Oltre le chiese chiuse

C'è una chiesa "nuova" e altrettanto buona e vera, tutta da scoprire in questa esperienza inattesa, dovuta all'epidemia.
17 Marzo 2020

Sollecitato dalla testimonianza di un’amica, ho provato a riflettere su cosa dice a me questa faccenda delle “chiese chiuse”.

Premessa. Credo onestamente sia molto difficile capire quale sia la decisione più giusta, per tutelare i vivi, in questo momento. E se essa possa essere valida ovunque e in ogni caso.

Detto ciò, quello che vedo come opportunità è scoprire o riscoprire alcuni aspetti della vita di fede, e persino comunitaria, che sono efficaci e veri anche senza poter andare in chiesa, ai quali probabilmente non siamo stati affatto educati ed abituati.

Messe da parte le situazioni più drammatiche, comprensibilmente, ci sentiamo più soli anche per via di questo deficit formativo.

Siamo stati in genere educati a una vita di fede abbastanza monocorde, strutturata, molto rituale e a tratti burocratica (penso a un certo modo di prepararsi e vivere i sacramenti), ma con poca formazione alla vita spirituale profonda, all’ascolto e meditazione della Parola, e alla preghiera di intercessione.

C’è una chiesa “nuova” e altrettanto buona e vera, tutta da scoprire in questa esperienza inattesa, dovuta all’epidemia.

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