Per molti, all’alba di giornate da vivere in una clausura casalinga che sembrava non dovesse finire mai, la messa con Papa Francesco era diventata un appuntamento imprescindibile. Le sue parole, offerte per sua volontà in diretta streaming dalla Cappella di Santa Marta in Vaticano e riprese a livello nazionale dai titoli quotidiani dei TG, erano entrate nelle case di tutti gli italiani durante i mesi di lockdown totale (marzo-maggio 2020) .
Quel clima surreale, sospeso fra un presente mal vissuto e un futuro denso di speranza (“andrà tutto bene!” – recitava uno slogan diffuso in quel periodo fra i nostri concittadini), viene ricordato nel libro di Alessandro Manfridi Francesco, un Papa fatto popolo. In esso si ripercorrono le varie tappe del ministero del Vescovo di Roma “venuto dalla fine del mondo”, concentrandosi soprattutto sul periodo cominciato dalla frattura provocata dalla pandemia.
Da quel dramma planetario che ci ha visti reclusi, eppure incredibilmente tutti uniti dalla speranza di una “nuova rinascita” potevamo uscire “o migliori o peggiori”. Purtroppo sembra si sia avverata la seconda profezia: siamo entrati in due guerre drammatiche che hanno negato i fondamenti della nostra umanità.
Per questo, il secondo libro pubblicato da Alessandro Manfridi, La pace non è un’utopia, riprende e rielabora i racconti pubblicati su VinoNuovo.it delle manifestazioni locali, nazionali ed internazionali organizzate da parte degli “operatori di pace” negli ultimi tre anni. Anche in tal caso, il Magistero di Francesco prima e di Leone XIV oggi è risuonato come un appello continuo e accorato rivolto ai responsabili delle Nazioni affinché vengano percorse le vie della pace – non solo in Ucraina e in Terra Santa, ma in tutti i luoghi del mondo martoriati dalla guerra.
Questo appello si è intrecciato, nell’ultimo anno, con il giubileo della speranza. In Giubileo centrifugo, terzo libro di questo “trittico”, la voce della Dottrina Sociale della Chiesa si fa attuale e profondamente illuminante per gli uomini di oggi. L’autore apre la sua riflessione domandandosi cosa abbiano provato le persone che ascoltarono l’annuncio giubilare proclamato da Gesù nella sinagoga di Nazareth, per poi analizzare quale risvolto sociale e spirituale comporti l’istituzione biblica del Giubileo ebraico e quella dei Giubilei nella Chiesa Cattolica, concludendo con l’indicazione della Pacem in Terris di Giovanni XXIII e della Laudato Si’ di Francesco quali stelle polari per la Chiesa attuale.
Pace, sviluppo, bene comune, casa, terra, lavoro, sono state le coordinate per celebrare un Giubileo aperto al mondo. La speranza, proclamata a Santa Marta durante la pandemia del COVID-SARS 19 e proposta da Francesco come tema di questo Giubileo del 2025, trova nella lettura di questi libri ampi e preziosi spazi per una ricca e feconda riflessione.
