SESTA DOMENICA DI PASQUA (ANNO C)
Le difficoltà della comunità cristiana delle origini non vengono solo dall’esterno, dal rapporto conflittuale con Israele, ma anche dall’interno: il brano degli Atti ci riferisce che persone non autorizzate affermavano la necessità della circoncisione per accedere alla salvezza. Il testo scritto e inviato alle varie comunità dagli apostoli e dagli anziani (presbyteroi in greco, da cui deriverà il termine e il ruolo dei preti cristiani) parla proprio di “alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico”. Quelle che oggi chiamiamo fake news esistevano anche nell’antichità! E provenivano proprio dall’interno della comunità; turbando e sconvolgendo gli animi.
Bene, ma allora come si stabilisce cosa è giusto e cosa no? È un problema presente in ogni epoca storica e in tutte le confessioni religiose. La prassi della antica comunità cristiana è chiara: riunire i capi riconosciuti, gli apostoli e gli anziani, insieme con tutta la Chiesa e trovarsi d’accordo su una linea comune che poi sarà dichiarata prevalente.
Questa prassi è stata mantenuta nel corso di tutta la storia della Chiesa, in particolare attraverso i Concili e i Sinodi, fino al cammino sinodale fortemente voluto da papa Francesco. Ciò che per noi credenti risulta acquisito oggi, in realtà spesso è stato oggetto in passato di discussioni e controversie, finché poi non è stato raggiunto un accordo e stabilita una verità vincolante per tutti.
Un esempio importante di questa prassi è stato il Concilio di Nicea, svoltosi nel 325 e di cui quest’anno ricorre l’anniversario (vedi qui). Le domande a cui ha risposto questo Concilio sono fondamentali: in cosa consiste la fede cristiana? chi era Gesù Cristo? Da questo Concilio è nata la prima formulazione del Credo, che è alla base di ciò che noi proclamiamo ogni domenica a messa, ed è stata riconosciuta la doppia natura di Gesù, vero Dio e vero uomo.
Il testo del vangelo di Giovanni è tratto dal cosiddetto “libro dell’ora” (capp.13-17), un lungo discorso teologico elaborato dalla comunità giovannea in cui si riportano i principali temi della predicazione di Gesù. Nel brano di oggi, Gesù evidenzia due movimenti, uno discendente, da Dio padre verso l’essere umano (amore) e uno ascendente, dall’uomo verso Dio (ascolto e sequela): il punto centrale, lo snodo di questi due movimenti è il Cristo stesso.
A questo punto, Gesù introduce un nuovo personaggio, il Paràclito, lo Spirito Santo, che sarà mandato dal Padre, ci insegnerà ogni cosa e ci ricorderà tutto ciò che Cristo ha detto. Lo Spirito è il lascito, l’eredità che Gesù trasmette, e lo annuncia poco prima del compimento della sua missione, quasi preoccupandosi di non lasciare i discepoli in preda al dolore per la perdita della sua presenza: “Non sia turbato il vostro cuore”.
C’è però anche un’altra eredità che Gesù ci lascia: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace, Non come la dà il mondo, io la do a voi”. È la pace del cuore, la pace che proviene dal sentirsi amati da Dio, e che si rispecchia nella comunione con i fratelli: “Siamo nel tempo di Pasqua, dobbiamo ricordare che da Gesù risorto nasce una comunità risorta; dobbiamo fare esperienza di comunione e di unità. Fare comunione ci porta a sperimentare la pace di Cristo” (Mons. Baldo Reina).
Ecco dunque i “frutti del sacramento pasquale” che sono per noi “nutrimento di salvezza” e ci rendono “nuove creature per la vita eterna”: la pace del cuore e la fratellanza, doni preziosi che ci fanno assaporare nel nostro presente la gioia piena dei promessi tempi futuri.
Sembra che la volontà di censura ottenuta sopprimendo un solo uomo e finita per aver favorito la diffusione del cristianesimo non si sia esaurita, ora diventata volontà di censura ottenuta con la soppressione di una popolazione scomoda, inerme ma ritenuta anch’essa pericolosa a cui si è aggiunta la necessaria censura e distorsione di informazioni in occidente e sicuramente nella stessa Israele. Il desiderio di una giustizia terrena è forte, immediato e inevitabile ma potrà lasciare il passo ad una giustizia divina nel nostro tempo, magari incollando la speranza ad un ripetersi della storia che ci ha portato fino ad ora?