L’urgenza di istituire un “Ministero della pace”

Tra gli "atti della carità" non ci sono anche quelli che "spingono a creare istituzioni più sane, ordinamenti più giusti, strutture più solidali" (Fratelli tutti, 186)?
1 Luglio 2025

Quello della pace e della sua costruzione attraverso la cultura, l’educazione e la politica è un tema tanto importante quanto attuale.

Presente fra le questioni fondamentali del nostro tempo la pace risulta essere una materia concreta che richiede l’impegno di tutti, ciascuno secondo la propria responsabilità e possibilità. Infatti la pace ovvero la sua edificazione e il suo mantenimento non è argomento impersonale, astratto, vaporoso o esclusivamente destinato all’interesse dei potenti della terra siano ricchissimi imprenditori o rilevanti capi di Stato. Piuttosto l’impegno a favore della pace riguarda ognuno di noi.

Ciò non è utopismo e nemmeno una forma di mitologia a buon mercato che appare e scompare durante lo svolgimento di quella che papa Francesco ha definito “terza guerra mondiale a pezzi”. Invece si tratta di un progetto educativo e istituzionale poiché se desideriamo impegnarci a favore della pace dobbiamo costruire comunità e istituzioni fondate su questa. Se all’opposto lasciamo spazio alla logica della violenza e della sopraffazione ci ritroveremo aggregati umani fecondatori di conflitti.

L’iniziativa di istituire un “Ministero della pace” avanzata da diverse realtà del mondo cattolico e della società civile – fra le quali la Fondazione Fratelli tutti, l’Azione Cattolica Italiana, l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, le ACLI, Pax Christi, Retinopera e il Movimento dei Focolari – sembra andare nella direzione dello sviluppo di istituzioni in grado di generare percorsi di pacificazione. L’idea trae ispirazione dal n. 186 della Fratelli tutti dove Bergoglio sosteneva l’urgenza di «creare istituzioni più sane, ordinamenti più giusti, strutture più solidali» e mira a organizzare un discorso e un’azione corale sulla pace. In concreto, come ha sostenuto di recente Stefano Zamagni sulle colonne di Avvenire, un “Ministero della pace” collocherebbe al centro dell’agenda governativa e parlamentare la tematica a partire sia dalla realizzazione di progetti specifici di educazione alla pace sia dal sostegno alla sinergia fra enti pubblici e organizzazioni civili in merito alla cooperazione umanitaria e alla mediazione dei conflitti.

L’urgenza di istituire un “Ministero di pace” sembra implicitamente presente anche nelle parole di papa Leone XIV. Sin dal saluto iniziale pronunciato a seguito dell’elezione, il pontefice ha posto la pace come elemento fondamentale da intendere in una prospettiva duplice: dono di Dio e compito etico dell’uomo. Inoltre nel discorso rivolto ai Movimenti “Arena di pace” dello scorso 30 maggio ha ricordato quanto sia importante condividere il punto di vista delle vittime per creare autentici percorsi di pacificazione. Così tutti i cittadini, incluso i cristiani, sono chiamati ad un impegno dal basso per preparare istituzioni e comunità di pace attraverso il dialogo e il sostegno alle politiche pubbliche destinate a promuovere la giustizia. Infine, significativo è stato l’appello che il vescovo di Roma ha lanciato in occasione dell’incontro avuto con i membri della Conferenza Episcopale Italiana. Difatti Leone XIV ha invitato i pastori della penisola a sviluppare pastoralmente il tema della pace con un’opera concreta volta a far sì che in ogni realtà – parrocchie, diocesi, quartieri, scuole – si organizzino percorsi sulla non violenza, sull’educazione alla pace, sull’accoglienza.

Più che ad occupare posti di potere la finalità della proposta di un “Ministero della pace” è diretta a prendersi cura dei poveri, degli stranieri, delle vedove, degli orfani, dei bisognosi, delle vittime. È un’idea che mette in campo un nuovo modo di pensare e di fare la politica che apre la strada ad un umanesimo teso a fecondare una cultura attenta ai volti umani. Risulta chiaro che la generazione di nuove prassi in campo politico, economico e sociale insieme ad un’impostazione più sistematica circa la risoluzione dei problemi diventano degli obiettivi da raggiungere nel più breve tempo possibile.

Una risposta a “L’urgenza di istituire un “Ministero della pace””

  1. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Ma non si potrebbe cominciare proprio spiegando cosa è la Pace per quel Gesù che è venuto come “Re di Pace”, “Vi lascio la Pace, vi do la mia Pace”. che gli intendimenti a realizzarla sono i più diversi, tanto che anche gli armamenti sono finalizzati a ristabilirla, contestando diritti e mancati riconoscimenti a libertà. Ogni opinione di cittadino ha diritto di ascolto e parola per decisioni finalizzate al bene comune. Parlare di Pace, oggi con più guerre in atto, sarebbe ragionevole in ogni ambito di scuole, comunità, parrocchie Istituzioni, a scoprire verità e trovare comunione di intese, che Papa Leone XIV non debba essere lasciato solo al suo coraggio a far presente ai Governanti il vivere tribolato di tanto popolo che non ha voce, a far luce di realtà è verità incontestabili, Dati statistici:di 5 ml.di poveri ! alla fame, carceri sature di altre povertà,calamità naturali sconvolgenti . Una consegna ricevuta dal Dio della Pace.un impegno da tutti subito

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