Sono esausto, ma sono felice: è appena finita una settimana di formazione biblica che mi ha riempito di emozioni, immagini, riflessioni, impegni, suggerimenti.
Si avvicina a me una collega con cui abbiamo condiviso anche il laboratorio, che ha appena ricevuto delle informazioni, a suo parere molto negative, sui suoi crediti formativi.
È un’insegnante di religione e fa trasparire la sua delusione per la perdita di tempo e che il prossimo anno dovrà essere più attenta.
Poi se ne va e mentre mi gira le spalle, forse per crearsi un alibi, si lascia scappare che magari qualcosa le sarà pur servito.
Ho provato fastidio per quello che ha detto…
Ho desiderato tantissimo partecipare a questa “Settimana Biblica dell’Ufficio Catechistico della Diocesi di Padova”. Per me fare formazione vuol dire essere presi: prima dell’evento, durante e dopo.
Il Prima, vuol dire entrare in una dimensione in cui ti stai preparando a riprenderti il tuo tempo e a lasciare fuori le preoccupazioni preconcette della vita che alterano la tua realtà.
Il Durante, è la quiete che ti pervade nell’esserti preso del tempo per te e il condividere con altre persone questa dimensione di ricerca continua.
Adoro confrontarmi con le persone e il tempo impiegato nei corridoi e durante le soste sono importanti quanto la formazione in aula, le preghiere e le meditazioni guidate.
È nel Dopo che si sedimentano le cose e ti fai cullare dalla bellezza degli incontri che hai avuto.
È stato molto divertente vedere don Carlo, una bella mattina mettersi d’impegno a organizzare le Lodi Mattutine chiedendo il nostro parere alle varie opzioni e noi (laici) rispondere meccanicamente con SÌ di sempre.
E con altrettanta pazienza e un velo di ironia che contraddistingue don Carlo, entrare lui sempre più nello specifico in quanto non capivamo la libertà di manovra che ci aveva destinato.
A conferma che in quanto a reciprocità fra preti e laici, siamo all’anno zero e di lì non ci muoviamo.
Per quanto ci lamentiamo per i rapporti che non vanno nella Chiesa, non capiamo che innanzitutto dipende da noi (laici) e che prima dobbiamo cambiare noi per poi pensare che possano anche gli altri…
Non ci accorgiamo però che le cose stanno molto meglio di quello che crediamo:
I preti presenti, pur in esiguo numero, che stanno insieme a noi laici nella semplicità e non come una casta privilegiata e separata.
E devo dire che mi sono pure emozionato vedere i preti a concelebrare, come ultimo atto della Settimana, sentendo che eravamo veramente una comunità condivisa in tutto.
Mi accorgo di avere imparato molto di più di quanto potessi prevedere e uno spiraglio di speranza per questa Chiesa lo intravedo adesso. A quando la prossima?
Considerate così poca roba la Parola di Dio che vi basta una settimana di corso?
La Bibbia è un testo sacro che merita lettura e meditazione giornaliera
E’ così vero quello che dici che gli organizzatori e i docenti ci spronavano a una lettura assidua e continuativa della Bibbia.
Oltreché fare della formazione biblica un punto nevralgico per loro che noi partecipanti abbiamo assunto in pieno iscrivendoci ai vari corsi della facoltà teologica del triveneto e/o dell’istituto di scienze religiose, che stanno riprendendo da qui a breve…
Giorgio congratulazioni. A Padova i credenti hanno fatto tanta strada insieme (sin odos) bravi preti e laici. Prstica da estendere. Grazie
Plaudo all’iniziativa. Deo gratias.
Ottima fruttuosa e speranzosa riflessione. Duc in album
Mons. Saverio Taffari