ANNO C – XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Altri settantadue. Non bastano i dodici, non si va al raddoppio, di discepoli ne servono davvero tanti… Devono essere abbondanti, come le acque di un torrente in piena.
Settantadue è numero ricco di suggestioni, così come l’anonimato: piuttosto che pensare ad un ordinamento piramidale tra i ministeri, fa piacere pensare ad una ministerialità capillarmente diffusa, anche in modo anonimo, che vorrebbe dire senza riconoscimenti ufficiali.
Li inviò a due a due: questa indicazione di stile non deve essere di poco conto, infatti, nei sinottici questa indicazione è riferita anche alla missione dei Dodici. Addirittura, Matteo elenca i Dodici nella forma di sei coppie. In due per sostenersi vicendevolmente nelle difficoltà. Visibilmente in due per arginare l’ego, che potrebbe debordare quando si è investiti di una missione. In due, con tutta la fatica che comporta essere in due: di modo che, quando si predicherà l’amore, col rischio di scadere nella retorica, si abbia ben presente quanto può essere difficile voler bene a chi il Signore ci messo accanto. In due, affinché l’uno sorvegli discretamente l’altro; neanche serve che l’altro parli, è sufficiente la presenza: da soli, come cani sciolti, possiamo finire per ingannare noi stessi, facendo sconti sulla coscienza e sulla coerenza… un alter ego, un’altra coscienza che ci vive accanto, costituisce una sorta di cintura di sicurezza.
Davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Questa è sicuramente la cosa più interessante: che il Signore voglia essere preceduto. Proprio lui, pronto a farsi avanti nei momenti drammatici come quello della cattura nel Getsemani, questa volta sembra aver bisogno di precursori. Gesù che si comporta come un generale, che pianifica i movimenti sul terreno, magari esponendo al rischio chi viene mandato in avanscoperta?
Più che di avanscoperta penso si tratti di una ricognizione, un esercizio di ricognizione: i settantadue si devono allenare a riconoscere i figli della pace.
La denominazione, figli della pace, è, di suo, ricca di suggestioni. Ma possiamo permetterci di darne un’interpretazione in senso lato: i discepoli devono abituarsi a riconoscere i semi del Verbo già presenti, lo Spirito già in azione, anche dove loro non sono ancora arrivati. È questo un tema ricorrente nel cammino sinodale della Chiesa italiana (e diverse volte è stato evidenziato qui su VinoNuovo.it). Può essere che in contesti di vita, apparentemente fuori l’attuale perimetro ecclesiale, siano presenti semi e germogli, eredità di remoti seminatori o semplicemente doni nuovi dello Spirito. Non ce ne appropriamo, ma li riconosciamo come dono, anche per noi.
I settantadue tornarono pieni di gioia.
A fine missione, il resoconto dei discepoli è in un rigo: sono rimasti impressionati dai successi. Lo sappiamo, siamo così… abbiamo bisogno (anche) di questo, di piccoli successi.
Il Signore, invece, lo vede per intero, il processo drammatico della storia, con serpenti e scorpioni sempre in agguato. E continua a darci fiducia, e forza.
CRISTO NELLE PERIFERIE (Georges Rouault, 1920-24, Tokyo, Bridgestone Museum of Art)
Chiedo scusa al buon Lorenzo se mi attacco al suo post per declinare un tema che mi attanaglia, oggi; ho un solo ali i, che lui ha scritto Spirito, parlando di Dio come Gesù alla Samaritana. Ma chi/? è DIO?? E la CC, voi stessi, siamo pronti a:
1) destrutturare Dio dalle antropo-forme. Tutte cose utili ALLORA x facilitare la relazione. Quindi basta Padre&Figlio & connessi.
2) pronti ad abbandonare ogni forma di TEISMO!? Per quale format? Ce ne sono diversi..
3) di conseguenza niente Intelligent Design vel Creazionismo.
4) Cosa resta post-mortem? Le ns info. Che non sono nè Bit nè Qbit forse ‘qualia’.cmq quello che viene rappresentato dalle info.. ma è in fondo la ns vita. (NB. ciò esclude sia il super PC che modelli alla Matrix)
5) Quale spazio x Dio? Sicuramente il suo stato dell’Essere ɜ omogeneo al nostro.. Si aprono molte strade. Ma non ce la caviamo chiamandolo UNO. Nè con Faggin che crea Storia xchè vuole conoscere se stesso..
Resta un GRANDE “?”
Adesione libera e liberante…a due a due (vicinanza e relazione anche di aiuto!)…e arriva la gioia!
La fede non può prescindere dalla volontà dell’individuo o della comunità a cui appartiene o sceglie di appartenere. Si tratta di una volontà di fare e non di essere che ha nella missione il suo senso e scopo. La missione è portare la pace attraverso la parola, missione in cui la Chiesa si è dimostrata coerente nel corso della sua storia, nel suo mandato fin dalle sue origini. La motivazione di fondo di chi ha scelto e sceglierà di aderire alla fede cristiana è, in modo più o meno consapevole e con effetti più o meno evidenti, la missione: essa ne guiderà la volontà e darà motivazione alla vita sia dell’individuo che della comunità.
È difficile in una cultura sacramentalista comprendere che “lo Spirito ci precede”, lo si dà per scontato perché battezzati, così come schiacciare un bottone e sei in un altro mondo. Ma lo Spirito ha bisogno di trovare attenzione e accoglienza, libertà e fiducia; probabilmente è per questo che l’evangelizzazione non decolla né può decollare senza il primato dello Spirito che fa “nuove” tutte le cose a dispetto del “si è sempre fatto così”. Allora riteniamo sia meglio rifugiarsi nella Messa domenicale e lì l’aspettiamo senza problemi.
La vita cristiana non e’ “raggiungere” Dio ma fargli posto . ( don Divo Barsotti )
In questa Parabola Gesù si rivela Maestro, dopo aver “parlato Lui alle folle ha mandato un certo numero a due a due a provare da uomini ispirati in quella missione che sarà poi della Chiesa fino al suo Ritorno. Lui e’ La Parola, da farsi incarnata e come di generazione in gen.ne se non provata da loro mentre Lui era lì? A credere circa la gioia che produce l’aver Fede vivendola, che essa possa produrre cambiamento in bene comune. Oggi la Chiesa opera incita a sperare per la fine delle guerre, porta gioia quando una azione produce l’effetto sperato. E’ però un dato: asserire di guadagnare la Pace contando sulla “missione Chiesa, chi ascolta anche se credente, si fa incredulo , tanta certezza senza armi? non c’è “difesa”non sembra esserci percezione del potere distruttivo atomico, se usato.!La sfiducia in Quella Parola circa il suo potere di molti oggi! Li’ mando’ a due a due senza altro che non fosse a provare la Verità. ,