Sono mesi che mi interrogo sulle parole che papa Leone XIV ha usato durante la sua prima omelia, e non è solo per mancanza di tempo che ho atteso tanto prima di scrivere. Trattandosi di un messaggio rivolto ai cardinali elettori, non era destinato alle grandi folle; ma in tempi di comunicazione di massa nessuna parola detta davanti a un dispositivo può restare confinata al contesto a cui è direttamente rivolta.
Era il 9 maggio, il giorno dopo l’elezione, e il brano del Vangelo che ha guidato la riflessione era quello in cui Gesù chiede ai discepoli «chi dite che io sia?» (Mc 8, 29). In Gesù, Dio «ci ha mostrato un modello di umanità santa che tutti possiamo imitare, insieme alla promessa di un destino eterno che invece supera ogni nostro limite e capacità»; Pietro, di cui il Pontefice romano è successore, è l’unico a riconoscerlo come Figlio del Dio vivente. Il Santo Padre ha spiegato che la «gente comune» talvolta ammira Gesù: «è un uomo retto, uno che ha coraggio, che parla bene e che dice cose giuste, come altri grandi profeti della storia di Israele», ma non ha il coraggio di seguirlo fino in fondo. Il mondo si allontana dalla fede cristiana perché «ad essa si preferiscono altre sicurezze, come la tecnologia, il denaro, il successo, il potere, il piacere». Diventa urgente nella Chiesa un atteggiamento missionario, «perché la mancanza di fede porta spesso con sé drammi quali la perdita del senso della vita, l’oblio della misericordia, la violazione della dignità della persona nelle sue forme più drammatiche, la crisi della famiglia e tante altre ferite di cui la nostra società soffre e non poco».
Fin qui non vedo sorprese: Leone richiama i cardinali ai propri compiti, inviandoli “come pecore in mezzo ai lupi” in un mondo fin troppo secolarizzato e consumista (come sa bene un cattolico statunitense). Eppure, nell’insieme di un ragionamento che ho trovato lungimirante ed a tratti già programmatico, un paio di passaggi mi hanno colpito, al punto da chiedermi se non riguardassero direttamente anche me.
La reazione della «gente comune». Il Papa sottolinea ai cardinali che il sentimento di ammirazione umana, da solo, porta le persone a seguire Gesù «finché possono farlo senza troppi rischi e inconvenienti», riferendosi alla solitudine di Cristo al patibolo. Eppure ai piedi della croce non c’era Pietro (che comunque non avrebbe potuto assistere al supplizio dei condannati), ma solo gli affetti più cari: la madre Maria, l’amica Maddalena e l’amato discepolo Giovanni, che piangevano proprio la straziata e sofferente natura umana di Gesù, non certo la sua divinità. Gli altri apostoli, dal canto loro, a più riprese hanno espresso la debolezza della propria fede dubbiosa. Del resto, non è forse la stessa che oggi si esprime nelle periferie esistenziali che tutti noi abitiamo? Una dimensione tanto cara a papa Francesco e nella quale si annidano talvolta esperienze di fede forse “sgrammaticate”, ma fertili e autentiche.
L’ateismo di fatto. Ho trovato ancora più duro l’ammonimento ai cardinali: «anche oggi non mancano poi i contesti in cui Gesù, pur apprezzato come uomo, è ridotto solamente a una specie di leader carismatico o di superuomo, e ciò non solo tra i non credenti, ma anche tra molti battezzati, che finiscono così col vivere, a questo livello, in un ateismo di fatto». Si tratta di parole forti, che in me hanno riaperto vecchie ferite. Chiunque di noi ha incontrato persone in cammino, attratte dell’esperienza umana di Gesù, ma che poi sono state allontanate perché la prova della fede è stata posta dinnanzi a loro come una porta chiusa. Penso soprattutto ai giovani, la cui fede necessita della concretezza della vita quotidiana, dei ragionamenti intorno a scelte più o meno condivisibili, dell’adesione critica a valori morali nonché di sano scetticismo. Si avvicinano a Gesù per la coerenza e la profondità dei suoi insegnamenti, non per il riconoscimento della sua divinità. Per molte parrocchie questo è stato un discrimine per allontanarli, perché la turbolenta ricerca di senso dei giovani fa ancora tanta paura.
Ho avuto difficoltà anche ad immaginare un dialogo interreligioso basato su questi presupposti. Un ebreo o un musulmano riconoscono e magari apprezzano gli insegnamenti di Gesù, ma la loro esperienza di fede li porta altrove. Debbono considerarsi atei? Ma anche ci trovassimo davvero davanti a qualcuno che professa il proprio ateismo, il proprio agnosticismo o si trova a rimettere in discussione il proprio cammino di fede al punto da non riuscire più a proclamare con certezza la divinità di Gesù, dovremmo sentirci scandalizzati?
Credo che la stigmatizzazione che ha pervaso gli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000 del cosiddetto relativismo abbia lasciato un’eredità difficile e scomoda, fatta di porte chiuse, di confini tracciati e posizioni su cui arroccarsi. Io mi auguro che le parole del Papa non vengano recepite come una nuova porta da chiudere, perché in molti hanno già smesso di bussare da tempo, cercando senso altrove.
Dal mio punto di vista, mi sono sempre trovato più a mio agio con quelle persone sulla soglia, piene di dubbi ma aperte al dialogo, piuttosto che con quelle dalla fede incrollabile, con il cuore già pieno di risposte. Come diceva Nanni Moretti, «anche in una società più decente di questa, mi ritroverò sempre con una minoranza di persone»: penso che siano quelle più critiche e scomode, ma dalle quali si possa imparare moltissimo.
Io non credo che in discussione sia la natura divina di Cristo, bensì come trattare con dubbiosi ed increduli: se Gesù avesse voluto condannare Tommaso avrebbe detto “guai a chi non crede”, invece parla al positivo dicendo “beato chi crede”, senza allontanare il povero Tommaso, che è rimasto apostolo (come anche il rinnegatore Pietro, del resto). Il punto nodale, credo, sta nell’apertura alla relazione tra uomini imperfetti, perché tutti noi abbiamo una fede imperfetta!
Quel discorso di Leone però non si rivolgeva a dubbiosi o increduli. Si rivolgeva a quei cristiani che vivono una vita di fede solo apparente, mentre svuotano di significato la fede stessa. Che in poche parole era molto simile alle rampogne di Francesco contro i farisei. Non è nemmeno complicato riferirlo al contesto americano… (Chi è in America che si dichiara cristiano e alla fede preferisce: ” altre sicurezze, come la tecnologia, il denaro, il successo, il potere, il piacere».?)
E’ buffo che quando Francesco randellava i “farisei” ai “dubbiosi” si allargava il cuore per la gioia, perché si erano autoproclamati misericordiosi per antonomasia. E’ bastato un velato accenno all’ateismo di fatto per sentirsi subito punti sul vivo. Perchè dovrebbero sentirsi piccati se sanno di essere cristiani sulla soglia sinceri? Se vuoi tenere i piedi in due scarpe mentre sfoghi il rancore su chi sta dentro, per una volta come si dice popolarmente “stacce”. Se ti ha sfiorato il dubbio di essere rientrato in una critica (e non era nemmeno rivolta ai Mancuso de noatri, al netto dell’egocentrismo di certe persone) potresti anche prenderla sul serio…
Peace and love…
In realtà anche la posizione della soglia può diventare granitica. Tipo: io ho questi “dubbi” su cui sono saldamente ancorato e guai a chi me li tocca. Non a caso molti tradizionalisti attaccavano Francesco proprio partendo dai dubia. Ogni dialogo parte da un prerequisito di simpatia verso l’altro perchè siamo tutti pellegrini in questo mondo, anche chi da fuori sembra essere certo…
@Maria…
La Parola non va presa “ad ltteram”
Per non pesare troppo a evo sorvolato sull”antropomorfismo necessario x avvicinare un popolo terra terra…
Come spesso lo è ancor oggi quando di uno viene riconosciuta solo la Paternità e si tratta Dio da incapace di poter fare tutto da solo…
PS io non accetto i msg alla scadenza di Medjugorie.
Mi devi scusare se incalzo: allora Gesù di chi è figlio, di Giuseppe? O di un mercante di passaggio? E qui offendiamo ancora Maria.
Certo che Dio sarebbe capace di fare tutto da solo, come dici tu, ma coinvolge gli uomini per amore, per valorizzarli.
A Maria è toccato un ruolo speciale E che dire dei martiri? San Pietro, bastava che negasse la divinità di Cristo per placare Nerone che non accettava alcun dio sopra di sé, e sfuggire alla terribile crocifissione. Invece si ricordo’ di avere risposto:”Tu sei il Figlio del Dio vivente” Perché così era stato ispirato.
Si capiscono più cose chiedendo nella preghiera che leggendo i libri di questo o di quello.
@Corrado
1) oggi quasi tutti hanno sostituito “sostanza” con RELAZIONE. cfr Rovelli ma nn solo!
2) anche che parli di sé come FIGLIO. dell’Uomo è condiviso…
3) Gesù si definisce come “interfaccia” rivelazione di Dio che è ALTRO. Se lui stesso fosse stato Dio..lo vedete il nonsenso??
4) Corrado pone LA domanda : ” A cosa serve il Cristo se non è Dio? Che ripropongo così:
Cosa era il suo obiettivo, target?
5) Nella Parola imo è lampante che la sua missio ɜ l’UOMO. Proprio x lo spazio che gli dedica.
Educare l’Uomo, permettetemi.. come Francesco..
Fargli capir la sua dignità, a quale grande conversione è chiamato
Addirittura a partecipare IN Dio alla comunione con i fratelli alla empatia con i diversi, i diseredati, i crocifissi di Gaza e di tutto il mondo.
PS non pensare, non agire x ottenere, ma essere MISERICORDIOSI come Dio come Gesù.
Maria, la Madonna, disse ‘Non conosco uomo’ L’Angelo le disse: “Lo Spirito santo scenderà su di te…”
Gesù non è nato da uomo se no Maria sarebbe una gran bugiarda e Gesù sarebbe figlio di “una buona donna”.
Tuttora ai veggenti di Medjugorje dice: “Gesù, mio figlio e vostro Dio”
Si, però mi dovere poi spiegare come essere cristiani e non credere nella Divinità di Gesù. A cosa serve il Cristo se non è Dio? Se Cristo non è Risorto (davvero, non in modo “spirituale” che non significa nulla), e dunque non ha vinto la morte, allora anche il suo messaggio è morto ed è inutile, ricordiamoci le parole di Paolo su questo tema. Perché tutto il messaggio del Vangelo ha questo come chiave. Un Gesù solo uomo? Se guardiamo alle fonti storiche sarebbe stato un bugiardo e un megalomane, un ribelle che si era fatto come Dio e che il suo popolo ha rigettato (ricordiamo le accuse per cui è stato crocifisso…).
C’è uno scarto incolmabile tra Cristo e mentalità comune in ogni epoca storica. Nel I-II secolo i cristiani giudaizzanti, nel IV-VI secolo gli Ariani, e così via fino ad oggi, in cui dobbiamo “Demitizzare” e “Relativizzare” la Fede. Quello scarto ci provoca: è lo scandalo maggiore del Cristianesimo, non la Croce, ma l’Incarnazione.
Se consideriamo il Cristo incarnato solo ed esclusivamente in Gesù, non è possibile avere alcun dialogo interreligioso, secondo me, inutile girarci intorno..
Ma questo non significa non credere alla Presenza Cristica in Gesù.
Mi sarei aspettata uno sviluppo della questione da parte del nuovo Papa che, con vero coraggio da Leone, dichiarasse finalmente la Presenza di Cristo in ogni cosa ..oltre la religione..perché il Cristianesimo, non è solo una religione, ma mooolto di più, secondo me..
Il buon Francesco forse aveva provato a buttare dei semi, anche col “Dio non è cattolico”..ma ricordate le polemiche?
Non so, la vedo dura..
…in molti hanno già smesso di bussare da tempo, cercando senso altrove…
In questi mesi estivi ho incontrato e parlato con un signore italiano in un isola siciliana che, stufo di lamentele in chiesa ha cercato nella religione musulmana quello che non trova più nella cattolica e un altro signore sempre italiano su un sentiero in valle d’Aosta che camminava con la ‘corona musulmana’ e pregava…
Grazie Daniele, hai dato voce a qualche nodo che quell’omelia mi ha suscitato. Anche il tema della ‘mancanza di fede’ come presupposto di “violazione della dignità” mi pare problematico, a fronte della storia e, anche, dell’attualità
Non vorrei essere l’unico lettore non in vacanza .. ma qs tmi mi inghippano..
1) manca Fede.. patatrac! Senza citare il ” la troverà..?” mi basta quel che diceva il buon $Russel del Baronetto inglese che arrivato a 18 anni, età adulta, si inghippa la cameriera e Russel, che all’educazione ci teneva! Commenta:
Non gli hanno insegnato che ci soni mille motivi laici x non farlo! Quindi no patatrac.
2) imo dobbiamo rassegnarci a cestinare tutti gli antropomorfismi su Dio.
( qs. Dilaga anche fra teologi).Ma non ci basta Gesù emissario da Dio, rivelazione di Dio..ecc?
3)sul relativismo clap clap. Ricordo che la biologia insegna che la sopravvivenza di grosse strutture Bios dipende SOLO dagli elementi. MARGINALI!