Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti

La fine dell’annosa serie tv lefebvriana potrebbe finalmente spingerci ad altri lidi ecclesiali, magari entrando nel XXI secolo e chiudendo anche l’epilogo del post-concilio
2 Luglio 2026

Consumato lo scisma, che peraltro nei fatti già era tale, e da anni (sarebbe bene andare a rileggere quello che Paolo VI disse e scrisse a Lefebvre nel 1976, anche in udienza privata: è già tutto lì), forse due movimenti sarebbero auspicabili.

Il primo: che quanti in ambito ecclesiale si sono spesi molto, e non sempre in modo disinteressato, per far rientrare la Fraternità Pio X, anche strumentalmente, potessero riconoscere l’abbaglio e, magari, domandare anche scusa per aver fatto consumare energie e credibilità su un campo che era (ed è) non solo liturgico, ma ecclesiologico e, in ultima analisi, anche antropologico, perché non è tanto il latino, ma l’idea di chiesa, di cristiano, di uomo e donna che soggiace a tali fratture… Abbaglio, peraltro, che ha generato certe mosse ‘generose’ ma assai mal comprese, ulteriormente creando dissidi, separazioni, tensioni. Poiché, dobbiamo pur ammetterlo, era chiaro da subito che tale generosità ecclesiale, non ugualmente concessa a tutto l’arco cattolico, non avrebbe trovato accoglienza: contro l’ideologia travestita da verità (ossia qualcuno che trasforma la parzialità nell’assolutezza totale della verità) è quasi impossibile trovare un accordo (si pensi alla famosa etichetta “Chiesa di sempre” che ignora qualche buon manuale di storia della chiesa e della teologia).

Il secondo: lasciando che i morti seppelliscano i loro morti, sarebbe forse il caso di chiudere il lungo post-concilio, che di per sé si è esaurito il giorno in cui Benedetto XVI ha rassegnato le dimissioni, che non erano solo un atto personale o di governo, ma erano anche simbolicamente ricche di valore teologico ed ecclesiale, la cui portata forse non è stata ancora capita e ammessa da tante parti della chiesa cattolica. Perché quelle dimissioni segnavano anche l’umile ammissione di una ‘resa’,  dichiaravano l’impossibilità di un moderato tentativo ‘restauratore’ (generale e particolare), animato da buone intenzioni ma non coronato dal successo. Un lungo trentennio di ‘normalizzazione’ ha lacerato e sfiancato: la profondità della riflessione teologica, che oggi spesso arranca, ha anche in quel lungo periodo una delle sue radici.

Ora, per favore, è davvero il tempo di entrare nel XXI secolo. E il fatto che Leone abbia nominato Suor Alessandra Smerilli prefetta del Dicastero dello sviluppo umano integrale, proprio mentre a Ecône si allestiva un atto anacronistico, reazionario (così evidente lo sposalizio tra certi estremismi politici e il rifiuto del Vaticano II) e, paradossalmente, tipicamente postmoderno (lo aveva ben in messo in luce Bauman trattando del ritorno identitario nella società liquida), è già di per sé un gesto assai significativo.

«Nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio»

6 risposte a “Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti”

  1. Francesca Vittoria Vicentini ha detto:

    Conta quante sono le stelle in cielo, così Dio apostrofa Abramo a predirgli quanto numerosa sarà la sua stirpe, forse oggi solo a Lui e dato sapere quanto popolo di credenti nel suo Figlio sono radunati e attirati dalla sua Chiesa. Al ladrone crocifisso è bastato il suo credo, e dalla conversione del cuore che avviene il vivere la Fede e ogni persona è diversa. La Chiesa di ieri ha avuto santi e miracoli, ha generato missionari in ogni luogo della terra, il Santo Padre Leone XIV nel suo viaggio in Libano ha fatto conoscere di quanto la Fede sia ancora capace di muovere il cuore dell’uomo a spendersi per seminare opere che danno frutto:”Perché spendete denaro per ciò che non è pane, venite a me voi tutti che avete fame e sete di giustizia”!. Dio ha in ogni tempo ribadito essere “Gesù al di sopra di ogni altro nome” cui piegare il ginocchio.” Così la Chiesa ha da essere una……Santa Cattolica e apostolica

  2. Maria Crasso ha detto:

    @SergioDiBenedetto –
    Non conosco i numeri anche se capisco che non tutti i battezzati sono praticanti. Il confronto va fatto tra praticanti. Ho letto che papa Francesco ha concesso ai lefebvriani di amministrare il matrimonio e le confessioni. Perché l’ha fatto se non serviva a nessuno? Conosco persone che non vogliono venire in parrocchia e vanno lontano a pregare. Io intendo morire la’ dove
    sono nata e non cambierò in vecchiaia.

  3. Roberto Beretta ha detto:

    Ragionamenti interessanti, ma secondo me non è così semplice. Non va dimenticato che quanto i lefebvriani mostrano oggi, dall’ecclesiologia ai paramenti, noi cattolici siamo stati fino a ieri, e con convinzione fondamentalista! C’è da chiedersi se tutto ciò non trovi radice in un certo modo di intendere la religione, modo che perdura tuttora anche nel cattolicesimo postmoderno

    • Maria Crasso ha detto:

      Bisogna vedere chi è più morto!
      Lei addirittura si rifiuta di adorare il Risorto. Siccome è buono e misericordioso e ha pagato i miei debiti sulla croce io non lo tratto più da Dio. La bontà non sminuisce la grandezza e la verità dell’essere. Come i ragazzini di famiglia maleducata che mancano di rispetto al maestro dal fare democratico.
      Perché tanti cattolici vanno dai lefebvriani? Mica solo per il latino. Perché non trovano fede e devozione tra i nostri preti che si innervosiscono se ti vedono inginocchiare e allora levano l’inginocchiatoio. Come se loro fossero alla pari con Dio, o semplicemente non credono alla presenza reale di Cristo nell’ostia.

      • Sergio Di Benedetto ha detto:

        La solita tiritera… “tanti cattolici”: ma tanti quanti? su 1 miliardo di cattolici, sa quanti sono? Stando ai numeri forniti dalla stessa Fraternità, e quindi non da fonte indipendente, i fedeli sarebbero circa lo 0,05% dei cattolici; e i seminaristi, di cui si fanno vanto, lo 0,2%; dei seminaristi totali; veda lei. Il fatto è che i media li pompano come se fossero il 10%, ma sono 4 gatti. Il 99,95% dei cattolici (ovvero battezzati) non è aderente alla Fraternità Pio X. Diamo un po’ di forza ai numeri e basta con le narrazioni fantasiose.

  4. Roberto Piva ha detto:

    È impressionante il fariseismo che, con una veste nuova (vedi anche i paramenti carnevaleschi), si vuol far credere, come descritto nella riflessione, che questa sia la “Chiesadi sempre” ma che ignora qualche buon manuale di storia della chiesa e della teologia”. Tanta disonestà intellettuale è aberrante, pazienza per i laici tenuti a distanza dalla Scrittura del Nuovo Testamento per cui ignoranti, ma per I preti che studiando la storia della Chiesa mai che abbiano approfondito fatti storici antievangelici avvenuti? Lo scisma era già presente ma finalmente si è rivelato. Non finisce qui, adesso cosa faranno quei pretie/o laici che tenevano i piedi in due staffe? Continueranno nel loro fariseismo senza battere ciglio!

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