Ora il caso Rupnik è pure un film, "Suore contro il Vaticano", presentato a un festival in Canada; alcune sue vittime vi raccontano gli abusi subiti. Ma forse la replica migliore sarà il 13 ottobre a Roma, quando finalmente inizierà il processo: allora la recita sarà in diretta.
La prima intervista di Leone XIV è molto saggia molto moderata, molto bipartisan; d'altronde al Papa bisogna pur concedere un periodo di rodaggio. Ma c'è da chiedersi quanto su certi temi (Gaza, Ucraina, migranti e tanti altri...) si possa essere neutrali, da cristiani.
"Non sono venuto a portare la pace, ma la spada" è sempre stato letto come separazione tra chi ha fede e chi no, invece ora spaccature e contrapposizioni sono all'interno della Chiesa. Ma chissà, forse quella spada divide proprio perché nasca un cattolicesimo pluralista...
Il mondo è così polarizzato che, per uscirne, anche i Papi dovrebbero rispondere con un sorriso silenzioso - e non con parole estemporanee - a domande giornalistiche su tesi politiche (russe) figlie di tesi politiche (polacche) ma tutte prigioniere della stessa polarizzazione.
Una politica leghista ha duramente criticato il burqa islamico postando la foto di donne in una processione cattolica del Sud. Gaffe clamorosa.. Ma noi cattolici dovremmo rifletterci: non è poi molto che abbiamo cambiato certi usi "medievali" (e c'è chi li vorrebbe ancora)...
È ora di finirla di considerare "politica cattolica" quella che promuove i cosiddetti valori cristiani, assoggettandosi così al solito giochino del do ut des con gli altri partiti. Quello è lobbismo. Politica davvero cristiana è quando si guarda soltanto il bene comune, tutto lì
Non confondiamoci: Meloni è andata al Meeting perché sa che i ciellini le danno voti, i ciellini l'hanno applaudita perché s'aspettano favori per le loro lobbies. Pensare che la cosa sia un passo avanti per il ritorno della "politica cattolica" (ammesso che esista...) è illusione
Abbiamo modificato il Padre nostro, ma pure l'Ave Maria avrebbe bisogno di ritocchi. Per esempio quel "prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte": non sarebbe meno teologicamente terroristico "adesso e in ogni ora della nostra vita"?
La pastorale cattolica ha sempre avvalorato il pensiero magico, con miracoli visioni apparizioni eccetera. Così adesso ha ben poche armi per contrastare i tanti irrazionalismi che fungono da nuove religioni: il complottismo l'ha superata a destra.
È sbagliato argomentare che bisogna ordinare uomini sposati perché ormai i preti sono troppo pochi. No, il celibato sacerdotale dev'essere facoltativo semplicemente perché non c'è una reale ragione evangelica che prescriva il contrario: è solo una regola umana e si può cambiarla.
E continuiamo a far finta di non sapere che il clericalismo nasce anzitutto dalla falsa dottrina del sacerdozio come vocazione "superiore" o più meritoria, addirittura del prete "alter Christus"! Troppi cristiani lo pensano ancora
Cresce l'allarme sulla solitudine dei sacerdoti, c'è anche un libro a difesa dei "preti usa e getta" fiaccati dalle attese dei fedeli. Tutto giusto e reale. Ma chi mai ha creato l'immagine dei preti come intangibili rappresentanti di Dio, superuomini due spanne sopra gli altri??
Putin e Trump, Israele e islam, destra cattolica e nazionalisti europei. Tutti tirano la religione dalla loro parte, la strumentalizzano per giustificare le proprie azioni disumane. Ormai almeno da parte cristiana bisognerebbe dissociarsi dall'idea stessa di essere "religione"
Certe volte la predica non sarebbe nemmeno necessaria: ci sono preti che leggono il Vangelo così intensamente che pare già mezza esegesi. E in questo semplice modo dicono molto di più delle tante parole di altri, quelli che leggono il Vangelo come una storia troppe volte sentita.
Ennesima "prova" della falsità della Sindone prontamente (e anche giustamente, sembra) smentita da parte cattolica. Tutto giusto, per carità; ma gli apologeti dimenticano spesso che smentire una falsità su quel reperto non significa provarne l'autenticità. Resta sempre il mistero
Mettiamo che la transustanziazione sia un'ipotesi superata: dovremmo smettere di radunarci a celebrare la comunione tra fratelli nel corpo di Cristo che è la Chiesa?
Mettiamo che la promessa di una vita oltre la morte non si avveri: avremmo meno motivi per impegnarci a realizzare già ora il regno della giustizia e della pace predicato da Gesù?
Mettiamo che Gesù non sia il figlio di Dio, ma "soltanto" un sommo maestro di vita, un grande saggio. Il Vangelo e i suoi contenuti avrebbero per questo meno valore, sarebbero fonte di minor ispirazione per l'umanità?
E che dire della sovrabbondanza di santi? Nella "sua" chiesa ogni parroco ha voluto lasciare il segno, così abbiamo templi con quattro Madonne diverse e l'immancabile Padre Pio sull'altare del Sacro Cuore. Alle volte un po' di iconoclastia non farebbe troppo male.
Molti lai si alzano contro le "chiese moderne", che sarebbero brutte e poco sacrali. Ma peggio accade alle antiche, se trattate senza senso storico e snaturandone gli elementi: meglio una colonna di nudo cemento che una romanica ridotta a sostegno di una cassa sonora...
D'estate, frequentando chiese da turisti, è facile imbattersi in piccoli gioielli rovinati da particolari. Come una sedia di plastica rossa davanti a un altare barocco: va bene che il buon gusto non s'insegna in seminario, ma almeno fatevi consigliare da qualcuno che ci capisce!
Lunghezza, banalità, noia: tanti i difetti attribuiti alle omelie. Vere o eccessive che siano, le recriminazioni attestano le grandi attese che i fedeli ancora ripongono in quelle parole dal pulpito. E sentire che sono vere, vissute, è il solo modo per soddisfare le alte pretese.
È molto interessante e paradossale, anzi freudiano, che tanti sacerdoti lascino uno spazio di silenzio e meditazione dopo la loro predica, anziché subito dopo la parola di Dio. Forse sarebbe meglio il contrario.
Al di là della competenza e/o della piacevolezza dei vari predicatori, nelle omelie dovrebbe risaltare la relatività della tesi esposta. Invece si parla dal pulpito come "maestri" che svelano l'unica interpretazione possibile del Vangelo, quando è solo una delle tante ipotesi...
Sapevamo del prepuzio di Gesù e della cintura della Madonna, ma non della reliquia del sangue di Cristo! Invece almeno due città italiane ne vantano il possesso; e sarebbe bene che qualcuno mettesse fine a questi ridicoli falsi, che col cristianesimo non c'entrano proprio.
Da giugno siamo nella fase attuativa del Sinodo, che per il Vaticano "punta a incidere in modo percepibile sulla vita della Chiesa. Ogni comunità parrocchiale potrà praticare la sinodalità dentro la pastorale. Se dovesse limitarsi a ipotesi astratte non raggiungerebbe lo scopo".
Qual è l'unico sacramento che conferisce un potere? Manco a dirlo: l'ordine, che da diritto canonico attribuisce a chi lo riceve la "giurisdizione". E così solo loro possono decidere, nella Chiesa dei "fratelli tutti"...
C'erano una volta i movimenti, che letteralmente indicavano qualcosa che "si muove" nella Chiesa. Oggi, per via degli abusi dei fondatori e/o di vari accidenti interni, non è più la loro primavera e qualcuno potrà pure esserne contento. Ma star fermi non è una bella alternativa.
Sono chiare le parole di Papa Leone sul massacro di Gaza. Però è forse giunto il tempo di un gesto forte, di un'azione che si imprima nella comunicazione visiva, un gesto di denuncia che colpisca l'opinione pubblica: Leone, batti un colpo!
Finché farsi prete comportava un'ascesa sociale, culturale, economica e di prestigio, c'erano tante vocazioni. Adesso non è più così e dovremmo domandarci se la carenza di sacerdoti dipende soltanto da "mancanza di fede"...
"Siamo noi che abbiamo costruito una Chiesa che ti forma in seminario come se avessi 30 anni di certezze, poi ti manda in parrocchia come un supereroe della fede". Attribuito al cardinal Battaglia dopo il suicidio d'un giovane prete, invece è un testo fake; peccato, perché è vero
Diane Montagna ha fatto gran lavoro da giornalista. Ma, premesso che sapere la verità è sempre bene, soprattutto nella Chiesa, viene il sospetto che qualcuno in Vaticano le abbia girato le carte del referendum "segreto" per regolare i conti con Francesco. E la cosa non rassicura.
Papa Francesco limitò le messe in latino spiegando che si rifaceva agli esiti della consultazione di tutti i vescovi. Ora la giornalista Usa Montagna ha scoperto che i dati di quel referendum dicevano il contrario. Dite: è peggio se ha mentito il papa o chi gli passò il dossier?
Ma chi l'ha detto che qualunque devozione va bene, purché avvicini le persone a una certa religiosità? Ci sono culti sedicenti cattolici che sono pura magia, riti popolari che dicono superstizione, tradizioni "cristiane" che in realtà sanno solo di paganesimo.
La politica mondiale ormai ci mostra sempre più che chi ha soldi può farsi beffe delle regole, anzi le piega sempre a proprio favore. La Chiesa dovrebbe scagliare anatemi (coi comunisti l'ha fatto!), invece ha ben poco da dire. E poi si lamenta della sua insignificanza...
Idea facile facile per parrocchie sempre più povere di fedeli: aprite, anzi spalancate le porte agli emigranti cattolici, agli stranieri di altre confessioni, anche a quelli di altre religioni! Farete opera evangelica e vi sentirete meno depresse
Senza alcuna piaggeria, ci togliamo il cappello davanti ai giovani preti (tanto più ai meno giovani...) e ai laici che in questo periodo gestiscono in oratori e campeggi orde di ragazzi. Gratis, nonostante il sole giaguaro e i rischi di accuse di pedofilia
C'è una corrispondenza diretta tra il grado di formazione cristiana dei fedeli e le loro aspettative sulla Chiesa: più è profonda la prima e più sono alte le seconde. Fors'anche per questo è meglio tenere ignoranti i cristiani.
Quando il Giubileo era una cosa seria, ogni 50 anni gli ebrei dovevano annullare i carichi ai loro debitori e rimandare liberi gli schiavi. Quando il Giubileo era una cosa seria.
Su una cosa sia tradizionalisti sia progressisti sono d'accordo, anche se per motivi opposti: della Chiesa tout court non possiamo fidarci, tanti sono gli errori e gli abusi della gerarchia (dai parroci in su). Giudicare in coscienza caso per caso è indispensabile
"Neanche il più geloso difensore di ciò che è cattolico sosterrebbe che i giornali cattolici si distinguano dagli altri per sincerità, onestà, carità, umiltà, disinteresse, distacco. I giornali cattolici si distinguono solo perché difendono la parte cattolica" (L. Milani)
La sospirata recente rimozione delle opere di Rupnik dai siti della comunicazione vaticana, oltre ad accreditare ulteriormente le accuse mosse contro di lui, fa pensare purtroppo due cose: che Papa Francesco lo proteggesse davvero e che troppi hanno acriticamente obbedito al Papa
Il quotidiano cattolico riabilita a tutta pagina don Ernesto Buonaiuti, già scomunicato vitando (da evitare!). Ma la cosa più straordinaria è che accetta l'idea che i dogmi siano sottoposti a un'evoluzione storica. E dunque possono cambiare...
La circostanza che l'interpretazione radicale di due fedi monoteistiche sia all'origine dello scontro armato tra Iran e Israele dovrebbe dirci molto. Sicuri che il nostro modo di intendere e vivere il cristianesimo sia "pacifico"?
Invece di pensare i dogmi come ipotesi storicamente (ma anche temporaneamente) utili a illustrare il mistero, li consideriamo assoluti e immutabili. Sarebbe come se, a un bambino che correttamente usa il girello per imparare a camminare, imponessimo di adoperarlo tutta la vita
La Chiesa siamo noi: corretto? Abbiamo dunque tutto il diritto di dirne i peccati. Per esempio: nella sua predicazione, Gesù ha parlato chiaro contro i formalismi religiosi, il sabato, il legalismo; spesso noi cattolici abbiamo invece eretto proprio la "tradizione" a nostro idolo
"Noi crediamo" diceva il Simbolo di Nicea. Forse si sottolineava un’identità collettiva che si sentiva assediata dalle eresie. Oggi potrebbe ricordarci che la fede di uno supplisce ai dubbi dell’altro, ed è così anche per le altre virtù. In breve “Comunione dei (beni) santi".
I peccati si confessano, no? Eccone un altro molto antico nella Chiesa: aver trasformato l’assemblea dei discepoli del Risorto in una piramide, al cui vertice sta un potere che ha riservato a sé i carismi e i ministeri un tempo distribuiti indiscriminatamente tra tutti i fratelli
Si dice spesso che la Chiesa è "santa e peccatrice", ma clero e iper-cattolici ricordano solo il primo aggettivo... Ecco due dei suoi peccati storici: aver oscurato lo Spirito santo per mille anni (dopo lo scisma d’Oriente) e aver nascosto la Scrittura per 500 anni (dopo Lutero).
Sì, nonostante tutto nella Chiesa si continua a produrre vino nuovo, la cui forza spumeggiante però rischia d'infrangere certi datati contenitori. Forse per questo certuni non l'amano: non tanto per il gusto del vino ben invecchiato, ma per la pigrizia di dover essere otri nuovi
È terribile che quanto sta succedendo a Gaza possa avvenire - alla lontana ma ab origine - anche per una interpretazione letterale della Bibbia, quella della Terra promessa. Un massacro che dunque qualcuno vuole giustificare per diritto divino.
È ben paradossale e ben triste che le religioni, per "guadagnarsi il paradiso", abbiano spesso imposto agli uomini dei comportamenti disumani: dalla jihad dell'lislam alle autoflagellazioni cattoliche. Non solo e non sempre, per fortuna, ma anche.
Piacerebbe sapere se ci sono state parrocchie che giorni fa hanno esposto lenzuola bianche in solidarietà e protesta per Gaza; sicuramente sì, ma certo una minoranza. Piacerebbe anche sapere perché la Chiesa italiana è tanto restia a condividere pur meritorie iniziative "laiche".
Chi ancora sostiene che la Chiesa non deve impicciarsi di temi come la cittadinanza, i diritti delle persone, la legalità perché "la Chiesa non fa politica", dimentica che anche non occuparsene con prese di posizione chiare sarebbe un atto dalle letture estremamente politiche.
Oltre gli abusi dei preti, bisognerebbe considerare gli abusi sui preti. Ovvero quelli di potere che tanti di loro subiscono in silenzio dai rispettivi superiori o anche soltanto dal contesto, che li vuole imprigionati in un ruolo. Anch'essi doloranti vittime nello spirito
Ma verrà mai il giorno in cui la Chiesa italiana applicherà il famoso e sbandierato criterio della "sinodalità" con i laici anche alla gestione, ripartizione, distribuzione, controllo dell'8 per mille? Tranquilli, è solo una domanda retorica.
Patriarcato o matriarcato, maschilismo contro femminismo, sottomissione versus libertà… Il bello sarebbe un'intima, profonda, condivisa alternanza. Un po’ per uno, nella Chiesa come succede nelle più riuscite famiglie: e il pariarcato non sarebbe più un refuso...
Senza entrare nel merito, la campagna super-cattolica contro l'adozione alle coppie dello stesso sesso ha almeno un lato paradossale: sostenere che "un bambino deve crescere con un papà e una mamma" quando la Chiesa li preleva(va) per metterli in seminari esclusivamente maschili
Un abbraccio tra fratelli, L.M. e R.F. Prevost, e i giornali hanno titolato "accantonamento del cerimoniale".
Gli abbracci non fanno forse parte della normalità dell'umano, l'umano che il Verbo ha voluto fare totalmente proprio, eccetto il peccato, e divenuto "via della Chiesa"?
Basta, è ora di finirla con queste Prime comunioni celebrate da una parte come riti cumulativi, più simili a feste familiari "obbligate", e dall'altra enfatizzanti solo gli aspetti intimistici dell'eucaristia, avulsi dall'ambito comunitario. Bisogna cambiare: qualcuno cominci!