«Che Mario Rigoni Stern esista, ha qualcosa di miracoloso. […] In primo luogo, perché ha del miracolo la sua stessa sopravvivenza. […] Ma è altrettanto miracoloso che Rigoni sia quello che è, che sia riuscito a conservarsi autentico e schivo in quest’epoca di inurbamento suicida e di confusione dei valori».
Mi tornano spesso alle mente queste poche splendide righe che Primo Levi scrisse riguardo allo scrittore di Asiago in La ricerca delle radici (1981); e mi tornano alle mente ogni volta che leggo qualche testo, qualche poesia, oppure quando scambio delle mail con don Angelo Casati, uno degli uomini più puri, teneri e autentici che questo tempo possa conoscere. Perché don Angelo ha il cuore lieto e sereno di chi ha creduto fino in fondo a Gesù di Nazareth e questo gli ha permesso di darsi libertà e freschezza, di custodire umanità e aprire il dono della parola. La sua è una parola che vibra di vita, che nutre esistenza, che consola e apre la tenda sotto cui trovare riparo: così è per le sue poesie, per le sue meditazioni, per le sue omelie, per le sue mail.
Farà bene, allora, leggere Riaprire le sorgenti, un agile libretto edito da Sanpino e curato da Francesco Occhetto, che nel testo entra in dialogo con don Angelo su tanti temi, ma tutti cari al poeta, tutti già sfiorati dal cristiano diventato prete perché affascinato dall’umanità di Gesù: «[Un docente] ci raccontò — finalmente dico — di Gesù, della sua umanità, dopo una pletora di fervorini pallidi e moraleggianti che ci venivano propinati ogni giorno. Fu come il riaccendersi di un fuoco sotto la brace. Non una folgorazione, un crepito nel silenzio dell’anima».
Il dialogo è del 2022, ma vede la luce solo ora, ed è comunque un dono: perché allarga il respiro, dà ospitalità a tante fatiche del credere, mentre radica la fiducia nel «Dio delle infinite sorgenti», chiamando a sé «la forza dei miti. Che non saranno mai degli acquiescenti».
Così, sollecitato dalle domande di Occhetto, don Angelo parla di umanità e «civiltà dei manichini», di relazioni e volti, di chiesa che chiude oppure che rigenera («L’aria mi era e, a volte, lo è ancora, irrespirabile, dico l’aria delle sagrestie, l’aria dei cenacoli chiusi dove si confonde la spiritualità con il sequestro. Uscivo, esco, manca l’aria. Soffro restrizione»), di un Dio sempre da cercare, mai conquistato: «Provo disagio di fronte a quelli per cui di Dio tutto è risaputo, quelli che amano le definizioni e non viene loro il sospetto che definire Dio, è farlo finire: una mostruosità».
Nello snodarsi di discorsi e argomenti, qualche citazione, qualche verso di don Angelo (versi che in appendice sono ripresi in una piccola antologia) dà il ritmo, amplia sguardi e orizzonti, canta la sana follia dell’amore: «Non pochi trovano strano, follia, che a cantare sia un novantenne. Ma, testardo come sono, mi vado dicendo che senza un po’ di follia, non ci si muove. In nessun campo. Senza un grumo di follia che cosa diventa anche l’amore? Se non stanca abitudine, un recinto di calcoli e misure. In vigilia di soffocamento».
Pagine dense di sapienza, dunque, pagine che prendere in mano farà bene, perché concedono il privilegio della speranza.
Angelo Casati, Riaprire le sorgenti. In dialogo con Francesco Occhetto, Pecetto Torinese, Sanpino, 2026, 89 pagine, 13€.
Buonasera.
Delizioso articolo. Desidero dire che io ho avuto modo una volta di ascoltare dal vivo don Angelo Casati, e che spesso leggevo le sue Omelie ricche di suggestioni, esistenziali e pur in tanta delicata poesia concretissime.
Belle da meditare, argomentate e pur ricche di spunti o frasi tanto ‘sintetiche’ da essere da sole una meditazione, uno sguardo dentro noi e fuori di noi, nella realta vasta.
Le ricevevo da una newsletter che ora ha cambiato indirizzo, al punto che io che cibenetica non sono’, non ci so entrare.
Tuttavia, per chi fosse interessato e capace dò l’indirizzo da cui mi arrivano ancora le sue Omelie
fcrosti=mac.com@send.aweber.com
Mi fareà piacere se tramite il Dr S. Di Benedetto poi potrò ricevere il come accedere a questa newslweter (che una volta inviava altre cose, ad es Salmi commentati con musiche scelte.
GRAZIE DI CUORE,
Sr Carmela