Come una calamita

La vocazione e missione dei cristiani non è altro che questa: essere semplicemente, unicamente e profondamente innamorati di dio. Il resto viene da sé.
20 Agosto 2021

Amatissimi Fratelli e Sorelle, vi avviso fin da subito che oggi è giornata di interrogazioni. Siete pronti? Coraggio allora, cominciamo con le domande:

Chi è Dio?

Se sfogliate il Vangelo di S. Giovanni o gli altri Vangeli sinottici, troverete varie espressioni con le quali viene definito Dio. Dio è Amore. È Padre. È Misericordia. È il Buon Pastore. È il Salvatore. È  la Via, la Verità e la Vita. È la Porta, per la quale si entra nella Vita. È il Maestro. È lo Sposo. È l’Acqua viva, ecc… Dio è tutto questo e ancora di più. Oltre a ciò che abbiamo detto sopra e che ci è rivelato nei Vangeli, Dio è anche poesia, musica, canto, arte. O meglio, in queste cose troviamo la Sua impronta perché è Lui che le ispira e le contiene. In esse Lo incontriamo come Lo incontriamo nella natura e nel nostro prossimo. Per dirlo con le parole di S. Francesco d’Assisi: Dio è tutto

Chi è Dio per me?

Se mi consentite di usare questa simbologia, per me Dio è come una calamita. È vero, questa definizione di Dio non si trova nella Sacra Scrittura e nemmeno nei libri di teologia, però nel Vangelo c’è un’espressione di Gesù che la suscita e la conferma: “Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me”. “Attirerò”, appunto… proprio come una calamita. Con il Suo Amore, Dio attrae potentemente a Sé il cuore di ogni essere umano, pur lasciandolo libero di aprire il cuore a questo Amore o di rifiutarlo

Chi è il cristiano?

Se Dio è Amore che attrae, il cristiano, attratto da questo Amore, non può che essere un innamorato. Non solo, ma come il ferro e la calamita si uniscono e diventano una cosa sola, così il cristiano è chiamato a diventare una cosa sola con Dio, a trasformarsi completamente in Lui, a diventare cioè totalmente amore. Carissimi, io spero che quando lasceremo questa terra per trasferirci in Cielo, non si dica che siamo  morti, ma  che  siamo  stati trasformati nell’Amore. Quando quest’opera sarà portata a compimento (da Dio certamente, in primo luogo, ma non senza la nostra collaborazione), Gesù verrà a prenderci per portarci con Sé nel posto che ci sta preparando con tanta cura. La vocazione e missione dei cristiani non è altro che questa: essere semplicemente, unicamente  e profondamente innamorati di dio. Il resto viene da sé.

Quando si è innamorati non si fa che pensare alla persona amata, il cuore batte per lei, gli occhi sfavillano di una luce particolare, si anela all’incontro con lei, si ripensano alle parole che ha proferito, ai gesti che ha compiuto. La stessa cosa vale nella nostra relazione con Dio. Chi è innamorato è come se avesse le ali. Tutto ciò che fa, lo compie con leggerezza, con gioia, volentieri. “Volentieri” è una parola che nel mio cuore trova una risonanza immensa. Se facciamo tutto con amore e per amore, compiremo tutte le cose con lo stesso slancio, gioia ed entusiasmo. I Santi erano e sono persone profondamente innamorate di Dio. Attenzione! Innamorate non di un’idea o di un’ideale, ma di una Persona viva e vera. Non dimentichiamo che Dio, in Gesù di Nazareth si è fatto Carne.

S. Chiara D’Assisi, Fondatrice dell’Ordine delle Clarisse cui appartengo, nell’ultima lettera che ha scritto, poco tempo prima del suo felice transito, alla consorella S. Agnese di Praga, così descrive l’incontro con il Suo Amato: “La tua sinistra passerà sotto il mio capo e la tua destra mi abbraccerà e Tu mi bacerai col felicissimo bacio della tua bocca” (Ct 2, 4). Ditemi voi se queste non sono espressioni proprie di una persona innamorata! “Sorella morte” è ormai vicina, ed ella parla dell’incontro con lo Sposo con una freschezza ed un entusiasmo che fa pensare all’incontro tanto atteso tra due adolescenti innamorati. Ricordiamoci però che l’amore verso Dio, se è vero, porta all’amore verso i fratelli. Perché: “Se uno non ama il prossimo che si vede, non può amare Dio che non si vede” (1Gv 4,19).

Carissimo, ti lascio con una domanda che richiede la tua personalissima risposta. La risposta tua, non quella letta sui libri (e guarda che il nostro Maestro se ne accorge se hai sbirciato nel quaderno altrui per copiare, non rischiare una magra figura…). La risposta tua, ribadisco, frutto dell’esperienza che tu hai fatto di Lui nella tua vita:

Chi è Dio per te?

 

Una replica a “Come una calamita”

  1. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Ovunque il guardò io giro, o immenso Dio ti vedo”””” come è bella la luna stasera,!! una palla, rossa, perfino sembra emano calore, la faccia un po’ corrucciata, e che dire se non di essergli grati per il dono della vita! Perché a viverla è un essere creativi a nostra volta, di noi stessi ma anche a volgere interesse verso i nostri simili, verso il mondo che ci sta’ d’i torno, la natura della quale saremmo custodi, ma custodiamo male visto fino a che punto ne abbiamo alterato i ritmi e le regole, impoverendola a voler sfruttare i tesori che custodisce sottoterra , per troppa ingordigia e possesso di denaro, come estrarre prodotti del sattosuolo a estrarre carburante per le nostre macchine e metalli preziosi a costruire oggetti mirabolanti. Lui ha permeato ogni creatività di bellezza e cura amorevole;un popolo ha scelto e allevato perché 9si dicesse e fosse prova, presenza sua in Gesù Cristo nel mondo. Mi domando come fa Dio ciononostante a rendersi disponibile

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