Le domande dei dubbiosi

Fino a che livello di profondità il dubbio è accolto e 'supportato' nella Chiesa?
18 Aprile 2020

In un tempo di crisi e frammentazione, difficile da analizzare e per ora impossibile da sintetizzare, la lectio personale delle scritture domenicali fa risuonare in noi più domande che risposte. Pensiamo perciò sia utile proporvi, con le parole del poeta Rilke, di sostare un attimo in compagnia di queste domande soltanto: «vorrei pregarla di avere pazienza verso tutto ciò che è irrisolto nel suo cuore, e di sforzarsi di provare amore per le domande in sé, come se fossero delle stanze chiuse a chiave, o dei libri scritti in una lingua straniera. Non si affanni, dunque, per ottenere risposte che ancora non possono esserle date, perché non sarebbe in grado di viverle. Ciò che conta è vivere ogni cosa. Viva le Sue domande, adesso. Forse così, un giorno lontano – a poco a poco, senza accorgersene – vivrà già dentro la risposta» (Lettera a un giovane poeta, IV).

 

1^ LETTURA – [Quelli che erano stati battezzati] erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati (At 2,42-47).

GILBERTO: «Cosa possiamo dire noi che diciamo di essere “risorti” a chi muore soffrendo perché non ha aria ed è ‘solo come un cane’?».

SERGIO: «Riusciamo come cristiani a godere ancora del favore di ‘tutto’ il popolo? Ci ricordiamo che il venire meno di questo favore potrebbe dipendere da una minor perseveranza nell’apprendimento, nella comunione, nella condivisione semplice dei bisogni, nonostante la costanza dello spezzare il pane e della preghiera?».

 

SALMODica Israele: / «Il suo amore è per sempre». / Dica la casa di Aronne: / «Il suo amore è per sempre». / Dicano quelli che temono il Signore: / «Il suo amore è per sempre». / Mi avevano spinto con forza per farmi cadere, / ma il Signore è stato il mio aiuto. / Mia forza e mio canto è il Signore, / egli è stato la mia salvezza. / Grida di giubilo e di vittoria / nelle tende dei giusti: / la destra del Signore ha fatto prodezze. / La pietra scartata dai costruttori / è divenuta la pietra d’angolo. / Questo è stato fatto dal Signore: / una meraviglia ai nostri occhi. / Questo è il giorno che ha fatto il Signore: / rallegriamoci in esso ed esultiamo! (117).

SERGIO: «Crediamo veramente, abbiamo sperimentato che la pietra scartata dal costruttore sia stata ingiustamente fatta cadere e che invece possa diventare, grazie a Dio, una pietra angolare? Pensiamo mai che chi non riesce ad esprimere la meraviglia dell’amore di Dio potrebbe non aver mi fatto esperienza di qualcosa per cui dovrebbe rallegrarsi ed esultare con Dio?».

GILBERTO: «”Il suo amore è per sempre” significa anche che siamo autorizzati a ‘snobbare’ gli sforzi umani di risolvere un dramma, tanto poi Dio ci ama?».

 

2^ LETTURASia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per un’eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce. Essa è conservata nei cieli per voi, che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, in vista della salvezza che sta per essere rivelata nell’ultimo tempo. Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per un po’ di tempo, afflitti da varie prove, affinché la vostra fede, messa alla prova, molto più preziosa dell’oro – destinato a perire e tuttavia purificato con fuoco –, torni a vostra lode, gloria e onore quando Gesù Cristo si manifesterà. Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre raggiungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime (1Pt 1,3-9).

GILBERTO: «La pienezza della nostra felicità è ‘guardata’ con attenzione da Dio nei cieli che, con la medesima attenzione del cuore, ci guarda amorevolmente: sappiamo attendere quel momento con il medesimo sguardo amorevole verso Dio?».

SERGIO: «Abbiamo vissuto un’esperienza di rigenerazione per la quale essere gioiosi e benedire Dio? Un’esperienza di misericordia ricevuta che ci custodisce nel momento della prova e delle afflizioni?».

 

VANGELOLa sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome (Gv 20,19-31).

SERGIO: «Lasciamo entrare Gesù nelle nostre timorose chiusure per pacificarci e renderci capaci di perdonare? Ci ricordiamo che tra Tommaso e gli altri non vi è alcuna differenza perché entrambi hanno avuto bisogno di  ‘vedere’ per credere?».

GILBERTO: «Possiamo ‘combattere’ con Dio e continuare a porgergli le domande serie che la vita ci apre, anche se crediamo di essere ‘risorti’?».

 

Una replica a “Le domande dei dubbiosi”

  1. Francesca Vittoria Vicentini ha detto:

    Si, siamo storditi, confusi, impossibilitati a vedere come saremo nei giorni a venire, perché il presente è molto confuso, Alla festa e memoria di un Cristo morto e Risorto, si sovrappone la tristezza,per un virus che vagante e silente ha colto le sue vittime in modo improvviso, là dove sembravano luoghi sicuri, protettie, invece ha colpito gli stessi medici e personale alle cui cure erano affidate. Ciò che sgomenta però è che si pensi basti il voltare pagina e farlo al più presto perché più che trarre lezione dal dolore che in molti ci fa sentire coinvolti, pressante diventa il riprendere l’attività, le sorti dell’economia sono obiettivo primo , il mercato fermo il posto di lavoro da inventarsi, tutto naturale .Ma nel dopo di oggi, scoraggia constatare che sembra Dio resti ininfluente a suggerire volontà di cambiamento, nuovi progetti di vita.

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