Non è un’enciclica sulle IA

La dottrina si aggiorna, i sistemi vanno disarmati: due brevi note dopo una prima lettura di Magnifica Humanitas.
27 Maggio 2026

“Magnifica Humanitas” non è un’Enciclica sulle intelligenze artificiali. L’IA è il “segno dei tempi” intorno e grazie al quale il Papa opera un puntuale rilancio e aggiornamento della Dottrina sociale della Chiesa. L’IA è il dito, la Luna è – mi pare – una critica costruttiva al museo, per usare un’espressione cara a papa Francesco, in cui è stata lasciata la Dottrina figlia della “Rerum novarum”.

Ci sono due cose, tra le tante che ho letto, che mi sembra Leone XIV voglia sottolineare.

La prima è che la dottrina, in questo caso quella sociale, muta, si aggiorna. Leone XIV dice che è “un cammino di discernimento comunitario”, “una teologia della comunione nella storia” (MH 25-27). Lo ha detto spesso Francesco, oggi lo ripete con forza Leone.

L’altra cosa, io la traduco così, e sono consapevole che rischio di fare una forzatura: non basta usare le cose, che ormai ci sono, “a fin di bene” (più o meno nominalmente), perché la nostra coscienza cristiana sia a posto. Né tanto meno basta relegare il discernimento imposto costantemente dalla Dottrina sociale a tutti i battezzati a scelte “buonissime” ma marginali, a contesti da “dopolavoro” solidale o da aperitivo spiritualistico.
A questo proposito, nel giorno in cui egli stesso ha presentato l’Enciclica, parlando ai membri del Circolo Equestre di Barcellona, impegnato in opere di carità, Leone XIV ha detto: “Il cristiano non è un semplice filantropo, ma una persona compassionevole, che ama disinteressatamente e cerca attivamente il benessere integrale degli altri”.

Ora, scrive papa Leone al numero 104, riferendosi alla IA: “Se un sistema viene concepito o impiegato in modo da trattare alcune vite come meno degne, o da escluderle senza possibilità di appello, esso non è un semplice strumento ‘da usare bene’: introduce già un criterio che contraddice la dignità inalienabile della persona. Per questo, il discernimento etico non può limitarsi a domandare se usiamo un certo sistema per uno scopo buono o cattivo, ma deve anche chiedersi come esso venga progettato e quale idea di persona e di società risulti inscritta nei dati e nei modelli che lo guidano”.

Ma questo vale per tanti altri “sistemi”, economici, amministrativi, politici, familiari, ecclesiali, in cui i cristiani dovrebbero agire e scegliere costantemente con una coscienza illuminata dal Vangelo.

Scrive poi il Papa al numero 110: “L’IA” – ma potremmo sostituire con tanti altri sistemi che abitiamo – “è già ambiente in cui siamo immersi e potere con cui dobbiamo fare i conti. Per questo, non basta regolarla: va disarmata e resa ospitale”.
Si può regolare il mercato (ad esempio, quello immobiliare, oggi drammaticamente squilibrato)? Si può regolare la vita sociale? Si possono regolare i rapporti tra imprenditori e lavoratori, la proporzionalità dei salari alle rendite etc etc?
Ok, sì, si può (e spesso non si fa). Ma non basta nemmeno regolarli, dice il Papa. Bisogna “disarmare” questi sistemi e renderli “ospitali”.

Questa è la Dottrina sociale della Chiesa: è un po’ più dinamica del museo delle belle parole in cui molti l’hanno relegata

4 risposte a “Non è un’enciclica sulle IA”

  1. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Perché i tecnocrati dovrebbero obbedire al Papa? Ma perché il Santo Padre Leone XIV è anche Robert Frances Prevost, con il curriculum di Studi conseguiti che gli consentono di far parte di un Think tank che oggi si pone domande e analizza risposte sull’uso dell’ AI, che apre a introdurre innovazione in ogni campo dove l’uomo opera. Indipendentemente dal proprio credo, o non manifesto ma ha capacità intellettuali e una sensibilità di cuore come persona umana, che consentono di discernere ciò che di nuovo l’AI può migliorare, essere e realizzare di “bene”nella vita per l’uomo, come diventare altro, seguendo un suo volere che la libertà consente, e può offendere la nobiltà della natura cui l’uomo è stato dotato, come il realizzare progetti di distruzione, a dimostrare il potere raggiunto, capace al pari di un Dio di creare e distruggere, e ciò inconscio che a tanto trae ispirazione da un già creato la cui osservazione, e studio dell’uomo di ogni tempo.

  2. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Questa Enciclica sull’AI si rivela risposta “tempestiva” come volo d’aquila, a farsi presente in un dialogo con l’uomo che somigliante a Icaro è affascinato da quanto la propria intelligenza gli consente di realizzare, un alter ego, una incredibile opera forse solo sognata. Viene presentata come cosa utile a servizio dell’ uomo, in tutti i campi e ambiti dove egli lavora, vive, opera.un bene dunque, che si presta a soddisfare ogni libero intendimento da umana esigenza. Già’ l’uso di AI è presente ma non solo a dimostrarsi invenzione a beneficio, perché nelle guerre in atto, è sconvolgente il suo uso! Come un uomo, un obiettivo sia come strale che uccide, distrugge uomo e cose, uno scopo disumano!

  3. Pietro Buttiglione ha detto:

    Scusatemi ma mi serve x mostrare come non tutte le domande che ci possiamo porre sono poi sensate.

  4. Maria Venturi ha detto:

    C’ e’ qualcosa che non torna : perche’ chi non e’ credente ,anzi e’ ateo ,come Christopher Olah il miliardario della Silicon Valley proprietario di Anthropic, che ha parlato alla presentazione dell’ enciclica ,dovrebbe credere che l’ enciclica del papà sia dettata dallo Spirito Santo ? Se non credi nello Spirito Santo e neppure in Dio ,il papa e’ un uomo come gli altri e quel che scrive o pensa sull’ AI non e’ infallibile . Perche’ i tecnocrati dovrebbero obbedire al papa ? Piuttosto non e’ il.papa che rischia di essere strumentalizzato dal miliardario di Anthropic ?.

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