La grazia e i correttori fraterni del papa
«Una delle cose che mi ha sempre tenuto lontano dalla Chiesa è l'idea che per voi il bene sia oggettivo e la coscienza della persona conti nulla, al di là delle parole ufficiali. Forse Francesco ha inventato qualcosa di nuovo...»
C’è un modo di intendere l’esistenza più desiderabile di quello proposto da Corona? Non più giusto, più moralmente corretto, più civile… Qualcosa di meglio che io possa sperimentare a livello dei sensi, delle aspirazioni, di ciò che mi attrae e rende la mia vita piena e realizzata?
Dopo l'attentato abbiamo riempito le nostre bacheche di #jesuischarlie e ora, dopo le vignette sul terremoto, siamo qui a chiederci dove abbiamo sbagliato. Un po’ come i tifosi del Napoli dopo che il loro idolo Higuain è passato alla Juventus… C’è una lezione da imparare!
“Professore, mi ha aperto una finestra luminosa, ma adesso ho ancora più dubbi di prima.
“Perciò, secondo te, tu hai scelto in base ad un valore o ad un bisogno?”
Che fatica recuperare l’idea che Dio sia libero in sé e per questo ci lascia liberi davanti a lui. Su di loro posso comprenderlo. Oggi è davvero dura per loro che quasi “soccombono” davanti alle responsabilità di una libertà vera.
Tra la ricerca di Alex e l’esperienza di Matilde c’è un passaggio di logica, da quella del patto a quella della gratuità.
“Se per cercare chi è Dio finiamo per amare i poveri e chi ne ha più bisogno, vuol dire che Dio c'entra con l’amore per gli ultimi, quelli a cui nessuno pensa e che Lui si mostra a noi un po’ “a rovescio”, nel bisogno di essere amato e non nella potenza che ci sovrasta”.