Ritornando sulle chiese chiuse

Restare… Sostare… Prendere il mio tempo... O forse nulla di tutto ciò, ma solo il bisogno di fermarsi per stare con Lui
15 Novembre 2022

La mia impressione è che nella mia diocesi aprire o chiudere una chiesa sia una questione meramente amministrativa. È come si trattasse di uno sportello della pubblica amministrazione: basta mettere un cartello fuori dalla chiesa dicendo che questa domenica è chiusa dando un’altra data di apertura. Tutto qui: senza porsi il problema delle conseguenze che può avere per le persone, sia fedeli assidui o per chi vuole stare semplicemente in un luogo in silenzio. Non sapere poi che nel 2022 la religiosità passa attraverso altri canali che non siano la semplice somministrazione dei sacramenti o essere dispensatori di messe, vuol dire essere fuori dal mondo e non capire come funzionano le cose attorno a noi.

Nell’agosto scorso sono stato con un gruppo di amici in una località della Baviera in Germania. La nostra destinazione finale distava quasi 30 kilomentri, in Austria, al confine con la Germania, ma non avendo trovato un albergo più vicino, ci siamo fermati ad Altotting: località importante del turismo religioso. Questa casualità ci ha fatto scoprire il santuario mariano più famoso in tutta la Baviera. Altotting, gemellata con la città di Loreto, è un luogo molto gradevole e molto tranquillo. L’albergo è a pochi metri dai luoghi di pellegrinaggio e se ne respira tutta la sua spiritualità.

In piena notte decidiamo di uscire dall’albergo e fatti pochi passi ci inoltriamo nella Piazza della Cappella, grande, con dei bei giardini e sentierini che li solcano. Al centro della piazza, la Santa Cappella, meta di pellegrinaggio a Nostra Signora di Altotting, su un fianco la chiesa collegiata parrocchiale.

Nel complesso parrocchiale vedo una porta di vetro, illuminata all’interno, di un luogo non ben identificabile con una grata in ferro battuto che fa da apertura, sopra la vetrata.  Provo a spingere e con mio stupore riesco ad entrare in questo piccolo atrio anonimo, quasi come per dare un senso di mistero al visitatore. Passato l’atrio, vedo un’ulteriore porta e la apro. Con mia sorpresa entro in una cappelletta, in cui l’unico segno distintivo sta in una piccola colonna, con il Santissimo esposto sopra. La cappelletta è piena di fedeli in adorazione seduti sulle panche…

Pervaso da quel clima, mi si impossessa una pace interiore ed è come se mi trovassi finalmente a casa…non vorrei più andarmene. Sarà il periodo particolare che sto passando della mia vita e forse la mia predisposizione al pellegrinaggio, ma ne sentivo forte il bisogno. Restare… Sostare… Prendere il mio tempo… O forse nulla di tutto ciò, ma solo il bisogno di fermarsi per stare con Lui, sentendo che una comunità che si chiama Chiesa è insieme a te.

4 risposte a “Ritornando sulle chiese chiuse”

  1. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    E’ l’uomo colui che desidera incontrarsi con Cristo Salvatore che fa Chiesa, ovunque egli si trovi se in cappella nascosta, in luogo sperduto, o se in una Basilica;dove c’è un altare e gente che li prega, la diventa Chiesa di Dio,”dove due o tre pregano Io sono tra voi” ha detto Gesù. Se oggi il tempio e deserto, diverse le cause: l’uomo che non sente il bisogno di Dio, vive secondo una sua libertà diversa da quella suggerita dal Maestro e Signore. tanti altri idoli ha posti su altari più riflettenti suoi desideri. Può anche essere che certo clero consideri non dover lui cercare il gregge ma che questo torni all’ovile.da se?Gesu è venuto da lontano, ha fatto tanto cammino, cercare e radunare il gregge, lo ha fatto con fatica e sacrificio, per amore di salvarlo, il timore della sua debolezza e il pericolo di perderlo.Oggi viviamo tempi difficili Tante vite in pericolo. E forse piange su di noi oggi come è stato allora sulle rovine. di Gerusalemme,!

  2. Gian Piero Del Bono ha detto:

    Preti pedofili, finanziati con l’8 per mille e difesi da avvocati della Chiesa

    È questa l’imbarazzante realtà che sta emergendo dal processo per violenza sessuale su minori in corso ad Enna
    Preti pedofili, finanziati con l’8 per mille e difesi da avvocati della Chiesa
    Guarda la gallery
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    Preti pedofili, i soldi dei fedeli utilizzati per pagare gli avvocati con l’8 per mille

  3. Gian Piero Del Bono ha detto:

    Le chiese chiuse, i confessionali deserti, sono la realta’ di una chiesa ormai in completa decadenza.
    Il peccato mortale della Chiesa cattolica di oggi sone le belle parole , la retorica e l’ ipocrisia.
    Preti pedofili( in Francia vescovi e cardinali) , chiese chiuse, fondi dell’ otto per mille usati per speculazioni finanziarie. Ma tante belle parole: dialogo, inclusione.
    Ormai e’ impossibile occultare la realta’. Le belle parole e l’ ipocrisia non possono occultare la realta’ di una gerarchia ecclesiastica sempre piu’ atea ( si, atea perche’ non credono a nulla tanto meno a Nostro Signore al Giudizio Finale ) corrotta e solo avida di soldi, i fedeli sgomenti non possono che pregare Nostro Signore di liberarci da questo incubo che e’ diventata La Chiesa cattolica odierna.
    Gesu’ pensaci tu.

  4. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    ..ed è così che chiesa diventa casa di Dio, luogo di comunione in intima con Lui. E’triste, se una chiesa e’sconsacrata, dove le volte affrescate rimandano all’amore di fedeli che li hanno pregato.Succede anche che in un trekking tra i boschi improvvisamente ci si imbatta in un Gesù Cristo, scolpitoseduto somigliante come se a Cafarnao, le mani tese aperte accoglienti, accanto in un canaletto legnoso scorre l’acqua sorgivache riempie un conca ai suoi piedi e sulla pietra la scritta:” Venite a me voi tutti che avete sete…e io vi darò.. .(in lingua),la scultura lignea, pioggia, neve e grandine ha resa mimetica e viva, gli occhi espressivi sembrano vedere, il legno eroso di piedi nudi,come se avessero percorso tanta strada e Lui li fosse a riposare. più su avanti una vetusta cappella,costruita da rifugiati di una guerra, a ridosso di un enorme masso di pietra e nel silenzio rotto soltanto dal frusciare dell’aria tra i pini tutto sa di invito e desiderio di preghiera

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