L’emozione non ha voce… ma è la verità!

La battaglia non è tra scienza razionale e fedi irrazionali, ma tra emozioni preventive, date dall’immaginazione e emozioni reali, date dall’esperienza
17 Febbraio 2022

I fatti. Un bimbo di meno di due anni deve, purtroppo, sottoporsi ad una nuova operazione cardiaca, non urgente, ma necessaria. I genitori, come già qualche mese fa, quando era stata già prevista l’operazione, poi rimandata, chiedono ai medici di utilizzare, per l’operazione, trasfusioni di sangue da persone non vaccinate. La struttura sanitaria dice che non è autorizzata a farlo. I genitori denunciano la struttura, ma il tribunale dà ragione all’ospedale. A questo punto, la procura dei minori sospende momentaneamente la potestà genitoriale di padre e madre.

Le motivazioni. La prima fornita dai genitori è che i vaccini sarebbero ottenuti da embrioni umani abortiti volontariamente. L’avvocato della famiglia ha poi dichiarato che i genitori non vogliono far correre rischi al figlio, perché nei vaccini possono restare presenti frammenti di una proteina che, a loro dire, non garantisce zero effetti cardiaci problematici. Perciò motivazioni emotive: l’orrore percepito, trasformato in scelta etica e la paura preventiva, posti a fondamento della scelta.

A rovescio. Il leader no vax di “Norimberga 2”, gruppo veneto che avrebbe voluto creare un tribunale per punire i responsabili del complotto vaccinale, si è preso il covid. Dopo alcune settimane di inferno in rianimazione dice: “Ho passato tutto quello che dovevo passare. Vaccinatevi tutti, io lo farò. A volte bisogna passare per una porta stretta per capire le cose come sono”. Lo stesso per una docente trevigiana, famosa per essere una convinta no vax e no mask. Ammalata di covid, ha vissuto con la paura di morire per due settimane e ora dice: “Farò il vaccino”. Ancora. Un cinquantenne di Marsala, no vax convinto, ricoverato per covid, ha ammesso che “l’esperienza diretta conta più delle informazioni che ci arrivano da internet”. Poi un medico, segretario nazionale della Fisi, che dai palchi “no vax” incitava contro la dittatura sanitaria. Una volta fatta l’esperienza del calvario in rianimazione dice: “non penserei mai più che le bare di Bergamo erano tutte vuote”. E si potrebbe continuare.

Mi colpisce il denominatore comune di queste storie. A farla da padrone non sono le riflessioni razionali o il riconoscimento dei dati scientifici. Sia per i genitori non vax, sia per i no vax pentiti, a decidere le scelte sono le emozioni. Una emozione che, a volte non ha voce, ma viene ritenuta la verità. I genitori no vax sono guidati dall’orrore dei feti morti e dalla paura degli effetti dannosi sul figlio; i no vax pentiti dal dolore e dalla paura sperimentate sulla propria pelle.

Allora dobbiamo ammetterlo. Qui la battaglia non è tra scienza razionale e fedi irrazionali, ma tra emozioni preventive, date dall’immaginazione e emozioni reali, date dall’esperienza. Ma mentre le prime si diffondono molto facilmente in una cultura dove le emozioni la fanno da padrone, come già alla fine dell’800 G. Le Bon e S. Sighele ci avevano ben dimostrato, le seconde invece si diffondono solo capillarmente e con fatica perché necessitano che ogni singola persona tocchi direttamente il problema.

Sembra perciò tempo sprecato, quello dei tentativi di portare dati scientifici, tradurli in grafici e fare ragionamenti consequenziali a partire da essi. Purtroppo si potrebbe usare una espressione biblica molto eloquente, per connotare questa condizione attuale, in cui tutti versiamo: popolo di dura cervice! Dopo due secoli in cui si è creduto che la ragione fosse in grado di “gestire e controllare” le emozioni, con l’aiuto delle norme sociali, nel post ideologismo, il tramonto di una ragione capace di raggiungere la realtà e la radicale riduzione delle regole sociali, percorsa da tutte le impostazioni politiche, hanno lasciato la persona in balia delle proprie emozioni.

Chi si è mai preoccupato di educare emotivamente le persone? Ancora oggi continuiamo a dire che qualsiasi equilibrio emotivo interno, delle persone, deve essere socialmente accettabile, ma senza per nulla mettere in campo investimenti e scelte politiche che favoriscano un equilibrio emozionale in direzione dell’armonia e della serenità. Anzi, sempre più, si lascia spazio allo strapotere del mercato globale, che nel mondo delle emozioni personali fa tutto quello che vuole, per farci vendere e comprare ogni cosa.

Il dogma del libero mercato impedisce che le legislazioni possano limitare massicciamente il comportamento del singolo, perché ciò “rallenta” il flusso commerciale. Un recupero della ragione oggettiva, come base organizzativa dei comportamenti individuali, sembra assolutamente impensabile. Ecco perché la stessa dinamica individuale, quella emotiva, può generare scelte antitetiche, come no vax o anti no vax.

Perciò, forse, possiamo cominciare a pensare che gli equilibri interiori delle singole persone siano un problema sociale? E che quindi debbano entrare nel cono di attenzione anche delle scelte politiche ed educative? E che, forse, anche l’educazione media dei nostri ambienti cattolici abbia una certa responsabilità su questo? Temo che se non si rinforza da dentro la capacità della persona di percepire dove sta la propria armonia, in rapporto alla realtà che si ha davanti, e che la serenità vale di più dell’intensità emotiva, non ne usciremo, se non attraverso ripetute esperienze dolorose, che si diffonderanno sempre più a livello sociale. La storia di Israele insegna.

8 risposte a “L’emozione non ha voce… ma è la verità!”

  1. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Interessanti tutti i pareri e le buone ragioni espresse da liberi pensatori però come madre così mi esprimo. Un genitore ha un figlio malato, deve essere operato, ma pone un veto al medico, di non usare un sangue, un dato siero, un medicinale di nuova formula. Intanto il malato ha urgenza di intervento a salvarlo da morte certa. Cosa conta di più, i principi avanzati o la vita di una persona? Si direbbe che se i primi han ragioni a giustifica, ciononostante a causa di questi si introduce ad altri semplici l’idea a un pervicace resistere in tali convincimenti e per questo a morire. E’ accaduto, addirittura per nuclei famigliari. Per amore di mio figlio io, da semplice comune persona scelgo la sicurezza che la medicina mi promette, la vita oggi di mio figlio. Tutte le idee possono avere fondamento ma una vita che muore muore anche alle idee e ai principi invocati, che interroga coscienza e responsabilità.

  2. Elisabetta Iafrate ha detto:

    Sono una nutrizionista,biologa, con formazione scientifica.
    Ormai però ho capito che se voglio aiutare le persone a perdere/prendere peso devo aiutarle a riconoscere e gestire le emozioni nei confronti del cibo. Educare alle emozioni è altrettanto importante dell’educazione nutrizionale.

  3. BUTTIGLIONE PIETRO ha detto:

    @ sig.del Bono
    Così difficile capire qs due punti:
    1) quando ci si RIFIUTA di prendere solo in c o n s i d e r a z i o n e fonti che ti contraddicono, fonti ben autorevoli, fonti ben più diffuse e condivise delle sue ( visto il flop a Roma?).. vosa si sta seguendo? Mente o pancia? Quella pancia ben riconoscibile quando x esistere devi fare gruppo, come attestano oggi le bande di teen..
    2) la libera scelta in un mondo che è RELATIVO ( in quanto limitato!) DEVE per forza soppesare il male/bene . In qualunque scelta. Valutando quello maggiore/minore.
    E i 150.000 ( CENTOCINQUANTAMILA !) Morti attestano quale è il male minore.

  4. gilberto borghi ha detto:

    Orrore e paura, dolore e timore non sono emozioni?
    E se volessi seguirla dovrei dirle: fuori le prove! Siccome lei dice che eistono, le esibisca. Solo cosi si può verificare se sono secondo la razionalità scientifica…

  5. Gian Piero Del Bono ha detto:

    Sui nuovi vaccini a rMNA, e la liberta’ di vaccinarsi o no, non si puo’ tirare in ballo le emozioni, come se i no-vax fossero ” in balia delle emozioni” Questa e’ la narrativa ufficiale che fa comodo a alcuni .Non si tratta di emozioni, ma proprio di specifiche e razionali critiche a tali vaccini sperimentali, in buona parte documentate . L’insegnamento della Dottrina della Fede e’ che la vaccinazione “non è, un obbligo morale e che, pertanto, deve essere volontaria”. Inoltre lo stesso documento dice che ove possibile si dovrebbe ricorrere a vaccini etici, cioe’ non ottenuti da cellule di feti abortito e spingere le case produttrici di vaccini a non usare queste tecniche .
    Discriminare tutti quei cattolici che non vogliono vaccinarsi con vaccini non etici e bollandoli come emotivi , non e’ fare un buon favore alla ragione ,ma solo a BigPharma.

    • Gian Piero Del Bono ha detto:

      Consiglio di leggere il libro del prof. Fulvio Di Biasi , giurista e filosofo, che “Vaccino come atto di amore? ” ripercorre i fondamenti dell’analisi dell’atto morale per riscoprire che cosa significa fare il bene o fare il male sia nella tradizione cristiana che in quella del pensiero occidentale, anche giuridico. La scelta etica presuppone la conoscenza adeguata di tutti i fattori rilevanti dell’agire. Il libro si concentra sulla definizione di “vaccino anti Covid” come possibile oggetto di scelta (individuale o collettiva) e sui motivi che possono generare su di esso dubbi e incertezze

      • gilberto borghi ha detto:

        A livello filosofico si può dire tutto e il suo contrario. Lei parla di “razionali critiche documentate”. A casa mia questo significa prove scientifiche. Non ragionamenti di etica filosofica.

  6. BUTTIGLIONE PIETRO ha detto:

    Mission impossible?
    Ho in famiglia un caso no_vax. Più che giustificato fa probls di immunità.. ma che cancella-rifiuta ogni fonte di info diversa.
    Osservo che siamo passati da una tradizione in cui ogni credenza era mediata dall’habitat quasi sempre stanziale, alla facilità estrema con cui, su FB o su tim_tok puoi sposare un gruppo che sostiene e pratica le cose più strane, anche il suicidio. In mezzo manca l’educazione al discernimento.
    Che cmq nn basterebbe a eliminare l’individualismo, assolutamente inamovibile, ma soprattutto le pulsioni generate proprio dal senso di ESCLUSIONE, dalla totale mancanza di RIFERIMENTI, dalla liquidità, dalle PAURE.
    MISSION IMPOSSIBLLE.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I commenti devono essere compresi tra i 60 e i 1000 caratteri. I commenti sono sottoposti a moderazione da parte della redazione che si riserva la facoltà di non pubblicare o rimuovere commenti che utilizzano un linguaggio offensivo, denigratorio o che sono assimilabili a SPAM.

Ho letto la privacy policy e accetto il trattamento dei miei dati personali (GDPR n. 679/2016)