Femminilità tossica

Le relazioni cosidette "tossiche" prescindono dai generi sessuali? Ma hanno al contempo catteristiche differenti in base al genere?
20 Agosto 2025

Dopo aver pubblicato un articolo sulla maschilità tossica, ho ritenuto doveroso scriverne uno sulla tossicità dei comportamenti del sesso opposto, lo ritengo giusto perché l’etica non ha genere.

Che cos’è la femminilità tossica? È un concetto simile a quello della mascolinità tossica ma che presenta dei tratti inediti, a motivo della storicità in cui questo fenomeno si origina. Se la società patriarcale ha caratterizzato millenni di storia, è solo da pochi decenni che le donne hanno rivendicato dei locus di potere e il backlash – con cui le donne rivendicano i loro spazi di legittimazione – può assumere delle caratteristiche particolari.

La femminilità tossica ha a che fare con tre matrici. La prima è quella degli stereotipi di genere, all’adeguamento a ruoli sociali (l’ostentazione di tratti femminili) avulsi dall’etica, ma legati alla cultura patriarcale e non tanto al processo di umanizzazione. La femminilità tossica si evince per la strumentalizzazione di alcune caratteristiche tipicamente femminili: sensualità, prestanza fisica, gentilezza interessata, dolcezza, sensibilità e predisposizione alla cura dell’altro che, unite a manipolazione e utilitarismo, mirano ad ottenere dei privilegi o dei vantaggi personali a discapito dell’uomo.

Una seconda matrice nasce da modalità erronee di gestione del potere, se si vuole rendere giustizia al fatto che la cultura androcentrica ha causato numerose violenze ad abusi al genere femminile, la modalità del capro espiatorio maschile e della sua denigrazione diventa latrice di altrettanta violenza. Etichettare all’uomo particolare delle colpe ricavate da astrazioni generali è ingiusto, anche se a volte queste dinamiche sono più ambigue da identificare perché si muovono sul versante dell’esclusione sociale. Una specifica corrente della cancel culture mira proprio a questo: a estromettere gli uomini dalla narrazione storica o a tacciarli tutti e inderogabilmente come abusanti.

La terza matrice ha a che fare con tutti quegli atteggiamenti matriarcali di controllo e di manipolazione maschile, che fanno ricadere nell’eteronomia e nei sensi di colpa uomini adulti che devono fare i conti con madri invadenti e possessive.

Sia i fenomeni di femminilità che quelli di mascolinità tossica sorgono da visioni antropologiche unidimensionali o riduttive dell’umano: ostentano infatti il piano del fare o dell’apparire, trascurando quello dell’essere. Per contrastare tali visioni urge recuperare una visione integrale dell’essere donna o uomo più che proporre nuovi modelli sociali, con la consapevolezza che il particolare sfugge sempre al generale e che il carattere di un’unicità è una ricchezza sia per il genere femminile che per quello maschile.

 

 

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