Papa Ratzinger e i suoi cattivi servitori

A commento di un articolo di Andrea Cionci che torna sulle dimissioni di Benedetto XVI
23 Agosto 2021

20 agosto. Periodo di ferie, di riposo, di sport, di viaggi, di convivialità e, speriamo, di buone letture.
Ad esempio, uno apre il suo giornale – quello che ha scelto e di cui si fida e che in vacanza ha il lusso di poter leggere con particolare attenzione – e l’occhio è attratto da un titolo intrigante: Il mistero della parola latina nelle dimissioni di Ratzinger.

La parola “mistero” è una specie di strumento di lavoro, per il buon giornalista di oggi: eccovi finalmente svelato, grazie alle nostre accurate indagini, “cosa c’è sotto” la questione di cui tutti parlano (o dovrebbero parlare, come ora vi dimostrerò).
Segue esplicitazione della sostanza del mistero: una misteriosa, appunto, “parola latina”. E siamo già, come minimo, dalle parti di Dan Brown e dei suoi romanzi para-religioso-misterico-complottisti.
Infine (infine) il fatto che si intende commentare e su cui finalmente apprenderemo qualcosa di nuovo, qualcosa che ci è stato colpevolmente nascosto: “le dimissioni di Ratzinger”.

Sembra evidente che l’autore – pur mantenendo il professionale distacco da ogni personale considerazione, ed esimendosi dal lanciare accuse infondate a chicchessia – intenda rivolgersi alla parte del pubblico che ha dubbi (che oggi in tutti i campi si vivono rigorosamente come “convinzioni”) a proposito dell’operato del papa “regnante”, Francesco, e di cosa ne pensi a proposito il “papa emerito”…
Ammettendo che si voglia rinnovare la lettura di quell’avvenimento (le dimissioni del secolo) e portare finalmente luce… ci tocca tuttavia segnalare che il servizio alla verità, qui, è davvero pessimo. Ma soprattutto il servizio a papa Ratzinger.

L’articolo, infatti, si basa tutto sull’interpretazione della famosa “parola latina” messa lì a bella posta da Ratzinger (non proprio un ignorante) nel discorso più importante della sua vita.
Basta, a quanto pare, leggere il sottotitolo: “Nell’annunciare l’abbandono del Soglio, Benedetto usò il verbo ‘vacet’: tradotto con ‘sede vacante’, si può recepire come ‘la sede resti libera’. E il senso cambia”.

Chi ha colpevolmente tradotto “sede vacante”? Evidentemente un nemico del papa dimissionario, visto che nell’articolo si argomenta – con tanto di citazione di autorevoli latinisti e dottori in Diritto Canonico – che a partire da quella traduzione sarebbero venuti e verrebbero alla Chiesa enormi danni: l’illecita, o quantomeno ambigua, elezione di un nuovo papa e la sostanziale invalidità dei suoi provvedimenti più importanti (a cominciare dalla creazione di cardinali – futuri elettori – che tali non dovrebbero essere…).

E via delirando.

Ora. Chi pensasse – ed evidentemente Cionci lo pensa – che Ratzinger sia stato manipolato, usurpato, privato delle sue prerogative… non trova in questo articolo argomenti sensati a sostegno di questa ipotesi o accusa.
Piuttosto Cionci afferma, o lascia intendere, di fatto:

– che papa Benedetto XVI non aveva alcuna intenzione di lasciare il posto a un altro pontefice, ma, forse, chiedeva ai cardinali (chi? come?) di assicurare una specie di “governo provvisorio” fino alla sua morte;

– che nel manifestare questa sua sovrana volontà, Benedetto XVI non si sarebbe spiegato bene, usando un termine che si può tradurre nelle lingue moderne in due modi ben diversi;

– che una volta constatata la traduzione “inesatta” e “pericolosa”… non avrebbe fatto nulla per chiarire la sua volontà, lasciando che le cose andassero come volevano i suoi “nemici” e quindi accettando di assistere impotente alla confusione e alla rovina della Chiesa che ha sempre amato con tutto se stesso;

– che cardinali, vescovi, teologi, laici informati e impegnati, attenti osservatori dello storico evento delle dimissioni di un papa e sinceramente preoccupati di una deriva per loro dannosa… abbiano taciuto a loro volta, rendendosi a loro volta colpevoli di omissione di fronte a una Chiesa che stava prendendo una via sbagliata…

E via delirando.

Si noti il parallelismo con i “ragionamenti” dei no-vax: un sospetto qui, una mezza verità che sa di scientifico là… e papa Francesco e la sua banda sono dei criminali che si sono impossessati della sede che “doveva essere lasciata libera” (qualunque cosa significhi).
Eccoci quindi di fronte a un esempio di pessimo giornalismo: questa non è né informazione, né espressione di un’opinione. È sensazionalismo manipolatorio.

Chiediamo scusa, a nome dell’autore, a papa Benedetto XVI: essere preso e presentato come uno sprovveduto è il peggio che gli potesse capitare dopo una vita spesa al servizio della ricerca della verità e dell’unità della Chiesa.

 

3 risposte a “Papa Ratzinger e i suoi cattivi servitori”

  1. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    La Storia della Chiesa continua, al di là delle parole sono i fatti a contare, sempre poi che si abbia ferma fiducia che lo Spirito Santo sia presente e ispiratore di cura divina per la sua Chiesa. Sua Santità per amore suo ha preso una decisione dura per se stesso e libera far seguito alla libertà dei Confratelli. Gli avvenimenti che si sono succeduti sono quelli che stiamo vivendo, quasi quotidiani drammi sociali e non solo; un Covid che tocca tutti e fa emergere che non si tratta soltanto di malattia fisica ma emerge sopratutto quella spirituale un degenerare che sembra più verso un far morire, ripiegar si all’ineluttabile, accettando rassegnati gli eventi anziché lottare per riacquistare consapevolezza verso valori che la Divinità aveva raccomandato essere i soli luce e vita per l’Uomo, creato a essere nato per vivere a vita nuova. La Chiesa lampada dei suoi passi ancora c’è per il fedele e anche un Papà dimissionario ha creduto interpretare lo Spirito che la conduce

  2. ERNESTO gambacorta ha detto:

    grazie ! finalmente qualcuno che sa rispondere in maniera adeguata e precisa , il parallelo con i no-vax è preciso , aggiungerei a questo una vicinanza politica o meglio militanza con la peggiore destra italiana ed europea .

  3. Gian Piero Del Bono ha detto:

    Consiglio al prossimo papa che dara le dimissioni di darle in sanscrito o in un antico dialetto caucasico , cosi’ nessuno capira’cosa cavolo ci sta scritto.Del resto gia’sul latino la maggioranza di prelati e cardinali ci capisce poco .

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