Le parole del giubileo – 30 – speranza

Abbiamo bisogno di speranza. E allora, chi ha fede, può trovarne una sorgente forte e potente.
9 Agosto 2025

La speranza

Questo giubileo è intitolato alla speranza, Forse perché viviamo in una percezione diffusa di timore e paura a guardare al futuro, di cui i giovani sono le sentinelle più sensibili, nella loro ritrosia, nel loro spaesamento, nella loro confusione. Il mondo ci sembra in fiamme davvero, e l’impressione è che lo lasceremo a loro peggio di come lo abbiamo trovato quando siamo arrivati. Perciò abbiamo bisogno di speranza.

E allora, chi ha fede, può trovarne una sorgente forte e potente che già la bibbia ci segnala. “La speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato” (Rm 5,5). La nostra speranza non è campata per aria in modo illusorio, ma è ancorata fortemente all’amore di Dio che ci ha riempito il cuore. Se lo lasciamo lavorare la speranza sarà uno dei primi frutti che sentiremo, venendoci a ricordare che il mondo non è sfuggito alla mani di Dio, che Lui continua ad essere il Signore della storia.

Perciò possiamo osare di pensare l’impossibile, perché l’amore ci suggerisce da dentro, a ciascuno di noi: “Io do a te la vita eterna, e non perirai mai, e nessuno ti rapirà dalla mia mano” (Cfr.: Gv 10,28). La morte sarà solo un dormire momentaneo, perché come “Cristo è risuscitato dai morti, primizia di quelli che dormono” (1 Cor 15,20), anche noi risorgeremo, dove “Dio asciugherà ogni lacrima dagli occhi, e non ci sarà più la morte, né lutto, né pianto, né dolore” (Ap 21,4).

Ma la speranza non ha come mira solo l’aldilà. Già qui, se lasciamo lavorare quell’amore che ci abita può agire come “un’ancora dell’anima, sicura e ferma” (Eb 6,19) che ci permettere di non arretrare, di non cedere e di aspettare “la speranza della giustizia” (Gal 5,5), e di essere quelli che “acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano” (Is 40,31), fino a correre “con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù” (Eb 12,1).

Ecco, questo è il punto: la speranza chiede di tenere fisso lo sguardo su di lui, non sul mondo e su come va, non sui presunti o veri peccatori, non sui fratelli di fede accusati di essere anticristi. Come questa gemma poetica ci ricorda, che, mentre parla alla nostra “bambina/o” interiore, ci fa vibrare il cuore:

Bambina mia,

Per te avrei dato tutti i giardini
del mio regno.

Ma tu non credere a chi dipinge l’umano
come una bestia zoppa e questo mondo
come una palla alla fine.

Non credere a chi tinge tutto di buio pesto e
di sangue. Lo fa perché è facile farlo.
Noi siamo solo confusi, credi.

Ma sentiamo. Sentiamo ancora. Sentiamo ancora.
Siamo ancora capaci di amare qualcosa.
Ancora proviamo pietà.

C’è splendore in ogni cosa. Io l’ho visto.
Io ora lo vedo di più. C’è splendore. Non avere paura.

L’amore è il tuo destino.
Sempre. Nient’altro. Nient’altro. Nient’altro.

Grazie a Mariangela Gualtieri! (“Bambina mia”, tratta dalla raccolta Quando non morivo – Einaudi, 2019)

Una risposta a “Le parole del giubileo – 30 – speranza”

  1. Alberto Ghiro ha detto:

    Penso che tra credere e sperare il primo abbia più a che fare con la fede mentre il secondo abbia più a che fare con la vita umana e che confondere questa distinzione sia contraddittorio (ad es. l’espressione ‘credere nella scienza’ oppure ‘sperare nella vita eterna’) e demotivante per l”individuo o la comunità perché su credere e sperare si fonda e si rafforza la volontà. Pur essendo la speranza più legata all’uomo, penso che tuttavia quella cristiana abbia la particolarità di rivolgersi al prossimo e non a se stessi: la speranza è nel prossimo che può essere salvato o da cui possiamo essere salvati e Cristo fa parte di questa salvezza. La salvezza non si può realizzare se non tramite il prossimo (chi vuole salvare la propria vita la perderà…) e questa aleatorietà chiama in causa la speranza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I commenti devono essere compresi tra i 60 e i 1000 caratteri. I commenti sono sottoposti a moderazione da parte della redazione che si riserva la facoltà di non pubblicare o rimuovere commenti che utilizzano un linguaggio offensivo, denigratorio o che sono assimilabili a SPAM.

Ho letto la privacy policy e accetto il trattamento dei miei dati personali (GDPR n. 679/2016)