Negli ultimi anni le parole e i gesti, forse la persona di Francesco, sono stati spesso lo schermo per giustificare le proprie resistenze a ciò che lo Spirito sta indicando con forza alle Chiese. E ora?
Dopo un autunno caldo ma meditativo, il neovescovo di Roma ha costellato il tempo di Natale con osservazioni puntuali e provocatorie sulla via cristiana alla pace...
Non è che il continuare a sottrarre Francesco a Leone produce sempre e soltanto banali semplificazioni della complessità dei problemi odierni e delle soluzioni ipotizzate?
Solo la capacità e la volontà di raccontare la complessità dei fatti può mettersi al servizio dell'obiettivo posto da Leone XIV di uscire dalle polarizzazioni.
Nel primo incontro, scottante, tra Leone XIV e la sua diocesi, l'acqua dello Spirito Santo sarà riuscita a spegnere fuochi e focherelli accesi o in procinto di essere accesi?
E se la novità del cristianesimo consistesse nel credere che i singoli atti d'amore, anche i più piccoli, possono piano piano rinnovare l'essere umano e il mondo?
L’ouverture del 267° pontefice della Chiesa cattolica sembra essere caratterizzata da una adeguata e controllata complessità. Basterà a contenere le tensioni ecclesiali che ad oggi agitano e dividono la Chiesa?
In quest’ultimo periodo, leggendo e scorrendo ogni tipo di post, dai più cesaropapisti a quelli perbenisti, è sorta in me una nasuea che mi ha fatto desiderare ben altro!
Sarà il tempo a farci intendere meglio le linee del magistero del papa venuto dalle Americhe, ma intanto possiamo veramente parlare di elezione a sorpresa?