Il combattimento spirituale

Combatti la buona battaglia con fede e buona coscienza, poiché alcuni che l’hanno ripudiata hanno fatto naufragio nella fede (1 Tm 1,18-19)
24 Settembre 2021

San Paolo definisce la vita del cristiano impegnato come in una battaglia che ingaggia contro un agente interno (la concupiscenza) e due agenti esterni (il mondo e il diavolo) e ci fornisce le armi di questo combattimento spirituale, scrive:

“Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia, e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace. Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la Parola di Dio” (Ef 16,11-18).

Le virtù cristiane sono dunque le armi di luce che il soldato di Cristo è chiamato a rivestire, soprattutto è la fede in Cristo a vincere il maligno e il mondo. Essa è un dono che Dio fa all’uomo gratuitamente. Noi però possiamo perdere questo dono inestimabile. San Paolo, a questo proposito, mette in guardia Timoteo: “Combatti la buona battaglia con fede e buona coscienza, poiché alcuni che l’hanno ripudiata hanno fatto naufragio nella fede” (1 Tm 1,18-19). Per vivere, crescere e perseverare nella fede sino alla fine, dobbiamo nutrirla con la Parola di Dio: dobbiamo chiedere al Signore di accrescerla; essa poi deve operare per mezzo della carità (Gal 5,6), essere sostenuta dalla speranza ed essere radicata nella fede della Chiesa.

Il peccato originale, sebbene proprio a ciascuno, in nessun discendente di Adamo ha un carattere di colpa personale. Esso consiste nella privazione della santità e della giustizia originali, tuttavia la natura umana non è interamente corrotta (non esiste un uomo completamente cattivo che non abbia in sé alcuna parte sana o comunque per il quale non ci sia speranza di conversione): essa però è ferita nelle sue proprie forze naturali, sottoposta all’ignoranza, alla sofferenza e al potere della morte, e incline al peccato, questa inclinazione al male è chiamata “concupiscenza” .

Il Battesimo, donando al cristiano la vita della grazia di Cristo, cancella il peccato originale e volge di nuovo l’uomo verso Dio; ma le conseguenze di tale peccato sulla natura indebolita e incline al male rimangono nell’uomo e lo provocano al combattimento spirituale. Prima dell’Ascensione, Cristo ha affermato che non era ancora il momento del costituirsi glorioso del Regno messianico atteso da Israele, Regno che doveva portare a tutti gli uomini, l’ordine definitivo della giustizia, dell’amore e della pace. Il tempo presente è ancora segnato dalla “necessità” (1 Cor 7,26) e dalla prova del male, che non risparmia la Chiesa. E’ un tempo di attesa e di vigilanza.

“Con l’acqua battesimale, viene concesso un perdono talmente ampio che non rimane più alcuna colpa e viene rimessa ogni pena da scontare. La grazia del Battesimo, però, non libera la nostra natura dalla sua debolezza; anzi non vi è nessuno che non debba lottare contro la concupiscenza, fomite continuo di peccato. In tale combattimento contro l’inclinazione al male, chi potrebbe resistere con tanta energia e con tanta vigilanza da riuscire ad evitare ogni ferita del peccato? Nessuno. Proprio per questo fu necessario che nella Chiesa vi fosse la potestà di rimettere i peccati anche in modo diverso dal sacramento del Battesimo” (Cfr CC 978\979).

Per mezzo del Battesimo sono dunque rimessi tutti i peccati, ma rimangono tuttavia nel battezzato alcune conseguenze temporali del peccato, quali le sofferenze, la malattia, la morte, o le fragilità inerenti alla vita come le debolezze del carattere, ecc., e anche una inclinazione al peccato che la Tradizione chiama la concupiscenza, o, inclinazione al peccato.

In questo combattimento non siamo soli. Dio stesso è con noi, lo attesta San Paolo: “Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi?”; la Vergine Maria, invocata (tra gli altri titoli) come Madre del Perpetuo Soccorso è sempre disposta a venirci in aiuto e anzi ci previene; il nostro buon Angelo Custode ci è stato donato per questo; abbiamo inoltre una schiera di Santi pronti a soccorrerci, tra questi possiamo anche sceglierne qualcuno o qualcuna cui chiedere una speciale protezione. Incoraggiati dunque dall’esempio dei Santi, nostri fratelli, che hanno sostenuto le stesse nostre battaglie e le hanno vinte, adoperiamoci anche noi a lottare da prodi ben sapendo che “la fatica quaggiù è breve, ma la ricompensa è eterna.” (San Francesco).

 

3 risposte a “Il combattimento spirituale”

  1. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    San Paolo, però, ha ragione. Si noi discendiamo da genitori, i primi, che avevano tutto, poi però hanno perso per voler essere pieni di potere, e come certi potentati del mondo, che hanno perso tutto per lo stesso motivo. A noi oggi vivere in eterno conflitto fra ciò che il mondo ci offre e i Comandamenti. Stiamo vedendo proprio il risultato di entrambi: tanto declino in umanita, in sapienza malgrado progresso scientifico,tecnologico che ci permettono di stare in un olimpo da dei ma anche di precipitare, inesorabilmente, i tanti Covid i dimostrano quanto siamo deboli, vulnerabili, tendenti a morire. Ciò che invece ci farebbe realmente vivere sono appunto avere fiducia di quei Comandamenti, avere fede in Gesù Cristo che li ha meglio fatti conoscere dimostrandoci di quanto amore esista se si ascoltasse con l’intelligenza del cuore. E’ una dura battaglia, ma assicura certa vittoria. Il bene cristiano supera ogni altra ragione e assicura vita eterna. Ressurezione certa

  2. BUTTIGLIONE PIETRO ha detto:

    Peccato originale.
    Addebitato all’uomo ma senza sua colpa personale.
    Un vero conundrum da cui NON si esce. Soprattutto se un passante si/vi chiede cosa davvero cambia in lui col Battesimo, quello SPIC & SPAN che cancella tutte le sue colpe.
    CHE NON HA.
    Forse quelle di chi perde la Fede e, come dite voi, poi va a fare naufragio, cioè a finire MALE??
    E menomale che Paolo dice ‘alcuni’!

  3. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Per questo se incontriamo un sacerdote santo abbiamo e cura testimoniandogli la nostra gratitudine, facendogli sentire che non gli chiediamo di essere serviti ma di rappresentare quel Cristo del quale abbiamo conoscenza e bisogno. Si è onorato oggi un Padre Pio, cosi i manifesta presenza di Cristo, tanto da suscitare inizialmente dubbi dall’alto clero, salvo poi venerarlo santo da tanto popolo che ancora a lui ricorre. E che dire di un laico giudice come Livatino la cui vita di fede cristiana esercitata e’ in orbita per essere onorato come esempio di vita vissuta altamente cristiana, in un campo dove la Giustizia ben necessità del supporto della luce cristiana, così è di altri personaggi che lottano per il benecomune a costo di personale sacrificio, come certi medici e operatori sanitari che danno tanto di se nel frangente pandemico. che viviamo.e per questo ringraziare Dio che ha suscitato tale surplus di carita A favore del prossimo.

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