Tutto pronto a Mascherino per la Fase 2

Nella diocesi di Mascherino fervono i preparativi per le prime celebrazioni religiose pubbliche della Fase 2 della pandemia che dovranno rispettare severe norme di distanziamento
28 Aprile 2020

Don Flavio Burioni lo aveva annunciato: “Siamo per una Chiesa in uscita ma solo con l’autocertificazione!”. Infatti, l’anziano prelato di Mascherino, è stato tra gli uomini di Chiesa più ligi nel rispettare le misure governative durante la quarantena. Pur lasciando aperta la parrocchia intitolata a Santa Amuchina ha scoraggiato assembramenti di fedeli con alcuni brillanti accorgimenti. “È stato facile”, racconta. “Ho annunciato una serie di iniziative comunitarie: catechesi quaresimali, dibattuti culturali, conferenze teologiche e come succede da anni non è venuto nessuno”. Ora però si prepara anche lui finalmente a celebrare cerimonie pubbliche per i suoi parrocchiani. “Ho tolto metà dei banchi dalla navata centrale e previsto test di cultura biblica all’ingresso, non ammetterò più di cinquanta fedeli per funzione. Se poi siamo di meno rimediamo con qualche passante”. Scartata la proposta del sacrestano di riempire di alcool le acquasantiere dopo un principio di incendio che ha distrutto sessanta copie del giornale diocesano “La fiamma dello Spirito” sistemate su un banchetto all’ingresso.

Mons. Antonio Tarro ha vissuto invece malissimo le settimane di lock down e il conseguente divieto di celebrazioni. Il severo e audace prelato non si è dato per vinto e ha noleggiato il furgoncino dell’arrotino con il quale ha percorso tutti i quartieri della città mentre gli altoparlanti sul tetto dello stesso diffondevano il messaggio: “Donne: è arrivato don Tonino!”. L’iniziativa ha riscosso il favore delle signore del gruppo del Rosario che salutavano il suo arrivo con canti mariani e lanci di coroncine sterilizzate dai terrazzi. Sempre generoso, don Antonio, bardato con guanti e mascherina, ha anche arrotato qualche coltello e riparato una cucina a gas.

Meno felice dell’avvio della Fase 2 è invece padre Gigi Rezza al quale le settimane di divieto di messe e incontri pubblici hanno regalato un’improvvisa notorietà sui social. Il giovane religioso, abile informatico e brillante comunicatore, ha registrato un boom di contatti sul suo canale You-Tube grazie soprattutto al “Gigi show” mattutino in cui alterna catechesi, imitazioni di cardinali famosi e numeri acrobatici. “Sono felice di incontrare i parrocchiani dal vivo – ha confessato padre Gigi – ma nei primi tempi non concederò autografi per evitare assembramenti”.

Sua Eccellenza il vescovo Gianfranco Borrelloni, nel suo instant-E-book “Ripensare una Chiesa più Umile e Santa dopo la pandemia” – sottotitolo: “Siamo tutti nella stessa barca ma remate voi” – ha infine spronato la comunità a vivere con generosità questo periodo post pandemico in cui molte famiglie sono provate dalla crisi economica. “Io stesso darò il buon esempio rinunciando alle abituali vacanze a Cortina”, ha spiegato il presule che ha fatto allestire una francescana piscina sul terrazzo della curia, corredata da lettini prendi sole e divisori di plexi-glass benedetti. “Dobbiamo tutti stare vicini a questi nostri fratelli: ma non più di un metro e mezzo”.

(Fantaecclesia / 18)

Una replica a “Tutto pronto a Mascherino per la Fase 2”

  1. Dario Busolini ha detto:

    Bravissimo! Più che passare alla fase 2 a me sembra che, a dispetto di tutti i discorsi fatti sul sacerdozio comune e la presa di coscienza dei laici etc., si vorrebbe tornare alla fase 0 dei bei tempi andati precedenti il virus, gli scandali e il calo delle vocazioni. Anche le pur giuste rivendicazioni della libertà di culto di questi giorni mancano di qualcosa: dopo tanti esperimenti di Chiesa domestica, chi ha chiesto al popolo di Dio idee e suggerimenti su come riaprire e cosa fare una volta riaperto? Decidono sempre i soliti vertici nel chiuso delle loro stanze e il problema sembra essere solo “messa sì” o “messa no” al limite all’aperto ma nulla più…

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