San Francesco e il mare

Il poverello di Assisi, nel suo lodare, aveva ricompreso anche il mare?
5 Ottobre 2020

Sono seduta davanti al mare. Da buona genovese, quando il nostro mare ci regala giornate di fortissimo Libeccio, vengo a guardare la mareggiata. E’ un richiamo irresistibile.

Oggi è potente, violenta e forte. Ha fatto danni, sconquassato e urlato tutta la notte. Dovrei guardarla con rabbia, ma non è possibile. La bellezza ed il fascino che si respira ogni volta di fronte a questo spettacolo della natura, riesce a portar via il suo lato distruttivo, e ciò che mi smuove dentro è difficile da decifrare.

Guardare una mareggiata è contemplazione. È lode.

Immediatamente il pensiero va a San Francesco e al suo cantico. Provo a ricordare se il poverello, nel suo lodare, aveva citato anche il mare. Ricordo sora aqua, utile, humile, pretiosa e casta. Ma il mare no. San Francesco non ne fa cenno esplicito.

Mi pare impossibile che un animo così innamorato del creato non abbia pregato in riva al mare.

Eppure San Francesco aveva attraversato il Mediterraneo, lo aveva vissuto, visto, contemplato di certo: nel 1219 era salpato da Ancona per raggiungere la Terra Santa.

Ho gli occhi fissi su questi cavalloni strepitosi, grigi, bianchi, azzurri… a volte verdi. Il salino e le goccioline mi bagnano il viso e i capelli ormai sono più crespi delle creste di queste onde.

Ma San Francesco?

Torno a casa, con questo pensiero. Francesco ha pregato sul mare?

Sì, lo ha fatto.

In un luogo bellissimo del nostro paese.

In Cilento, lungo la costa c’è un bellissimo centro arroccato su uno sperone di roccia, Agropoli.

Il poverello passò di lì nel 1222, in pellegrinaggio. Provò a parlare dell’Altissimu, onnipotente, bon Signore ai paesani e pescatori del luogo, ma pare non fu accolto con grande attenzione.

Si narra allora che il Santo, salito su un piccolo scoglio, pregò guardando il mare. La storiografia  ufficiale scrive che “ivi predicando, accorse una gran moltitudine di pesci quasi ascoltarlo volessere”.

Quello scoglio che gli fece da pulpito è ancora lì. Oggi ha una nuda croce piantata nella sua roccia. Francesco profetizzò che l’acqua delle onde non avrebbe mai più superato e sommerso quello scoglio, ma solo lambito, carezzato. E così pare succeda davvero, anche durante le mareggiate più violente. Mescolare fede, storia e leggenda è facile, consentito e molto umano.

È bello se, quando succede, favorisce la preghiera ed il rispetto di ciò che in qualche modo è Sacro. Penso che Francesco oggi avrebbe benedetto e chiamato questo mio mare “messor lo frate mare”.

Una replica a “San Francesco e il mare”

  1. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Il mare non è un elemento della natura che non è facile provare quei sentimenti di chi magari lo conosce da vicino.Anche se custodisce bellezza nei suoi fondali pari a quella delle terre emerse, Quel rumore della risacca incute paura, come aspettarsi di essere assaliti. In questi giorni tutti i Paesi temono perfino la pioggia che gonfia i fiumi straripanti e le spiagge sono assalite da marosi. Come un San Francesco oggi mormorare preghiera se non per le vite umane che li riposano, per le acque non più “Sora acqua” inquinate da gas e traffici di navi trasporto petrolio(green&blue di La Stampa) e quali pesci verrebbero a riva se non a lamentare che molti di loro vengono per morire come è accaduto di certi cetacei. Papà Francesco ha pregato, ha scritto una Lettera aperta a tutto il mondo sperando di essere ascoltato anche lo ha chiesto al Suo omonimo Santo, per la Terra tutta a salvezza della umanità !!E’ mancato l’amore a mantenere la bellezza del creato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I commenti devono essere compresi tra i 60 e i 1000 caratteri. I commenti sono sottoposti a moderazione da parte della redazione che si riserva la facoltà di non pubblicare o rimuovere commenti che utilizzano un linguaggio offensivo, denigratorio o che sono assimilabili a SPAM.

Ho letto la privacy policy e accetto il trattamento dei miei dati personali (GDPR n. 679/2016)