, che vede il ritorno sempre più marcato di conflitti e tensioni, che di fronte a cambiamenti epocali spesso indica, in modo interessato, scorciatoie e semplificazioni. Da tutto ciò non è immune la rete, anzi: spesso essa ne è cassa di risonanza e moltiplicatore di smarrimenti; ma la rete è anche il ‘luogo’ primo in cui Vinonuovo cerca di abitare e su cui tenta di portare qualche seme di riflessione, qualche occasione di dialogo, qualche punto di vista differente.
Gli anni che viviamo sembrano anni di ‘macerie’, ma — come diceva T. S. Eliot — scegliamo di abitare queste macerie, senza fuggirle, senza progetti immediati di ricostruzione che non tengano conto di volti, storie, doni, responsabilità, vissuti, ferite. Ci sembra che questi anni siano da attraversare un po’ come Enea che lascia Troia (un’epoca passata), che è in viaggio per tentare di edificare una città nuova di cui però non sa ancora coglierne i contorni, una città in cui l’umanità, magnifica nelle sue potenzialità, ma anche percorsa da spinte disgregatrici e violente, possa trovare le ragioni del vivere insieme e, per quanto ci riguarda, del vivere ispirati al Vangelo e a ciò che ha rivelato Gesù di Nazareth.
Ci sforziamo, con la parola, con i legami relazionali, con qualche iniziativa sul territorio, di spostare un poco più in là la linea del buio, mantenendo vigilanza, libertà di coscienza, speranza nel futuro; è un lavoro impercettibile, ma è quello che ci sentiamo di fare.
Dietrich Bonhoeffer scriveva, in anni di tenebre: «Per chi è responsabile la domanda ultima non è: come me la cavo eroicamente in quest’affare, ma: quale potrà essere la vita della generazione che viene. Solo da questa domanda storicamente responsabile possono nascere soluzioni feconde, anche se provvisoriamente molto mortificanti».
Molto di quello di cui scriviamo e su cui ci confrontiamo non è, forse, spendibile nell’immediato; ma è una tessera per un mosaico che, speriamo, si comporrà, anche in ambito ecclesiale. In questo, raccontare storie di bene, storie evangeliche, è anche ricordarci che il bene già c’è, già opera e, per chi ha fede, ha la sua radice in Dio, padre di tutti.
Pensiamo che ci siano state fratture antropologiche, ecclesiali, sociali ampie negli ultimi anni, e che ignorarle e negarle non faccia altro che, ancora una volta, depotenziare la forza del Vangelo; da sempre, da quando un gruppo di amici ha dato origine a Vinonuovo, ormai 16 anni fa, è stata chiara la scelta di abitare queste fratture, di stare sulle frontiere, di indagare e ascoltare, di imparare e parlare, e di farci evangelizzare dai margini. Siamo convinti che il Dio raccontato dal Vangelo abiti i margini.
Noi lì continueremo a cercarlo, sapendo che è da lì che molte donne e molti uomini di questo XXI secolo passano.
(Il consiglio dell’associazione è composto da Roberto Beretta, Gilberto Borghi, Sergio Di Benedetto, Stefano Fenaroli, Enrico Parazzoli, Paola Springhetti, Sergio Ventura.
Il consiglio ha eletto all’unanimità Sergio Di Benedetto come presidente, Gilberto Borghi come vicepresidente, Sergio Ventura come segretario).
Da incorniciare:
“Pensiamo che ci siano state fratture antropologiche, ecclesiali, sociali ampie negli ultimi anni, e che ignorarle e negarle non faccia altro che, ancora una volta, depotenziare la forza del Vangelo; ………Siamo convinti che il Dio raccontato dal Vangelo abiti i margini.”
Carissimi! La Biologia ci insegna che la Vita si rigenera sui CONFINI.
Non nei centri del potere.
E Gesù viaggiava sui Confini.
Perciò fu ucciso.
Spendersi nell’Empatia vicendevole non erano Confini? Erano??
Ma lo guardiamo il mondo che ci circonda??
Il mio augurio, di cuore, conoscendovi, è che sappiate cavare significato e risposte e prospettive e speranze e UMANITÀ nei confini, tra il non è e il non è ancora ma vorrebbe essere! Buona maieutica!!
piero