Lunghezza, banalità, noia: tanti i difetti attribuiti alle omelie. Vere o eccessive che siano, le recriminazioni attestano le grandi attese che i fedeli ancora ripongono in quelle parole dal pulpito. E sentire che sono vere, vissute, è il solo modo per soddisfare le alte pretese.
È molto interessante e paradossale, anzi freudiano, che tanti sacerdoti lascino uno spazio di silenzio e meditazione dopo la loro predica, anziché subito dopo la parola di Dio. Forse sarebbe meglio il contrario.
Al di là della competenza e/o della piacevolezza dei vari predicatori, nelle omelie dovrebbe risaltare la relatività della tesi esposta. Invece si parla dal pulpito come "maestri" che svelano l'unica interpretazione possibile del Vangelo, quando è solo una delle tante ipotesi...
Sapevamo del prepuzio di Gesù e della cintura della Madonna, ma non della reliquia del sangue di Cristo! Invece almeno due città italiane ne vantano il possesso; e sarebbe bene che qualcuno mettesse fine a questi ridicoli falsi, che col cristianesimo non c'entrano proprio.
Da giugno siamo nella fase attuativa del Sinodo, che per il Vaticano "punta a incidere in modo percepibile sulla vita della Chiesa. Ogni comunità parrocchiale potrà praticare la sinodalità dentro la pastorale. Se dovesse limitarsi a ipotesi astratte non raggiungerebbe lo scopo".
Qual è l'unico sacramento che conferisce un potere? Manco a dirlo: l'ordine, che da diritto canonico attribuisce a chi lo riceve la "giurisdizione". E così solo loro possono decidere, nella Chiesa dei "fratelli tutti"...
C'erano una volta i movimenti, che letteralmente indicavano qualcosa che "si muove" nella Chiesa. Oggi, per via degli abusi dei fondatori e/o di vari accidenti interni, non è più la loro primavera e qualcuno potrà pure esserne contento. Ma star fermi non è una bella alternativa.
Sono chiare le parole di Papa Leone sul massacro di Gaza. Però è forse giunto il tempo di un gesto forte, di un'azione che si imprima nella comunicazione visiva, un gesto di denuncia che colpisca l'opinione pubblica: Leone, batti un colpo!
Finché farsi prete comportava un'ascesa sociale, culturale, economica e di prestigio, c'erano tante vocazioni. Adesso non è più così e dovremmo domandarci se la carenza di sacerdoti dipende soltanto da "mancanza di fede"...
"Siamo noi che abbiamo costruito una Chiesa che ti forma in seminario come se avessi 30 anni di certezze, poi ti manda in parrocchia come un supereroe della fede". Attribuito al cardinal Battaglia dopo il suicidio d'un giovane prete, invece è un testo fake; peccato, perché è vero
Diane Montagna ha fatto gran lavoro da giornalista. Ma, premesso che sapere la verità è sempre bene, soprattutto nella Chiesa, viene il sospetto che qualcuno in Vaticano le abbia girato le carte del referendum "segreto" per regolare i conti con Francesco. E la cosa non rassicura.
Papa Francesco limitò le messe in latino spiegando che si rifaceva agli esiti della consultazione di tutti i vescovi. Ora la giornalista Usa Montagna ha scoperto che i dati di quel referendum dicevano il contrario. Dite: è peggio se ha mentito il papa o chi gli passò il dossier?
Ma chi l'ha detto che qualunque devozione va bene, purché avvicini le persone a una certa religiosità? Ci sono culti sedicenti cattolici che sono pura magia, riti popolari che dicono superstizione, tradizioni "cristiane" che in realtà sanno solo di paganesimo.
La politica mondiale ormai ci mostra sempre più che chi ha soldi può farsi beffe delle regole, anzi le piega sempre a proprio favore. La Chiesa dovrebbe scagliare anatemi (coi comunisti l'ha fatto!), invece ha ben poco da dire. E poi si lamenta della sua insignificanza...
Idea facile facile per parrocchie sempre più povere di fedeli: aprite, anzi spalancate le porte agli emigranti cattolici, agli stranieri di altre confessioni, anche a quelli di altre religioni! Farete opera evangelica e vi sentirete meno depresse
Senza alcuna piaggeria, ci togliamo il cappello davanti ai giovani preti (tanto più ai meno giovani...) e ai laici che in questo periodo gestiscono in oratori e campeggi orde di ragazzi. Gratis, nonostante il sole giaguaro e i rischi di accuse di pedofilia
C'è una corrispondenza diretta tra il grado di formazione cristiana dei fedeli e le loro aspettative sulla Chiesa: più è profonda la prima e più sono alte le seconde. Fors'anche per questo è meglio tenere ignoranti i cristiani.
Quando il Giubileo era una cosa seria, ogni 50 anni gli ebrei dovevano annullare i carichi ai loro debitori e rimandare liberi gli schiavi. Quando il Giubileo era una cosa seria.
Su una cosa sia tradizionalisti sia progressisti sono d'accordo, anche se per motivi opposti: della Chiesa tout court non possiamo fidarci, tanti sono gli errori e gli abusi della gerarchia (dai parroci in su). Giudicare in coscienza caso per caso è indispensabile
"Neanche il più geloso difensore di ciò che è cattolico sosterrebbe che i giornali cattolici si distinguano dagli altri per sincerità, onestà, carità, umiltà, disinteresse, distacco. I giornali cattolici si distinguono solo perché difendono la parte cattolica" (L. Milani)
La sospirata recente rimozione delle opere di Rupnik dai siti della comunicazione vaticana, oltre ad accreditare ulteriormente le accuse mosse contro di lui, fa pensare purtroppo due cose: che Papa Francesco lo proteggesse davvero e che troppi hanno acriticamente obbedito al Papa
Il quotidiano cattolico riabilita a tutta pagina don Ernesto Buonaiuti, già scomunicato vitando (da evitare!). Ma la cosa più straordinaria è che accetta l'idea che i dogmi siano sottoposti a un'evoluzione storica. E dunque possono cambiare...
La circostanza che l'interpretazione radicale di due fedi monoteistiche sia all'origine dello scontro armato tra Iran e Israele dovrebbe dirci molto. Sicuri che il nostro modo di intendere e vivere il cristianesimo sia "pacifico"?
Invece di pensare i dogmi come ipotesi storicamente (ma anche temporaneamente) utili a illustrare il mistero, li consideriamo assoluti e immutabili. Sarebbe come se, a un bambino che correttamente usa il girello per imparare a camminare, imponessimo di adoperarlo tutta la vita
La Chiesa siamo noi: corretto? Abbiamo dunque tutto il diritto di dirne i peccati. Per esempio: nella sua predicazione, Gesù ha parlato chiaro contro i formalismi religiosi, il sabato, il legalismo; spesso noi cattolici abbiamo invece eretto proprio la "tradizione" a nostro idolo
"Noi crediamo" diceva il Simbolo di Nicea. Forse si sottolineava un’identità collettiva che si sentiva assediata dalle eresie. Oggi potrebbe ricordarci che la fede di uno supplisce ai dubbi dell’altro, ed è così anche per le altre virtù. In breve “Comunione dei (beni) santi".
I peccati si confessano, no? Eccone un altro molto antico nella Chiesa: aver trasformato l’assemblea dei discepoli del Risorto in una piramide, al cui vertice sta un potere che ha riservato a sé i carismi e i ministeri un tempo distribuiti indiscriminatamente tra tutti i fratelli
Si dice spesso che la Chiesa è "santa e peccatrice", ma clero e iper-cattolici ricordano solo il primo aggettivo... Ecco due dei suoi peccati storici: aver oscurato lo Spirito santo per mille anni (dopo lo scisma d’Oriente) e aver nascosto la Scrittura per 500 anni (dopo Lutero).
Sì, nonostante tutto nella Chiesa si continua a produrre vino nuovo, la cui forza spumeggiante però rischia d'infrangere certi datati contenitori. Forse per questo certuni non l'amano: non tanto per il gusto del vino ben invecchiato, ma per la pigrizia di dover essere otri nuovi
È terribile che quanto sta succedendo a Gaza possa avvenire - alla lontana ma ab origine - anche per una interpretazione letterale della Bibbia, quella della Terra promessa. Un massacro che dunque qualcuno vuole giustificare per diritto divino.
È ben paradossale e ben triste che le religioni, per "guadagnarsi il paradiso", abbiano spesso imposto agli uomini dei comportamenti disumani: dalla jihad dell'lislam alle autoflagellazioni cattoliche. Non solo e non sempre, per fortuna, ma anche.
Piacerebbe sapere se ci sono state parrocchie che giorni fa hanno esposto lenzuola bianche in solidarietà e protesta per Gaza; sicuramente sì, ma certo una minoranza. Piacerebbe anche sapere perché la Chiesa italiana è tanto restia a condividere pur meritorie iniziative "laiche".
Chi ancora sostiene che la Chiesa non deve impicciarsi di temi come la cittadinanza, i diritti delle persone, la legalità perché "la Chiesa non fa politica", dimentica che anche non occuparsene con prese di posizione chiare sarebbe un atto dalle letture estremamente politiche.
Oltre gli abusi dei preti, bisognerebbe considerare gli abusi sui preti. Ovvero quelli di potere che tanti di loro subiscono in silenzio dai rispettivi superiori o anche soltanto dal contesto, che li vuole imprigionati in un ruolo. Anch'essi doloranti vittime nello spirito
Ma verrà mai il giorno in cui la Chiesa italiana applicherà il famoso e sbandierato criterio della "sinodalità" con i laici anche alla gestione, ripartizione, distribuzione, controllo dell'8 per mille? Tranquilli, è solo una domanda retorica.
Patriarcato o matriarcato, maschilismo contro femminismo, sottomissione versus libertà… Il bello sarebbe un'intima, profonda, condivisa alternanza. Un po’ per uno, nella Chiesa come succede nelle più riuscite famiglie: e il pariarcato non sarebbe più un refuso...
Senza entrare nel merito, la campagna super-cattolica contro l'adozione alle coppie dello stesso sesso ha almeno un lato paradossale: sostenere che "un bambino deve crescere con un papà e una mamma" quando la Chiesa li preleva(va) per metterli in seminari esclusivamente maschili
Un abbraccio tra fratelli, L.M. e R.F. Prevost, e i giornali hanno titolato "accantonamento del cerimoniale".
Gli abbracci non fanno forse parte della normalità dell'umano, l'umano che il Verbo ha voluto fare totalmente proprio, eccetto il peccato, e divenuto "via della Chiesa"?
Basta, è ora di finirla con queste Prime comunioni celebrate da una parte come riti cumulativi, più simili a feste familiari "obbligate", e dall'altra enfatizzanti solo gli aspetti intimistici dell'eucaristia, avulsi dall'ambito comunitario. Bisogna cambiare: qualcuno cominci!
"Tutto ciò che inietta in una tradizione il veleno di un tempo nuovo è anche ciò che la salva dall’inerzia": una frase che compendia molto del lavoro intellettuale di Michel de Certeau, che nasceva il 17 maggio 1925. Come tanti 'profeti', si comprende meglio col tempo
In tante parrocchie è invalsa la lodevole pratica di riflettere in gruppo sulle letture festive, anche per preparare col sacerdote la predica domenicale. Perché non farlo pure a posteriori, a commento e discussione sull'omelia udita in chiesa? Il celebrante non ha l'ultima parola
Ma i preti sono liberi? Nel senso della libertà d'esprimere dubbi, perplessità, addirittura diversità o discordanze rispetto al corpus di dottrine e pratiche (non tutte "obbligatorie", peraltro) cattoliche. Può un funzionario sentirsi libero nei confronti della sua istituzione?
Ruini, Bagnasco, Gänswein, Weigel, etc..: in certe redazioni di diffusi giornali milanesi ancora risulta indigesto il pontificato bergogliano, anche dando credito a strafalcioni (ad esempio poesie di Agostino che di Agostino non sono). Un buon digestivo del monaco (agostiniano)!
Già sono cominciate le pressioni (e i giudizi) sul nuovo papa, i dubbi su come affronterà le questioni più spinose, nella Chiesa e fuori. Robert Prevost alias Leone XIV non potrà insomma permettersi a lungo di essere neutrale. E noi in effetti ci contiamo.
Davanti al definitivo atto di prepotenza e disumanità di Israele a Gaza vien da chiedersi se non sia da indire un boicottaggio dei pellegrinaggi in Terrasanta. O almeno la scelta di visitare solo i Luoghi santi posti in zona palestinese. Un segno ci vuole, da parte dei cristiani
Inizia il conclave e, tra tutte le grane che dovrà affrontare, il prossimo Papa avrà in più il confronto diretto e fin da subito col predecessore. Sarà giudicato già a partire dalla scelta del nome, dell'abitazione e perfino... delle scarpe!
Il toto-conclave è un gioco innocente che si ripete a ogni morte di papa e, se preso come tale, in fondo non c'è neppure da scandalizzarsi troppo. È peggio far finta di non sapere che l'eletto esce da una mediazione e che non sempre "vince il migliore"...
I funerali di Francesco hanno mostrato lo straordinario, secolare apparato simbolico del rito cattolico in tutti i suoi fasti (le porpore cardinalizie) e insieme la forza evocativa della ricerca d'assoluta semplicità (la tomba del papa). Che alla fine è quello che resta davvero
È curioso che, in clima di drastico calo delle presenze nelle chiese, si sia verificata una gran calca di persone al funerale del papa. Solo un tributo alla figura di Francesco oppure una domanda di spiritualità che nelle parrocchie non trova più sbocchi attraenti?
Nell'attuale fase di crisi delle religioni (anzi, della religione in quanto tale) sarebbe il caso di chiedersi se la confessioni cristiane non dovrebbero approfittarne per andare oltre le rispettive ideologie, che imprigionano il Vangelo.
Certe volte la Chiesa sembra una macchina che avanza col freno a mano tirato: toni bassi e smorti persino a Pasqua, quando si deve annunciare che Cristo è risorto. Tanto vale crederci, allora...
Un recente documento vaticano regolamenta le offerte date per applicare le messe ai defunti. Invece sarebbe ora di abolirle del tutto: sono infondate, antiquate e discriminatorie.
Che meraviglia! Dopo aver celebrato messa in una comunità per disabili, don Ciotti ha benedetto l'assemblea guidando la mano di una ragazza in carrozzella. Il puro, sacro sacerdozio del dolore.
Fa male a noi laici scoprire in conventi e case religiose le stesse meschinità e invidie che si trovano in certi ambienti di lavoro. Ma il peggio è forse l'indifferenza, la freddezza con cui in comunità s'accolgono le riuscite pastorali dei confratelli: il successo non si perdona
Non sarebbe ora di smetterla di dire che tutto ciò che si fa nella Chiesa è "frutto dello Spirito"? Un bel modo per non prendersi la responsabilità di esseri pensanti e raziocinanti. Che poi capita che questo "Spirito" ispiri una volta una cosa e il giorno dopo il suo contrario.
Per "giustificare" i ritardi vaticani sul caso Rupnik, il cardinale Fernandez ha affermato che "esistono anche casi più gravi ma meno mediatici". Ah, grazie cardinale, questa è una notizia! Vorrebbe mica darci dei particolari in merito?
L'altro giorno la notizia era il papa col poncho in San Pietro. Beh, certi media cattolici non solo non hanno pubblicato la foto (anzi, nemmeno hanno citato la cosa) ma hanno trasformato il poncho in un plaid posto sulle gambe e hanno omesso di dire degli "indecenti" calzoni neri
La "conversazione nello Spirito", l'elogio del silenzio, il ritorno della mistica... Tutti approcci soft che vanno di moda e hanno il pregio di valorizzare la parte contemplativa del cristianesimo. Ma poi c'è l'altra, quella di ragione e volontà: quella sì che è hard da praticare
"Lasciatevi guidare dall’armonia creativa generata dallo Spirito. La Chiesa non è fatta di maggioranze o minoranze, ma del santo popolo fedele di Dio che cammina nella storia". Così il Papa al Sinodo italiano. E senza nessun riferimento alla Tradizione, al Magistero, al Clero...
In fondo il pasticciaccio brutto della Sala Nervi (scoperti), ovvero la bocciatura delle proposizioni del Sinodo italiano, non ha fatto che rivelare miserie e nobiltà dell'elite del nostro cristianesimo. Siamo così. E siamo ancora tanto indietro nel fare Chiesa davvero.