Lasciamo fare

Nella Domenica del Battesimo del Signore ci accompagna un pensiero di Cromazio di Aquileia.
10 Gennaio 2026

Oh, che grande mistero in questo Battesimo celeste! Il Padre si fa sentire dal cielo, il Figlio appare sulla terra, lo Spirito Santo si manifesta sotto forma di colomba: non si può parlare infatti di vero Battesimo, né di vera remissione dei peccati dove non sia la verità della Trinità, né si può concedere la remissione dei peccati ove non si creda alla Trinità perfetta. L’unico e vero Battesimo è quello della Chiesa, che è dato una sola volta: in esso veniamo immersi un’unica volta e ne usciamo puri e rinnovati; puri perché ci liberiamo dalla sozzura dei peccati, rinnovati perché risorgiamo a nuova vita, dopo aver deposto la decrepitezza del peccato. Questo lavacro del Battesimo rende l’uomo più bianco della neve, non nella pelle del suo corpo, ma nello splendore del suo spirito e nel candore della sua anima. I cieli pertanto si aprirono al Battesimo del Signore, per mostrare che il lavacro della rigenerazione spalanca ai credenti il regno dei cieli, secondo quella sentenza del Signore: Nessuno, se non rinasce dall’acqua e dallo Spirito Santo, può entrare nel regno dei cieli. Vi entra dunque chi rinasce e chi non trascura di custodire la grazia del proprio Battesimo; e così, per contro, non Vi entra chi non sia rinato. (Cromazio di Aquileia, Discorso 34, 1-3)

La festa è una dimensione della nostra vita e lo sarà ancor di più in Paradiso. Si celebrano tanti anniversari, ma pochi si ricordano di festeggiare il giorno del proprio Battesimo, pochi sanno in quale giorno sono stati battezzati. Sarebbe bello rinnovare in noi la memoria di un momento così importante per la nostra vita, sarebbe utile renderlo significativo nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità.

Tratto da “Avvento e Natale con i Padri della Chiesa”, Libreria Editrice Vaticana, 2009

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