“Dio non ti ama perché ti comporti bene”

Le reazioni a questo tweet di Papa Francesco mostrano quanta fatica facciamo ancora a credere in un amore gratuito che non chiede niente in cambio.
28 Agosto 2020

“Dio non ti ama perché ti comporti bene; ti ama e basta. Il suo amore è incondizionato, non dipende da te.

È un tweet che Papa Francesco ha postato qualche giorno fa. Niente di sconvolgente a prima vista: l’amore gratuito di Dio che previene ogni nostra azione e la nostra stessa vita, è una verità che la fede cristiana ci consegna da sempre. Ma andando scorrere le risposte sotto il post mi sono reso conto di quanta fatica facciamo a credere in un amore gratuito che non chiede niente in cambio.

Scusi ma allora se faccio del bene o del male è la stessa cosa? Che incentivo ho a fare del bene?

Mi spieghi il significato di queste parole pronunciate da Gesù: «Neanche io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più». Avrebbe potuto dire va’ e pecca quanto ti pare!”.

Quindi se uccidessi una persona mi amerebbe con la stessa intensità di uno che va sempre in chiesa a pregare”?

Sono alcune delle risposte che mi hanno fatto riflettere. In altre si mette in contrasto il tweet con quello in cui Papa Francesco scrive “Il Signore non può entrare nei cuori duri e ideologici. Il Signore entra nei cuori che sono simili al Suo: cuori aperti e compassionevoli”, oppure con la sua recente affermazione sui migranti: “Dio ci chiederà conto”.

C’è un grande equivoco alla base di queste reazioni, che recepisce un tratto radicato in profondità nell’uomo e che Gesù ha voluto spazzare via: l’idea che l’amore vada meritato, che sia il compenso per le nostre buone azioni e la nostra coerenza di vita. La logica cristiana è diversa. Non è meritocratica, non è il ricatto di un Dio che ti dice: o fai come dico io o io non ti guardo neppure. La logica cristiana all’origine di tutto pone esattamente l’amore incondizionato di Dio per ciascuno.  Un amore che non si è meritato, perché esiste da prima che possiamo averne consapevolezza. Dio anzitutto ti ama, ed è questo il punto di partenza della tua relazione con lui, non il punto di arrivo. La morale cristiana non è un modo per propiziarsi i favori di Dio, ma è solo ed esclusivamente risposta d’amore all’amore ricevuto. Ha senso solo in questo contesto d’amore che nasce dall’incontro con Dio. Senza questo riconoscimento, senza questa dinamica che accoglie l’amore ricevuto e vi risponde amando a sua volta, la morale non è cristiana. “Che incentivo ho a fare del bene?”: l’incentivo è l’amore di Dio che ti raggiunge, di fronte al quale il cuore si riempie di gratitudine e non può far altro che contraccambiare.

È evidente allora come affermare che l’amore di Dio non viene mai meno (no, neanche se uccidessi una persona!), non significhi dire che tutto è concesso. L’immagine richiamata in diverse altre risposte per descrivere questa dinamica è quella dell’amore di un genitore per il figlio. Questo amore precede il figlio e non viene mai meno qualunque cosa accada, ma questo non significa che il genitore non chieda conto al figlio delle sue responsabilità. Il fatto che l’amore dei genitori non sia in discussione non autorizza il figlio a compiere le peggiori nefandezze. Anzi, è proprio questo amore a poter motivare il suo impegno a rispondervi con coerenza ed è proprio il suo non venir meno a poterlo risollevare dalle cadute. È la mancanza di amore a produrre il male, non la sua presenza costante. Va però sottolineato un aspetto fondamentale: la risposta all’amore di Dio non ci è chiesta come un dovere. Affinché questo amore entri nella nostra vita e vi porti frutto, la nostra risposta deve avere i tratti dell’esigenza percepita interiormente di ricambiare un dono ricevuto. Una risposta d’amore all’amore, non per necessità. Perché la vita cristiana, la Salvezza, non è adempiere dei doveri, ma vivere dentro una relazione d’amore con Dio e coi fratelli, in quanto si riconosce in ciascuno di loro il volto stesso di Dio.

Un altra risposta mi ha colpito, dice così:

Allora non ho capito niente fino ad oggi, da piccola mi insegnavano tutt’altro, che stupida, pensavo di attenermi sempre ai 10 comandamenti”.

Già! Quanto nella nostra predicazione e catechesi insistiamo su: “Dio non ti ama perché ti comporti bene”? Quanto invece mettiamo al primo posto i comandamenti, la morale, intesi come dovere, slegati dal contesto di risposta d’amore all’amore ricevuto? Quanto parlando della vita cristiana usiamo più “devi!” di “sei amato”? Forse assumere fino in fondo questa prospettiva è davvero ciò di cui abbiamo bisogno. Credo che tante incomprensioni – col  mondo LGBT, con le situazioni personali e famigliari definite irregolari – nascano anche dall’incomprensione su questo punto che, come dimostrano le tante reazioni al tweet, è un tratto del messaggio cristiano che può avere ancora oggi una forza dirompente. Sta a noi credenti però non mettere la lampada dell’amore gratuito di Dio sotto il moggio del “si deve”.

11 risposte a ““Dio non ti ama perché ti comporti bene””

  1. Gian Piero Del Bono ha detto:

    L ‘antico solenne comando ebraico , che diceva Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore con tutta la tua anima e con tutte le tue forze(e il prossimo tuo come te stesso) ci fa capire che per l’uomo non e’ facile amare(veramente) , non e’una semplice emozione, e’uno sforzo della volonta’di tutto l’essere umano.Per Dio invece questo “amore”coincide con la propria essenza :Dio non ama , Dio E’ amore.Non e’facile comprendere la differenza.

    • gilberto borghi ha detto:

      Mi fa piacere che lei abbia colto questa differenza tra Dio che é amore e l’amore dell’uomo. Non mi é chiaro peró perché paragonare Dio ad un padre che ama o ad una madre sia scorretto. La bibbia stesso lo fa…

  2. Paola Meneghello ha detto:

    Dio ama proprio perché lascia liberi, perché non esiste amore vero senza libertà, né con un tornaconto .
    Ma sarebbe bene specificare che ad ogni azione corrisponde un effetto.
    Se in me nascono e agiscono pensieri intrisi di male, se dico sempre io e non imparo a dire noi, il divino che è in me non può agire, cioè non mi può trasformare, e di conseguenza io non trasformero’ il mondo.
    E, credendo nell’evoluzione, e credendo di essere qui per apprendere e cercare di migliorarmi, anche superando il mio ego, per connettermi sempre di più allo Spirito di Dio che abita in me, probabilmente rimarrò indietro, non mi muovero’ di un millimetro, e la mia vita sarà stata inutile.
    E dall’altra parte, in cui io credo, ritroverò quello che qui sarò stata, né più, né meno.

  3. Gabriele Cossovich ha detto:

    Provo a rispondere ai commenti.
    @Pietro: mi piace tantissimo l’idea di un Dio che dice: “Qs figlio è una Persona ed io devo solo aiutarlo ad essere se stesso.. FARE A MENO DI ME??”. Dal mio punto di vista questo significa amare, per cui questo è “Dio è amore”.
    @Francesca: certo che l’invito a nozze richiede il vestito adatto! Dal mio punto di vista questo vestito è l’amore, è rispondere all’amore di Dio con il nostro amore. È seguire i comandamenti non per dovere ma per amore di Dio stesso. Il problema è quando la nostra risposta, il semplice rispetto dei comandamenti, è sganciata da questo amore. Che sia questo il motivo per cui l’uomo entrato alle nozze senza vestito viene mandato fuori?
    @Gian Piero: è verissimo che la qualità dell’amore di Dio è diversa da quello umano e possiamo parlarne solo ricorrendo a metafore. È pur vero però che alcune metafore si avvicinano di più a descrivere questo amore unico.

  4. BUTTIGLIONE PIETRO ha detto:

    x spiegarmi meglio:
    Ci sono genitori mammoni che come principio educativo: concedere tutto!
    ( magari così non mi rompi..😆) TV, giochi, qualunque cosa mi chiedi..
    Ci sono genitori gendarmi che fissano che regole e controllano gli sgarri..
    Riassumo e butto la rete.. il primo corrisponde a ” DIO È AMORE”…
    Il secondo al dio di 100 anni fa..
    Il terzo modus???
    Forse :
    Qs figlio è una Persona ed io devo solo aiutarlo ad essere se stesso.. FARE A MENO DI ME??

  5. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Con Gesù Cristo! Il Risorto, ogni uomo sa che Dio apre le braccia achiunquevoglia essere salvato. Ma alle sue condizioni, l’invito a nozze richiede il vestito adatto! Uno stare con le lucerne accese, conoscerlo come Padre della vita ,a prendere esempio dal suo Unigenito.Pronto al perdono di qualsiasi peccato ….purché a riconvertirsi,.. e ogni barlume di pentimento salva la vita. Obbedire alle sue leggi perché sono dignità per l’uomo, lo innalzano, lo rende degno di sedere alla sua tavola. I santi sono ricordati per un uniformarsi fiducioso alla Sua Parola la quale genera saggezza che cresce in età non rimane da bambini obbedienti ma cresce in libertà, come il coronavirus trova il suo alveo . . . Pare chè sia sempre il sostantivo Amore a porci nella condizione di crisi di coscienza,anziché altri sent., perché dobbiamo fare scelte in piena libertà chi amare di più, ma anche perché non vi riusciamo.

  6. Aurelio Miriello ha detto:

    La genesi dell’amore di Dio sta nell’incarnazione, lui il Verbo si fece carne! Un Dio che sceglie di assumere la natura umana per poi maledirla che Dio sarebbe stato? Troppo umano! Dio è Dio perché va oltre la logica umana. Lui col Figlio Gesù si accosta all’uomo per amarlo, liberarlo dalla sua idea di vita, per promuovere la vita e condannare il peccato ma mai ripudiare il peccatore. Il suo lavoro è aspettare che l’uomo si lasci sedurre da questo Amore per essere Luce, Sale della terra. Chi non accoglie la sua proposta rischia di perdersi e rendere la sua vita vana. Amore e misericordia non sacrifici voglio! Con Gesù si inaugura il lungo cammino dell’uomo verso la metà. Saremo in Lui!

  7. Gian Piero Del Bono ha detto:

    tutte la contraddizioni sorgono perchè non ci si intende sul linguaggio, in particolare su cosa significa “l’amore di Dio” Infatti l’amore di Dio per l’uomo . non puo’ essere paragonato se non maniera metaforica e imperfetta con l’amore di un padre umano per il figlio.l’amore umano , anche quello di un padre per il figlio è sempre imperfetto, pieno di debolezza e spesso cieco.
    oggi ci si rappresenta Dio come un grande papà indulgente che qualsiasi cosa l’uomo faccia lo perdona sempre. e’ una rappresentazione antropomorfa , uguale e contraria a quella degli antichi che invece avevano paura di Dio come di un re collerico e punitivo. Dio non è ne’un re iroso e vendicativo, ne’ un papa indulgente e sentimentale, il suo “amore” è di una qualità diversa dall’amore umano.

    • gilberto borghi ha detto:

      Sono perfettamente daccordo con lei: l’amore di Dio non è come l’amore dell’uomo. Mi piacerebbe mi aiutasse a capire meglio questa differenza. Personalmente ho cercato una risposta e in parte mi sembra che nella Bibbia ci sia. Ad esempio Osea 1-3; 11, 8-11; Isaia 49,15; 54, 4-10; Rm 3,3; 11,29-32; 1Gv 3,20; Lc 1,50.72; Gv 3,17; Tt 3,5. Mi potrebbe indicare altre citazioni?

  8. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Ma i 10 c.o Parole, sono state rilasciate riferiti a un uomo che non sa trovare la propria svolta di cambiamento. Di circostanze come all’uomo di allora perdurano nell’oggi tali e quali, perfezionate da Cristo, ma che sembra il suo Vangelo incontrare lo stesso risultato. Sono segnavia posti come cartelli ai crocevia crocevia della vita e possono apparire una provvidenza in un momento in cui esiste il vuoto. Forse che chi si toglie la vita non è anche perché esperimenta il vuoto di amore? Le 10 P. ! i Vangeli . Sono finestre aperte da Dio proposte alla libertà dell’uomo, Sono segni di amore, di come seguendo quel tracciato si possa scoprire una via nuova, che porta bene. scoprire l’amore come lo intende Dio. è un cammino che si apre sconosciuto, tutto da conoscere, Richiede fede, coraggio,costanza, per cui la lectio divina si incarna diversa per ognuno è si fa conoscere .Se si sbaglia è Guardando alla Parola che il divino diventa soccorritore, diventa Misericordioso Salvatore.

  9. BUTTIGLIONE PIETRO ha detto:

    Qui si toccano i fondamentali della Fede.
    Imo molti probls nascono dalla parola “amore”.. ad es quando B16 scrive “Dio è Amore”. Già aggiungere un predicato a Dio è già in contraddizione con la Parola.
    Partirei da qui:
    1) quale il contrario? Forse “odiare”??
    2) il contrario è l’indifferenza. Quindi:
    3) Dio non è indifferente vs NESSUN Uomo.
    Dio è interessato a lui, se ne prende carico. Cerca di aiutarlo.
    4) SE lui vuole essere aiutato! Forzarlo a obbedire e cambiare sarebbe trattarlo da burattino.
    5) quest’ultimo punto già ci dice che ben prima dell’amore viene la relazione. Ad es. la relazione pat/materna di educazione prevede anche il passaggio attraverso un castigo.
    6 vi leggo LA domanda: allora sta scritto?! Destino? Pls riflettere:
    Quale differenza tra manda un castigo oppure non lo impedisce??
    x Dio il tempo nn esiste. Come sarà x noi quel gg.

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