Le favolose avventure di Sinodino – capitolo III

Fantacronaca dell'ennesimo imprevedibile blitz del piccolo disturbatore seriale che destabilizza il placido svolgimento del Sinodo sulla Sinodalità e delle infastidite repliche dei baluardi del potere clericale
27 Aprile 2022

Nella sala convegni dell’università pontificia è in corso il pensoso convegno su sinodi e sinodalità.

Il prof. Angusto Clericali – (con voce stentorea) …E quindi, esimi colleghi, come ho dimostrato con questo mio poderoso excursus storico di soli un’ora e cinquantasette minuti – corredato da citazioni in aramaico, ebraico e greco antico – la sinodalità è strutturalmente connaturata all’ecclesia! Direi anzi che non c’è sinodo senza ecclesia, non c’è ecclesia senza sinodo e non ci sono né ecclesia, né sinodo se non ci sono il sinodo e la ecclesia!

Applausi tiepidi della sparuta platea. Un diacono tira su con il naso.

Don Geremia Sbadigli, moderatore della sessione – (clamorosamente assopitosi) Rooooonfff…

Suor Margherita, assistente del Rettore – (lo scuote delicatamente per ridestarlo e poi sussurra) Padre, padre, ha finito! Tocca a lei!

Don Geremia Sbadigli – (risvegliandosi improvvisamente e stiracchiandosi) Eeeeeeh… Ringrazio il prof. Clericali per la sua brillante dissertazione, che ci ha …(tossisce) …permesso di ricostruire… le radici antiche della sinodalità ecclesiale e ci ha così confermato nel nostro impegno presente nel rilanciare tale modello così urgente e attuale per le nostre chiese locali… che sono… (si schiarisce la voce) sempre bisognose di rinnovarsi pur nella fedeltà alla tradizione… (si aggiusta gli occhiali e si sistema i pochi capelli sul cranio)… E ora dò volontieri la parola alla gentile professoressa Barbosi, illustre ecclesiologa del nostro Ateno che approfondirà il tema… (consulta frettolosamente la brochure del convegno)… Eeeeh, insomma… ve lo dirà lei… Nevvero?

La professoressa Ildegarda Barbosi – che nel frattempo si era assopita – viene svegliata delicatamente da un collega e si trascina barcollando allo scranno dei relatori.

La prof. Barbosi – (celando a stento un ampio sbadiglio) …Buongio… Buonpomeri… Buonasera a tutti… Ringrazio il nostro Rettore mons. Soporiferi per il gentile invito e mi accingo a leggervi con voce monotona i trentadue fogli della mia agile relazione, intitolata, come da accordi… (occhiataccia a don Geremia): “I rischi metodologici del Sinodo: come evitare vacui formalismi ed eccessivi intellettualismi e vivere felici e contenti”…

Don Geremia ha un nuovo mancamento e si accascia sulla cattedra, sostenuto da suor Margherita. In platea, in prima fila, il rettore, mons. Clodoveo Soporiferi, si aggiusta il plaid sulle ginocchia e socchiude gli occhi accucciandosi nella sua poltroncina. Accanto a lui, russa con eleganza il professor Angusto Clericali, stremato dopo la sua impegnativa relazione. Un bidello sistema strategicamente a metà sala un cartonato di seminaristi che seguono con attenzione.

La prof. Barbosi – (inforcando gli occhiali da lettura) Consentitemi innanzitutto di apporre una doverosa premessa biblica alla mia dissertazione, cui seguiranno un’ampia introduzione epistemologica e un inevitabile inquadramento storico-filologico…

Un vescovo in terza fila ha un repentino attacco di narcolessia, mentre una religiosa in fondo alla sala sviene ed è subito portata in infermeria e sostituita da una suora sveglia e attenta che prende addirittura appunti.

La prof. Barbosi – (beve un sorso d’acqua e poi riprende con mortifero recto tono) Permettetemi di aprire con un’ampia citazione in lingua originale dal Der Jesusweg: Meditationen zum lukanischen ‘Reisebericht’ di Rudolf Schnackenburg…

Un prete in quarta fila (che non sa il tedesco) – Eeeeh?

Una suora di Francoforte in sesta fila – Sssssh! Halt die klappe, ignorant!

Don Geremia, moderatore della sessione – Vada avanti professoressa, vada avanti…

La prof. Barbosi – Dankeschen, don Geremia …

Sinodino – (ad alta voce dal fondo della sala) Scusate! Posso interrompere?

La prof. Barbosi – (incurante dell’interruzione comincia a declamare in tedesco)

Sinodino – (alzando ulteriormente la voce per farsi sentire) Ehiiiiiiiii!!!! Sono quaggiù, mi sentite?

I pochi presenti in sala ancora svegli si voltano stancamente verso il disturbatore.

Mons. Soporiferi – (si alza in piedi barcollando mentre il plaid gli scivola a terra ed  è subito raccolto da suor Margherita) Chi eeeeeèèè? Silenzioooo per favore!

Sinodino – Sono io! Sono qui! (saltella sul posto alzando le braccia per farsi notare)

Mons. Soporiferi – (si guarda attorno confuso) Dov’eeeè?

Suor Margherita gli indica il bambino che si sbraccia in fondo alla sala.

La prof. Barbosi – (alzando gli occhi dal suo incartamento) Cosa accade?

Don Geremia, moderatore della sessione – Scusi professoressa, ma c’è un bambino che strilla là in fondo…

Intanto anche altri presenti in sala cominciano a ridestarsi lentamente dai loro sonnellini.

Sinodino – Io però non sono un bambino qualunque: sono Sinodino!

Mons. Soporoferi – Sinodino???

Sinodino – Esatto! E voglio partecipare al Sinodo per una Chiesa sinodale!

Don Geremia – Ma sta scherzando?

Sinodino – Niente affatto… Il Sinodo è aperto a tutti i battezzati!

Mons. Soporiferi – Sì, ma c’è modo e modo, ragazzo mio…. Lei non credo sia laureato in teologia, quindi…

Sinodino – Quindi, cosa?

Don Geremia – Il Magnifico Rettore allude al fatto che qui ci troviamo in un contesto accademico e che quindi forse non è la sede più adatta per il contributo di un giovane laico….

La prof. Barbosi – Scusate, io dovrei continuare… Sono appena a pagina tre…

Sinodino – Ma io vorrei dire la mia? Chi mi ascolta?

Mons. Soporiferi – Ogni cosa a suo tempo, giovanotto… Lei non può interrompere così un’assise scientifica di prestigio. Non ne ha i titoli!

Sinodino – Ma sono battezzato! Non basta?

Don Geremia – Basterà per partecipare a un incontro parrocchiale… Ma questo, come vede, è un incontro tra specialisti…

Sinodino – Infatti non capivo un gran che…

Mons. Soporiferi – Lo vede?

Un prete in quarta fila – Veramente neanch’io capivo molto…

Una suorina in fondo alla sala – Neanch’io!

Un cardinale in seconda fila – Lo confesso, anch’io…

Don Geremia – (con agitazione, voltandosi verso il cardinale) Ma come? Eminenza….

La prof. Barbosi – Ma mica è colpa mia… Io avevo appena iniziato! Forse era troppo lungo l’intervento del prof. Clericali…

Il prof. Clericali – (ridestandosi di soprassalto) Eccomi, sono qui! Tocca di nuovo a me?

Mons. Soporiferi – Stia giù professore…

Don Geremia – Ma insomma, è possibile ricominciare?

La prof. Barbosi – Se il disturbatore lo consente…

Il cardinale in seconda fila – E chi sarebbe il disturbatore? Io?

Don Geremia – Ma nooooo, Eminenza… Cosa dice??? (Occhiataccia alla prof. Barbosi) Si alludeva a quel ragazzino che strilla in fondo alla sala…

Suor Margherita –  Non c’è più, è scappato via…

Mons. Soporiferi – Chi?

La prof. Barbosi – Se ne è andato? Posso riprendere?

Suor Margherita – (brandendo un foglio) Ma ha lasciato un messaggio!

Mons. Soporiferi – Un messaggio? Che messaggio? Dia qua… (strappa il foglio dalle mani della suora e legge ad alta voce) “Occhio all’individualismo e all’autoreferenzialità! Il Sinodo è anche nostro! Tornerò presto. Firmato: Sinodino”.

Don Geremia – Maledetto ragazzino! Ci ha giocati anche stavolta…

CALA LA TELA

(Disegno di Sagrà)

 

4 risposte a “Le favolose avventure di Sinodino – capitolo III”

  1. Luigi Autiero ha detto:

    “Occhio all’individualismo e all’autoreferenzialità!
    E’ si è proprio vero, tanti, molti, troppi sono coloro “anche alti prelati” che l’etichetta religiosa, non salva dalla perdizione eterna, come non salva aver fatto ,battesimo, cresima…,
    se poi si vive come se D-o non esistesse.
    Occorre prendere coscienza che si è peccatori perduti ,bisognosi di essere perdonati, redenti, Riconciliati col Padre Suo e che LUI che E’ il Salvatore è venuto
    e invita “tutti” a Ravvedimento, a “credere” in LUI; a credere nel Suo Nome e confessarlo Signore delle proprie vite, facendo camminare il proprio cuore con LUI ogni giorno.
    Sennò, come ha detto Il Grande Pastore Cristo:
    Se non vi Ravvedete, perirete nei vostri peccati

  2. Luigi Autiero ha detto:

    Io credo che, siano tanti quelli che ,non vogliono Ravvedersi, e convertirsi al Figlio di Dio per avere La Vita
    Ci si accontenta di essere religiosi , e non si prende coscienza, che si è perduti, sebene si ha un indirizzo religioso.
    Occorre prendere posizione, per fare di Cristo Il nostro Signore e Salvatore; è LUI che da La Vita a chi crede in LUI spande il cuore, chiedendoGLI di essere perdonati, redenti, riconciliati col Padre Suo, mediante il Suo prezioso sangue…
    Saluti

  3. Giuliana Babini Babini ha detto:

    E così la chiesa perde senso e i suoi amanti restano “vedovi” anche se fedeli non cercano altre spose!
    Una credente formata da sempre emarginata……

  4. Ornella Ferrando ha detto:

    È proprio vero….Non si è ancora capito il vero messaggio che Papa Francesco continua a ripetere. 😊

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