Resurrezione
Di fronte a questa parola le reazioni medie dei credenti sono di due tipi. Una prima parte di persone la associa all’evento “miracoloso” di Gesù che è di nuovo vivo, “sta di nuovo in piedi”, alla lettera, dopo la sua morte. E spesso questa interpretazione confina la resurrezione a qualcosa del passato, che vale solo per Cristo e non ha nulla a che fare con la nostra vita. Quando va bene, qualcuno si ricorda che tutti siamo destinati alla resurrezione finale (anche con il corpo), inteso come dato che però resta fuori da ciò di cui un cristiano deve occuparsi adesso, tanto arriverà da sola.
Una seconda interpretazione tende a dare valore solo simbolico a questa parola: tutte le volte che noi riusciamo a riprenderci dopo un evento “pesante”, a rialzarci dopo un peccato, a ritrovarci dopo uno smarrimento, possiamo dire di essere un po’ “risorti”. In questo modo si ottiene di rendere attuale questa parola, ma la spiritualizza tanto da lasciare che molti fedeli possano pensare che il “dopo morte” (quella reale), sia all’insegna non della resurrezione dei corpi, ma della reincarnazione o della sopravvivenza dell’anima.
La separazione di queste due prospettive è indice di una fatica, ancora viva nei credenti, di riuscire a coniugare i dati reali, fisici e storici alla vita spirituale, interiore, quella fatta di significati. Che spiega abbastanza come mai proprio questa parola sia tra le più dimenticate del credo e della vita quotidiana dei fedeli.
Per il Nuovo testamento la resurrezione è, invece, il punto fondamentale su cui sta in piedi la fede e la vita spirituale (1 Cor 15,17), che ci raggiunge con la sua potenza e ci permette di camminare nella fede (Rm 6, 4-5), di accedere alla salvezza (Rm 10,9), di avere una speranza salda, già in questa vita (1 Pt 1,3) e diventa la meta a cui tendere (Fil 3, 10-11). Non a caso il primissimo annuncio che la Chiesa appena nata fa al mondo è: “Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato; di ciò noi tutti siamo testimoni” (At 2,32).
Questa enorme differenza, nel modo di dare peso alla resurrezione, tra il dato biblico e la vita reale attuale dei credenti forse si spiega se proviamo a chiedere all’uscita delle nostre messe: “cos’è che fa risorgere Cristo e anche noi?” Forse, oltre a molti sguardi attoniti e spazientiti, potremmo raccogliere molti “non so”. Forse una buona parte risponderebbe “un miracolo”, inteso come qualcosa di eccezionale messo in atto da Dio, ma che non sarebbe il suo modo ordinario di avere a che fare con gli uomini.
Pochi, forse, proverebbero a dire “l’amore di Dio”, immaginando cioè che Dio, facendo risorgere Cristo e noi, fa qualcosa di assolutamente ordinario e non miracoloso, sia con noi che con Cristo: spingerci, attraverso il suo amore, verso una continua resurrezione, che arriverà fino anche a coinvolgere il nostro corpo e tutto il nostro essere, permettendoci di poter vivere appieno, di là, tutta la nostra umanità, senza lasciar fuori da essa nulla di nulla.
La resurrezione, nata dall’amore di Dio, porta a pienezza la cancellazione del confine tra sacro e profano, iniziato quando Cristo si è incarnato: nulla che sia umano è assente da Dio.
E ciò non nel senso soggettivo di ciò che noi riteniamo essere umano, per cui, forse, qualcosa ancora dell’umano pensiamo non possa accedere a Dio, ma in senso oggettivo, in cui tutto ciò che costituisce realmente l’essere umano, persino il peccato, può essere abitato da Dio, che lo spinge perennemente a lasciarsi invadere da quell’amore fino a diventare divino.
La resurrezione ci viene a dire che tutto ciò che noi siamo, spirito, anima e corpo, non spaventa mai Dio, che non ha certo timore di sporcarsi le mani con le nostre bassezze. Siamo noi che, allora, possiamo liberarci dalla paura del male, guidati dal suo amore, perché “la paura del male causa l’odio, l’avversione e lo spavento del male futuro. Questo movimento finisce nella tristezza del male presente o nella collera che gli si oppone” (Catechismo Chiesa Cattolica, n. 1765).
Hiroshima, cosa ha causato quella bomba nucleare, quelle photo dei superstiti che giustamente sono oggi anniversario di quella tragedia, ci illumina e da corpo alle larvate minacce di un uso della medesima arma. Quei superstiti oggi interpellati, come quelli della Shoah quel provato dolore non si è nel tempo attenuato, e ci fa pensare come certe atrocità compiute non si possa trovare Pace, ne il benessere raggiunto far rivivere a nuova vita. Il Dio della Bibbia ha voluto dialogare attraverso il Figlio con l’uomo di ogni tempo, con l’uomo che si è evoluto scoprendo in se stesso non solo a far valere i propri talenti imitando l’opera sua, ma anche dal tesoro del cuore aspirare alla divinità, l’ha fatto capace di Resurrezione e temporale e futura. Preoccupa che non si abbia percezione di quanto grave sembri l’ipotizzare il raggiungimento della Pace, usando armi vero flagello dell’umanità. Come definirsi ancora uomini, figli di quale Dio.?
Ringrazio la disponibilità di Paola e aggiungo..
Da un pdv evolutivo tutto dal Big Bang fino a noi ha seguito gli stessi schemi, Universo incluso.
Schemi che non necessitano di Dio.
E diffondere l’ immagine di un dio che deve fare tutto lui lo rende ben poco credibile. Attenti!!
Relazione. Anche qui CHI siamo noi richiede da parte nostra in qs Vita l’impegno responsabile PERSONALE.
Poco credibile l’immagine di un dio dispensatore di Gratia…
Gesù ci ha mirabilmente insegnato a quale dignità valore senso può attingere l’Uomo se aiuta il povero, il bisognoso, il derelitto stabilendo con lui una relazione “divina” (( ma quando mai ti ho incontrato…ecc)
Davvero così già da qs mondo siamo vicini vicini a Dio.
Ma a guardarsi intorno nn sembra che ci impegnamo…
Scusate ma è stupido e comodo affidarsi alla sua “Misericordia*
@Paola.. trovo bello parlare con te ..sei ,”accogliente..”
1) Dio ‘opera’. La Creazione.
Dopo averci dato dentro mi sono concluso che la Creazione non va intesa nè come ordinaria ( cadiamo in logiche panteistiche..) nè Miracoloso. Dio ha solo dato il suo FIAT. Ma la creazione è storia autonoma libera spontanea.. come l’Uomo.
Totalmente LIBERO.
2) NON trova accoglienza in quanto la CC sostiene tesi oggi improponibili. Chi ci ha insegnato Dio castiga con i disastri, i Virus, ecc le malefatte umane? Conosci ” Sta scritto!” Il Destino! Ecc ecc. Sotto qs cose sta aver ridotto Dio a Un giudice, magari ad un concetto/idea da elaborare con la ragione..( cfr Bollorè & VAT I )
3) Nulla si crea..ecc sono frutto delle simmetrie della brava Noether ( poco gratificata, come tutte le donne..😭) e non valgono più nel BIOS . L a chiamano EMERGENZA e domina tutta la vita in cui da x+y veniamo fuori…NOI!!
Ciao
Sempre in riferimento a Pietro e alle sue obiezioni, mi permetto di specificare meglio la sua accusa di panteismo.
Per ciò che ne so, il panteismo identifica tutto con Dio.
Io credo invece che “tutto dipenda da Dio”, cioè nulla sarebbe, ed è, senza Dio..
Il mondo senza Dio, non è, e anche se noi non lo riconosciamo, vive in noi e noi in Lui.
La Vita non esiste se non in relazione a Dio, questo è ciò che sono portata a pensare, anche se non lo identifico con il vecchio barbuto, ma con l’Essere..il Padre/Madre di tutte le cose….
Dio come Relazione
Non per distruggere, ma per continuare a dare vita..
Nel solco della tradizione, trovando nuovi modi di espressione e comprensione.
@Paola.Resurrezione.
Non x correggere te.. solo x delimitare il problema.
Poche sono le indicazioni che abbiamo.
Che esista un aldilà é confermato dalle innumerevoli testimonianze & comunicazioni ricevute nei secoli dei secoli.
Oggi cfr NDE. Inesatto MODUS di Dio, che non ha MODUS.
Preciso meglio: non è atto di Dio ma volontà e impegno nostro ( troppo comodo lasciarsi trasformare…)
Se così non fosse.. a che pro l Vita??
Sottolinea ti vedo vicina ( TUTTO) a seduzioni panteistiche, oggi cosï di moda.
Non sopravvive questo mondo ma solo gli Esseri che per la loro natura possono partecip
Ciao.are IN Dio, cioè gli UMANI.
PS. Non mi risulta che la Scienza parli di queste cose..
Pietro, modus per riprendere il testo in cui Dio, nel Suo infinito Amore, opera in modo ordinario e non miracoloso..Grazia sempre donata..
Almeno io ho inteso così e mi è piaciuto…
Certo che però dipende da noi: infatti parlo di responsabilità..
Scienza: (non ne so nulla eh..), però mi è tornata in mente la famosa legge: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma..la trovo bellissima!
Perché mai ciò che è materia di fede, non può trovare riscontri nelle leggi umane?
Per forza che poi la fede rimane roba che non entra a far parte del vivere quotidiano e di cui non sappiamo neanche più parlare..
Non amo le classificazioni, però ammetto di amare le contaminazioni…ma per tornare a chiudere il cerchio sull’insegnamento di Gesù Cristo, che alla fine ritrovo sempre..
Resurrezione come modus ordinario di Dio..tutto vive grazie al Respiro di Dio che sempre si dona..Grazia..
Dio che non disdegna alcuna cosa, anche la meno con-forme al Suo essere..
Io credo che siamo eterni, come dato costitutivo dell’Essere, ma questo non elimina responsabilità.
E allora quando, il corpo e l’anima, cioè la persona, potrà dirsi risorta in Dio, nello Spirito, quindi salva?
Quand’è che un corpo risorge? La scienza parla di tutto che si trasforma..
Ma allora questo “io” così ridondante, in che senso sopravviverà?
Forse “in comunione” con tutto?
Chi perderà la propria Vita, la ritroverà..
Classico l’esempio del Seme che se non muore, non diventa frutto..
Resurrezione anche come abbandono e accettazione a lasciarsi trasformare..come Gesù ha insegnato…farsi strumento, affinché tutto si compia, e finalmente la Forma sia specchio fedele di Sostanza..
Convengo che sarebbe tempo approfondire del perché Cristo, nato da Maria cresciuto come uno di noi, quando si è fatto conoscere come Figlio del Dio di Abramo, tra i suoi non è stato bene accolto e Lui non ha fatto miracoli tra loro. E’ dunque il cambiamento che il Maestro Gesù ha insegnato che si scontra con la volontà dell’uomo, renitente a credere e lasciarsi convincere , che solo la legge dell’amore l’uomo di carne si trasforma in persona altra, quella divina che apre alla vita per sempre. Il Cristo Risorto, la sua vita il suo operare lo ha dimostrato come dall’amore di Dio Padre discendano i suoi “ miracoli” . Ha mandato i suoi a due a due dimostrando tale realtà, promessa per tutti coloro che hanno Fede in Lui. La sua Resurrezione dunque non e miracolo da credere o non credere, ma conseguenza di un vivere in pienezza la propria vita da umani che l’Amore Cristiano la fa dono per sempre
Premessa: il cristiano “si fa” e SI VEDE ,non all’uscita della Messa ma nel come ENTRA nella Realtå della vita cje lo circonda.
Autocito: Anche io RISORGERÒ…Che differenza fa??
Cito Gilberto!
A partire da :
“Pochi forse….
fino a:
……..assente da Dio.”
Che x me significa che Dio tramite Gesù ha abbattuto la morte ( cfr Paolo!!)) che separava il Sacro dal profano.
In altre terribili parole ( terribili x ciò che significa!) ha aperto Dio all’Uomo, degna conclusione e apice della vita di Cristo.
Buon giorno.
Riprendendo un po’ il versetto degli atti degli apostoli in cui Pietro annunciava il Gesù risorto e vivo tra noi , posso dichiarare che ormai non esiste più nessuno che fa questo annuncio al di là delle forme liturgiche domenicali che come hai detto tu non fa più Breccia perché alla Messa di assiste non si partecipa ,quindi alla domanda chi è Gesù , se è risorto si risponde come quando si esce dal cinema o al termine di un concerto : meraviglioso, bello , straordinario, mi ha colpito quel canto o quella scena ….poi ci si rivedrà domenica per assistere ad un altra Messa , della morte del senso del male e del Suo valore di vita incarnato nella Parola di Dio quello è roba da non dire o in pregiudizio al giubileo dei giovani roba da sfigati.