È Ferragosto.
Anzi: è la festa di Maria, colei che viene ‘assunta in Cielo’.
Oggi noi cristiani contempliamo la bellezza di Maria, che viene accolta interamente, pienamente, nel mistero della Vita autentica di Gesù. È il compimento di ogni sua giornata vissuta nel silenzio, di ogni ora trascorsa nella pazienza, delle gioie e delle sofferenze, delle notti oscure della vita e della speranza nel disegno di Dio.
E tutto ciò diviene festa condivisa perché, mentre proclamiamo che Maria – sposa, madre, discepola – è approdata alla pienezza definitiva della comunione con Dio, dichiariamo che questo fatto non riguarda soltanto lei, ma tutti noi. Il suo mistero ci coinvolge perché è segno e primizia di quanto avverrà in ciascuno di noi, è promessa e anticipo di quella ‘gloria’ – che è luce, verità, riconciliazione – preparata da Dio per noi e per l’intera umanità.
Una festa che – nel contesto asfittico e ansioso del nostro tempo, ammorbato da opposti egoismi e dalla nostra quieta rassegnazione alle perversioni del potere – ci esorta con forza ad allargare gli orizzonti della nostra quotidianità, ad avere una visione ampia e positiva della storia, ricordandoci che la misura non è tirare a campare oggi, o salvarci la pelle, o preservare i nostri modelli di società in bilico sullo squilibrio altrui, ma ritrovare quella mèta che è essere con Gesù Risorto, è contemplare il volto di Dio, è oltrepassare il male della separazione e del menefreghismo per riconoscerci tutti chiamati alla comunione trinitaria.
Il discepolato cristiano non è una passeggiata in una verdeggiante pineta. È piuttosto conflitto continuo tra luce e tenebre, tra vangelo e ‘mondo’, tra egoismo e dono di sé, tra vendetta e perdono, tra violenza e mitezza; non c’è prova che venga risparmiata a chi vive il Vangelo. Ma chi si affida a Dio, chi entra nella logica dell’amore che si fa passione e coraggio, porterà frutti inattesi di vittoria.
Maria, esperta del cammino, ci sostiene nella difficile avventura della fede. Lei – donna del Magnificat – ci insegna a lodare il Signore della storia, che sa confondere i piani dei cosiddetti potenti e rovesciare la scala di valori a cui essi si ispirano.
Oggi, allora, vogliamo pregare così:
O Maria, Madre della fede, che ti sei lasciata possedere totalmente da Dio, prega per noi affinché possiamo amarlo come tu lo ami, aiutaci a vedere il mondo come lo vedi tu, a contemplare la storia come luogo della bontà, della misericordia, dell’amore del Padre e di Gesù per tutta l’umanità, per i poveri, gli umili, i sofferenti, gli emarginati, per me, per ciascuno di voi. […]
Tu che sei la Madre dell’amore e della lode, donaci di partecipare ogni giorno della nostra vita alla tua lode, al tuo Magnificat, di esultare con te per le piccole e grandi cose che il Signore continua a operare in mezzo a noi, di gioire con te nella certezza che Gesù Risorto è già presente, pur se in modo velato, nel mondo e nella storia. Amen.
(C.M. Martini, conclusione dell’Omelia, Duomo di Cefalù 15 agosto 2001)
(ph: Madonna bianca, particolare, abbazia del Casoretto)