Oltre il suo corpo

E se la festa del Copus domini ci insegnasse anche a rivedere il modo in cui guardiamo e valutiamo i nostri e gli altrui corpi?
24 Giugno 2025

Assuefatti da notizie truculenti di cronaca nera, di femminicidi, di violenza e di abusi inauditi, che trapelano visioni femminili cosificanti (specie sul piano fisico-sessuale), vale la pena fermarsi per ascoltare una storia diversa, sperando che questa porti un’emulazione in positivo e aiuti a intraprendere quel cambiamento culturale, ma prima ancora spirituale ed umano necessario per riconoscere la dignità della donna e della persona umana in genere.

Questa è la storia di Turia Pitt, atleta australiana, coinvolta in un incendio che le ha sfigurato il volto e ustionato irrimediabilmente il corpo durante un’ultramaratona nella regione del Kimberley, nell’Australia Occidentale.

A seguito dell’incidente fu sottoposta a un mese di coma farmacologico e a più di 200 interventi chirurgici; le vennero amputate tutte le dita della mano sinistra e due della destra; trascorse più di due anni in convalescenza per le ustioni riportate sul 65 per cento del suo corpo.

È  perciò divenuta emblema di resilienza e di motivazione per la sua tenacia e forza d’animo.

I riflettori di questo scritto tuttavia non sono rivolti solo su di lei, ma su quello che ad oggi è suo marito: Michael Hoskin. Al tempo lui e Turia erano fidanzati e in tutto questo calvario che la donna ha dovuto passare, fatto di sofferenza e stigma sociale, lui non l’ha mai abbandonata, non l’ha scartata e non ha mai smesso di mostrarsi uomo: un esempio di virilità, il suo, diverso da quella tossica, infantile o “liquida” a cui oggi spesso siamo abituati.

Colpisce la sua dichiarazione, che interroga tutti noi, sul nostro modo di amare.

Alla domanda di diversi giornalisti provocatori e o impudenti, nel chiedergli se avesse mai pensato di lasciare quella donna, che non corrispondeva più alla sua aspettativa di fidanzata attraente e desiderabile, lui ha spostato l’asse, rispondendo che si era innamorato dell’interiorità di quella donna oltre che del suo corpo, e che, se quella tragedia aveva irrimediabilmente offuscato la sua integrità fisica, questo non valeva per la sua interiorità.

Un uomo banale, che ha scelto di guardare al di là dell’apparenza, per andare all’essenziale ed essere d’esempio di sana virilità quando si comprende che l’amore non è solo un sentimento, ma sostanzialmente una decisione che interpella totalmente la propria libertà.

 

 

 

 

 

2 risposte a “Oltre il suo corpo”

  1. Pietro Buttiglione ha detto:

    Grazi x averci fatto conoscere Turia Pitt. Mi ha ricordato Rosanna Benzi.
    https://informareunh.it/non-perdiamo-il-vizio-di-ricordare-rosanna/
    Dove leggo le parole di Primo Levi, quello di “E SE questo è Uomo”
    Esattamente la domanda che mi/vi pongo.
    Può definirsi vita umana quela di tanti portatori di handicap?? Quella di Rosana, di Turia? UMANA. Umanità. Be human.
    Con tutto il cuore. Con tutto me stesso: Sì, è vita umana. Ben più di quel tizio che ho visto stamane a fianco di Netanyahu lanciare un messaggio ad un Uomo iraniano:
    ” Io ho ucciso una decina dei tuoi collaboratori. Ora tocca a te.
    Attento perchè ti dò solo 12 ore di vita.
    Non Uomini ma peggio delle belve.
    Pietro

  2. gilberto borghi ha detto:

    Grazie, grazie! Servono davvero storie così. E due riflessionimi si impongono. Sono sempre stato convinto che i generi maschile e femminile sono fortemente correlati, anche nel loro corso storico. Se uno dei due è in crisi, l’altro ne risente fortemente e, a seconda delle epoche, mette in atto strategie compensatorie. Così mi chiedo: quale donna si correla ad un uomo con questa virilità? Siamo davvero sicuri che la percezione che uomini cosi oggi ce ne siano pochi, non sia connessa anche alla percezione che donne correlative ad essi ce ne siano altrettanto poche? Poi resta da indagare la natura di questa correlazione. Ma sulla sua esistenza ho pochi dubbi.
    Seconda: tu lo appelli “uomo banale”. Se è ironico ok. Ma se non lo è… quanta aspettativa viene posta sul genere maschile perchè sia definibile “all’altezza” della donna? Anche sulle aspettative la correlazione di genere non si può eludere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I commenti devono essere compresi tra i 60 e i 1000 caratteri. I commenti sono sottoposti a moderazione da parte della redazione che si riserva la facoltà di non pubblicare o rimuovere commenti che utilizzano un linguaggio offensivo, denigratorio o che sono assimilabili a SPAM.

Ho letto la privacy policy e accetto il trattamento dei miei dati personali (GDPR n. 679/2016)