La missione continua a essere al centro della Parola di queste domeniche. Oggi il discepolo oscilla tra dare e ricevere, un pendolo che alla fine trova equilibrio in colui che ci invia.
Celebrare l'eucaristia significa riconoscersi nutriti dello stesso pane, ricordare il bene ricevuto e vivere, ogni giorno, di quella vita che ci è promessa.
«L’uomo non si è mai rassegnato alla notte completa», diceva Maria Zambrano; oggi possiamo ricordare che il Risorto si prende cura di noi anche nell’eterno, e che egli si è raccontato nel Vangelo; ma ci crediamo davvero?
Faccio fatica a percepire come significativa per la mia vita la speranza di una vita dopo la morte, mentre io vivo in questo mondo e in questa storia. Ed è qui che cerco Salvezza.
La domanda di Gesù è la domanda esistenziale più profonda che ci si possa porre.
Si può superare la morte, si può aspirare ad una vita senza fine?
Signore, che cos’è l’uomo perché te ne ricordi e il figlio dell’uomo perché te ne curi?
L’inizio di un nuovo anno riesce ad essere l’occasione per ritrovare la voglia di guardare in maniera diversa la vita?