Novità per il dopo Covid nella Diocesi di Caciotta

Esplosione di creatività in un ficcante comunicato del Vescovo di Caciotta che propone alcune novità rivoluzionarie per la ripresa, ad ottobre, delle attività comunitarie ecclesiali
3 Agosto 2020

Nell’afosa estate dell’anno della pandemia la stanca routine pastorale è spezzata dall’inaspettata e sorprendente iniziativa del vescovo di Caciotta, mons. Arturo Castelmagno, che preannuncia alcune coraggiose novità per il prossimo autunno.

Più spazio ai laici. Nel tentativo di portare finalmente a termine la riforma conciliare, senza però intaccare l’organizzazione gerarchica della parrocchia, è stabilito che dal 1° ottobre ai fedeli laici verranno riconosciute nuove responsabilità. Tanto per cominciare, potranno premere da soli il pulsante del dispenser del gel disinfettante all’ingresso in chiesa. Poi si vedrà.

Più pastorale digitale. Per sfruttare il successo delle celebrazioni e degli altri appuntamenti ecclesiali realizzati sui social network durante la quarantena, verrà istituito un canale You Tube ufficiale della diocesi dedicato ai giovani. Ad animarlo don Andrea Provolone, un prete-cybor programmato per tradurre il catechismo di San Pio X nel linguaggio di Fedez e Rovazzi.

Più attenzione ai poveri. Sotto la guida attenta di Suor Rita Fontina, il gruppo Caritas diocesano rilancerà una serie di iniziative per soccorrere i nuovi indigenti provocati dalla pandemia. Tra queste il progetto “Invita a cena un migrante ma digli di portare il dolce” e la frizzante idea della “Pizza sospesa senza glutine” per i disoccupati celiaci.

Una chiesa più in uscita. Per incrementare il carattere missionario della comunità di Caciotta, viene creato, sotto l’attenta supervisione del vicario generale, mons. Aldo Cacio, il gruppo “Chi l’ha visto?”. Obiettivo del progetto è riavvicinare alla vita parrocchiale quei fedeli che se ne sono allontanati per motivi imperscrutabili. Verranno offerti loro sconti sulle tariffe dei sacramenti e posti in prima fila alle funzioni più significative.

Più attenzione agli anziani. Sarà invece coordinato dal generoso fra Adalberto Squacquerone il nuovo circolo per la terza età della diocesi, un luogo d’incontro e socializzazione per gli over settantacinque. Superando gli stereotipi della briscola e delle bocce, gli anziani saranno coinvolti in arricchenti attività artigianali come “Ripara il tetto della sacrestia” o “Imbianca la canonica del parroco”.

Più dialogo interreligioso e non solo. Una decisa svolta verso l’incontro con i credenti di altre religioni e il dialogo con i non credenti è un’altra scelta determinata del vescovo di Caciotta. Sarà il prof. Rino Pecorino, storico delle religioni, a organizzare una serie di incontri con ebrei, musulmani, buddisti e atei. Titolo del ciclo “Tanto resto cristiano, che te credi?”.

Più spazio alle donne. È questa forse l’iniziativa più originale annunciata per il prossimo ottobre dalla diocesi. La signora Flavia Ricotta, pedagogista e counselor di fama, coordinerà un gruppo di riflessione sulle tematiche bioetiche, sociali e giuridiche connesse al tema del femminile, al ruolo delle religiose, della spose e delle madri nella vita ecclesiale. “Daremo più spazio alle donne”, ha annunciato solenne il vescovo Castelmagno. “Almeno un paio di metri quadri, per ora”.

2 risposte a “Novità per il dopo Covid nella Diocesi di Caciotta”

  1. Elisabetta Manfredi ha detto:

    Purtroppo le cose vanno davvero così anche nelle diocesi con vescovi che si credono aperti ai laici e pure alle donne (categoria diversa dai laici si sa…). Io ho perso la speranza di vedermi riconosciuta come essere che puó dare il suo seppur piccolo contributo all’interno della Chiesa, e zappo in campi che non hanno la croce sul cancello ma che sono sempre ‘campi del Signore’. E del resto che pretendo? Come mi ha detto il mio vescovo rispondendo alla mia offerta di spendere alcuni anni in una missione diocesana rimasta senza preti ‘sei una donna e neanche una suora, con che mandato ti mando?’
    E non mi é stata neppure fatta una diciamo controfferta. Di una 56enne normodotata la mia diocedi non sapeva che farsene…
    Quindi le vicende della diocesi di Caciotta lungi dall’essere una rappresentazione grottesca sono purtroppo la triste realtà.

  2. Mario Salano ha detto:

    Mi piace tanto il sardo, fresco e stagionato. Ho 70 anni e ricordo con nostalgia e affetto mia mamma, ora in Paradiso, che, fin da bambino me lo comprava ogni tanto perché mi piaceva tanto al punto che… la mia seconda figlia ha sposato un Sardo, un ragazzo buonissimo. Quindi almeno un sacrestano sardo lo vogliamo accogliere a Caciotta?

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