Fuori onda

Riflessioni (non critiche) sulla messa per la Beatificazione di Carlo Acutis
14 Ottobre 2020

«La beatificazione di Carlo Acutis è una buona notizia»! Lo ha detto il Cardinale Vallini alla fine dell’omelia della messa di sabato ad Assisi e, chi l’ha seguita tramite i mezzi di comunicazione, non può che condividere per la testimonianza di questo giovane santo. Ogni liturgia è vita e parla al cuore, e lo fa anche attraverso segni e simboli, alcuni propriamente liturgici altri legati a scelte, diciamo così, più terrene; non sono un esperto e proprio da profano (come la maggior parte di chi vi ha partecipato), sono rimasto colpito da alcuni aspetti che provo ad esprimere per punti:

1.      Dove erano i giovani? Dalle immagini (eccetto qualcuno sul prato) pare fossero per lo più adulti. Io avrei immaginato una basilica piena nel rispetto delle norme, così come i primi posti riservati a loro più che alle autorità o ai religiosi. Mi consolo pensando che gli adulti abbiamo molto da imparare da Carlo!

2.      I canti? Capisco la tradizione e la solennità del momento, ma possibile che non si potesse pensare a canti diversi, approvati dalla Chiesa, di quelli che risuonano dove ci sono belle realtà giovanili? Non escludo che il nostro Beato amasse pure queste sonorità “antiche”, tuttavia con onestà quanti adolescenti hanno potuto partecipare pienamente (anche cantando!) a questa messa oltre ad esserne pienamente coinvolti?

3.      L’immagine svelata del Beato Acutis è tra le più note (non so chi in questi casi la scelga e se sia stata coinvolta la famiglia); una polo rossa, lo zaino, uno sguardo che va in profondità e l’accenno di un sorriso. Perché non puntare invece su una di quelle con un evidente sorriso? Possibile che proprio un beato (ma anche un Santo) non debba sorridere e farci sorridere con tutto il cuore?

4.      Bella l’immagine dei Vescovi e dei presbiteri sull’altare rivolti verso di lui dopo la proclamazione (a parte qualcuno che faceva le foto con lo smartphone!); forse anche loro hanno da ispirarsi al giovane Carlo!

5.      Interessante il fatto che nella teca con la reliquia del cuore vi sia iscritta una delle frasi celebri del Beato: “L’Eucarestia è la mia autostrada per il cielo”. Intensa ed evocativa da sé, ma maggiormente perché il termine “autostrada” (chi l’avrebbe mai detto!), così quotidiano e terreno, è inciso su un oggetto che è molto di più di un oggetto per il valore spirituale e ciò che contiene.

6.      Il microfono aperto del Cardinale Vallini, durante la processione dei genitori con la reliquia, ci ha donato tre specie di “fuori onda” che mi hanno fatto tenerezza e che per la spontaneità non hanno bisogno di commento: «È il cuore del ragazzo», «la mamma, poverina!», «posso salutarli?».

Beato Carlo Acutis, prega per noi!

Una replica a “Fuori onda”

  1. Dario Busolini ha detto:

    Giuste osservazioni, però tutto considerato è già molto ciò che si è fatto: so che ad Assisi hanno esaurito i posti disponibili poco dopo l’apertura delle prenotazioni e non potendo lasciare a casa le autorità i ragazzi sono mancati per forza di cose (la messa e la cerimonia per la firma dell’enciclica “Fratelli tutti”, per esempio, sono state ancor più escludenti). Per i canti credo che ora sia più facile eseguire, magari da parte di un gruppo ridotto di cantori professionisti, quelli tradizionali piuttosto che altri contemporanei che avrebbero bisogno di un coro e di strumenti più numerosi, ma potrei sbagliarmi. Comunque, grazie a Dio e a Chiara e Francesco, Assisi è ancora adesso un luogo frequentato da giovani e credo che il nuovo beato avrà modo di farsi vedere e conoscere da loro anche in futuro.

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