Abbiamo faticato tutta la notte

Come riprendo il largo, Signore, dopo la notte del fallimento? Come riconosco, ancora, di nuovo, la mia vocazione?
6 Febbraio 2022

“Abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla”. Luca fotografa in due frasi l’abisso del cuore di Simone che è il punto di svolta di questa pagina (Lc 5,1-11). È un’esperienza che abbiamo fatto tutti. Aver dedicato tutto noi stessi a qualcosa ed essere tornati a mani vuote; aver faticato e creduto in un sogno che alla fine sembra solo un investimento sbagliato.

È la notte di ogni fallimento, una parte inevitabile della vita. Quando i sogni si trasformano e si ingarbugliano, e diventano incubi. Quando basta un rumore per svegliarsi, e una colata di pensieri angosciosi, infilati uno dietro l’altro, ti tolgono il fiato. Non si riposa più. Poi viene il giorno, perché viene, e quelle angosce si riducono all’essenza, la testa si sgombra, le forze ritornano. E si riparte, a lavare le reti.

In quel mentre arriva Gesù. Ha bisogno di aiuto per contenere la folla che lo stringe e per farsi ascoltare meglio. Trova proprio Simone che esce dalla notte del fallimento. Si manifesta dentro la sua storia e nella sua esigenza concreta. Colui che diventerà Pietro ha bisogno di pescare per portare a casa da mangiare per la sua famiglia e quelle dei suoi soci. E solo quel mestiere conosce.

Gesù sale sulla barca di Simone, condivide la sua esperienza. Tutta la differenza del mondo la fa la disponibilità del pescatore a una piccola, ma non scontata cortesia. E, quando la gente se n’è andata, solo a quel punto, Gesù gli chiede un di più, una cosa assolutamente illogica per chi sa di pesca, ma che in realtà è un regalo. Gesù non agisce fuori dall’ordinario di Simone, ma entra da quella porta aperta per renderlo straordinario e sovrabbondante.

Come riprendo il largo, Signore, dopo la notte del fallimento? Come riconosco, ancora, di nuovo, la mia vocazione e la tua Parola per me? “Il Regno di Dio è vicino”, ci dirà più avanti Luca: si manifesta nella vita e nelle cose di tutti i giorni. Ma l’evangelista qui sembra dire che serve sempre un “fuori schema”, affinché l’ordinario diventi straordinario.

 

Una replica a “Abbiamo faticato tutta la notte”

  1. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Abbiamo faticato tutta la notte, e non abbiamo………cosa rispondere oggi, dopo conflitti che ci hanno ridotto “tutti per terra” tutte le popolazioni del pianeta con cimiteri che oggi si va a ricordare come ammonimento a seguire vie di pace, NO, ancora gettiamo le reti nella parte sbagliata, ancora ci si dimentica che esiste un Dio della Pace, della vita, che ama tutti e desiderando la salvezza di tutti ci indica dove gettare le reti. Noi lo onoriamo si, ma non si segue come Egli ci invita a fare. Ecco, che c’è da dubitare quando ci esaltiamo o nutriamo entusiasmo di ogni bene o del grande scientificamente raggiunto, se oggi ancora istinti di prevaricazione ostano quelli della fratellanza, e si guardi al potere delle armi con tanta convinzione malgrado la storia passata. Non si può non sentirci demoralizzati, sembrare vuote tutte quelle assicurazioni “mai più la guerra” !

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