A mente fredda per non dimenticare Willy

Willy dimostra a ciascuno di noi che c'è del bene in questo mondo e che è possibile trovarlo anche nel dolore estremo e in una morte crudele. La realtà che va detta, raccontata, testimoniata è quella di un giovane che ha risposto alla morte con l'amore e questo è inequivocabile!
19 Settembre 2020

«In fin dei conti cos’hanno fatto?», «Che male c’è?» abbiamo sentito in tv e letto sui social in relazione al barbaro assassinio di Willy. Frasi che ordinariamente ci sentiamo dire come educatori, insegnanti, genitori e qualche volta le diciamo pure noi. Arrivano sempre puntuali dopo un’azione o una parola sbagliata, spesso sostenute da rabbia, grida, facce scure, musi lunghi. Le ascoltiamo dai bambini, dai ragazzi, dai giovani e, per ciascuna età, ci sono una consapevolezza e responsabilità di diverso livello. Certo ci stupiamo molto quando sono i genitori o i parenti a giustificare così i figli dopo una bravata oppure un danno di piccola o grande entità verso cose o persone.

Sdegno, indignazione, denunce pubbliche, post terribili sui social, giustizialismo, parole su parole nei talk show, ma solo per qualche giorno, in attesa di altri orrori per ricominciare di nuovo con sdegno, indignazione, denunce pubbliche, post terribili sui social, giustizialismo, però senza una progettualità vera che affronti con forza le problematiche; non è mai democratica ed è costituita per lo più solo di parole!

Invece il “male che c’è” non va nascosto o mascherato, così come non va esagerato o mistificato, ma deve essere affrontato concretamente con misura ed equilibrio, chiamato per nome e trasformato fin dove è possibile in qualcosa di positivo. Tutte volte che lo chiameremo per nome, cioè riconoscendolo come negativo, allora sarà possibile affrontarlo davvero.

Nella saga di “Harry Potter” c’è un “oscuro signore” che nessuno vuole nominare, Lord Voldemort, ma il non farlo non diminuisce il suo intervento malefico in quei luoghi della fantasia; quando il giovane mago Harry trova la forza di pronunziarlo, riesce ad affrontarlo e a vincerlo volta per volta.

Dove gli adulti hanno paura o arretrano, “i piccoli” si dimostrano grandi e con coraggio fanno la cosa giusta, come Willy per il suo amico. Così come amiamo solo ciò che conosciamo davvero, allo stesso modo possiamo affrontare il male riconoscendolo e facendolo riconoscere per quello che è.

Willy ha dato la vita per un amico, non “c’è amore più grande di questo”! Lo ha fatto in una società in cui i valori si vanno frantumando e l’egoismo prende il posto dei veri legami. Lo ha fatto contro le logiche del “tenersi cara la pelle”, del “meglio tu che io”, che riempiono le cronache e i social. Ha dimostrato, inconsapevolmente ma coraggiosamente, che l’amore vero e puro salva, quello nato e cresciuto giorno per giorno nella semplicità delle relazioni. Willy dimostra a ciascuno di noi che c’è del bene in questo mondo e che è possibile trovarlo anche nel dolore estremo e in una morte crudele.

La realtà che va detta, raccontata, testimoniata è quella di un giovane che ha risposto alla morte con l’amore e questo è inequivocabile! Si parla solo di una vita spezzata, si cercano le cause fin troppo evidenti, si scava all’eccesso nel passato, ma davanti agli occhi di tutti non possono restare i tanti pugni e calci, ma il gesto di donazione totale di chi aveva capito che l’amore non vincola ma libera.

Willy è “la foresta che cresce” e che questa volta “fa più rumore di un albero che cade”, è la foresta del bene, del bene contagioso che rende i legami unici e aperti allo stesso tempo. È un testimone credibile del fatto che quotidianamente piccoli e grandi semi di bontà gratuita vengono seminati in una terra che non sembra accoglierli; eppure ci sono, crescono, danno frutto all’improvviso e stupiscono per la bellezza, per il profumo, per il gusto.

Una replica a “A mente fredda per non dimenticare Willy”

  1. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Ma non possiamo soltanto lodare e esaltare la grandezza dell’amore sacrificale, certamente Willy non pensava che quei rappresentanti la forza erculea arrivassero a fino a farlo morire! Dubito che sia uscito di casa preparato alla eventualità di morire, Quei i mazzi di fiori, i palloncini che. Volano,,la vita sacrificata seme di bontà, non sono sensa senso quasi una accettazione che tali fatti possano accadere, e che nessuno sia intervenuto a bloccare uell’ inferire come divertimento su un proprio simile. È un domandarsi come ovviare a tanta recrudescenza di mancanza di umanità non sia , da discuterne dove si educa. Prendiamo esempio da quei ragazzi che viceversa con Greta si sono prefissi uno scopo, di curare i mali della Terra insistendo a farli vedere affinché si prendano provvedimenti.

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