Il “minestrone” di certezze del cardinal Mueller

A volte anche le certezze dottrinarie dei custodi della fede possono e debbono essere messe in discussione
24 Settembre 2025

Le dichiarazioni del card. Mueller, prefetto emerito del dicastero della Dottrina della Fede, cominciano a mettere a dura prova la mia pazienza. Ripetere che “la dottrina è molto chiara” su qualunque argomento (e non solo sul tema LGBT+) per dire che non si vuole sentir parlare di alcun aggiornamento, tradisce una debolezza di fondo e rivela una totale mancanza di visione del presente e del futuro.

Infatti, mi sembra inutile riaffermare le regole sedimentate dalla tradizione – nonostante si fondino su argomenti antiscientifici e su una lettura discutibile delle Scritture – quando si sa benissimo che sono ormai pochissimi i cattolici disposti a prenderle sul serio.

Si rischia uno scollamento sempre più forte tra Magistero e “sensus fidei fidelium”, elemento quest’ultimo indispensabile proprio per tramandare l’esperienza del credo cristiano. Si rischia che i fedeli se ne vadano per altri lidi, laddove la loro fede venga maggiormente valorizzata.

Ma cos’ha detto questa volta il cardinale Mueller?

Era andato a Belmonte del Sannio, piccolo centro del Molise che gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Il Consiglio Comunale del paesino riconosce infatti che “il suo ministero pastorale e la sua instancabile azione e testimonianza ha rappresentato un esempio luminoso di fede e di dedizione alla causa della Chiesa. La sua vicinanza ai valori della solidarietà della pace e dell’accoglienza costituisce un patrimonio spirituale che travalica i confini locali, arricchendo l’intera società”.

Strane parole per una delibera di un ente pubblico di uno Stato laico, ma ne prendiamo atto. Con l’occasione, il settantottenne cardinale ha approfittato per rispondere ai giornalisti presenti e segnatamente a una domanda circa il “Giubileo LGBT+” promosso da La Tenda di Gionata. Ecco il suo intervento:

La Dottrina della Chiesa è molto chiara che… ehm… gli atti omosessuali sono un peccato mortale. Per questo deve rifiutare questa politica che alcuni fanno entrando nella Porta Santa per fare la propaganda per se stessa e non per ricevere la penitenza ma con cambio… ehm… della vita. Ma Papa Francesco non ha accettato questa ideologia del LGBT. Io penso anche per correggere questo malinteso che la Chiesa avesse quasi accettato questo comportamento come qualcosa da benedire e invocare la benedizione di Dio. Dio ha benedetto, secondo il libro Genesi, uomo e donna nel matrimonio. Questa è la benedizione di Dio. Paolo chiaramente ha spiegato che l’Antico Testamento e Gesù hanno sottolineato che solo un uomo e una donna possono fare un matrimonio. Questo è la benedizione di Dio. Questo è benedizione sui loro bambini eccetera. Non si può benedire il peccato”.

Nel contenuto di questo intervento sono presenti errori macroscopici sin dalle prime affermazioni: innanzitutto, quando dice “entrare dalla Porta Santa per fare propaganda a se stessi”. Se così fosse, allora sarebbe propaganda anche quella delle centinaia di associazioni che stanno compiendo lo stesso gesto. Il problema, però, è che Sua Eminenza non dovrebbe permettersi di dubitare dello spirito di fede che accompagna a Roma i pellegrini, singolarmente o in forma associata. Non ha alcun mandato per farlo e, soprattutto, non li conosce. Dunque, farebbe meglio a sospendere il giudizio. O dobbiamo ricordare, proprio a lui che ha ricoperto cariche così alte, cosa dice davvero San Paolo a proposito del giudicare? Sono le parole esatte che seguono immediatamente quelle che i conservatori come Mueller usano come atto di condanna verso le persone omosessuali: “Sei dunque inescusabile, chiunque tu sia, o uomo che giudichi; perché mentre giudichi gli altri, condanni te stesso; infatti, tu che giudichi, fai le medesime cose” (Rm 2,1).

Risaliamo, poi, alla frase precedente: la Chiesa “deve rifiutare questa politica”. E cosa dovrebbe invece fare? Chiudere le porte? Ma quanto è bella una Chiesa che si apre e si chiude a piacimento di qualche cardinale e del suo “fan club”, o che magari lascia socchiuso uno spiraglio in modo che si possa entrare di nascosto per non turbare nessuno? No, cardinal Mueller. La Chiesa è mossa dallo Spirito e, se lo Spirito suscita il muoversi in una direzione o in un’altra, non può che rimanere aperta, specialmente se significa aprirsi alla novità. Poi aiuterà a camminare, magari anche correggendo, ma mai rifiutando.

Ancora prima si legge: “La Dottrina della Chiesa è molto chiara che… ehm… gli atti omosessuali sono un peccato mortale”. A me consta che, per quanto non siano ancora stati emendati i due (su quasi tremila) articoli di Catechismo che trattano di omosessualità, il dibattito in proposito è abbastanza vivo. Recentemente, più volte i vescovi hanno discusso documenti che proponevano qualche riforma e, per quanto non abbiano mai ottenuto la maggioranza di due terzi richiesta per essere approvati, hanno sempre superato il cinquanta per cento. Dunque la Chiesa è almeno spaccata a metà, con un lieve ma significativo spostamento verso la nostra causa. Segno che la dottrina sarà anche molto chiara, ma è proprio per la sua eccessiva chiarezza, forse, che necessita di un aggiornamento.

Passiamo alla “penitenza” e al “cambio della vita”. Anche qui Mueller dimostra di non aver capito. Sì, entrando in San Pietro sembravamo il Quarto Stato di Pelizza da Volpedo. Procedevamo a testa alta, con cipiglio fiero, un po’ guardando avanti e un po’ scambiandoci sorrisi di incoraggiamento. D’altra parte, eravamo uno dei gruppi più numerosi tra quelli finora giunti in Basilica. E il numero, insieme agli sguardi empatici che avevamo collezionato lungo il tragitto – sguardi di altri cattolicissimi pellegrini – ci facevano capire che era giusto che fossimo lì, non per pentirci di chissà cosa, ma per ricevere ciò che, nello spirito autentico del Giubileo, ci spettava: la liberazione degli oppressi.

“Lo Spirito del Signore è sopra di me” dice Gesù inaugurando la sua vita pubblica. “E mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi e predicare un anno di grazia del Signore” (Lc 4,18 cfr Is 61,1-3). Parlare di penitenza quando ci si riferisce al Giubileo mi sembra corrispondere ad un desiderio irrefrenabile di manipolare le coscienze. Quanto al cambiamento di vita: sì, abbiamo voglia di cambiare, di uscire dai cassetti e amarci alla luce del sole.

Venendo poi alla frase “papa Francesco non ha accettato questa ideologia del LGBT”, non si può non notare che riferirsi a papa Francesco è ormai un classico dei tradizionalisti per dire la loro attribuendo a lui le proprie idee. Essi infatti sanno che è stato un Papa simpatico, ma ciò non rappresenta il massimo dell’onestà intellettuale.

Nel frattempo, a proposito di “benedire” e di papa Francesco, ricorderei al card. Mueller che “Fiducia Supplicans” resta in vigore e che, a parte le lamentazioni dei vescovi africani e di alcuni presuli di altri Paesi antidemocratici, ha registrato solo favori. A nessun altro è passato per la mente che la benedizione di una coppia di persone dello stesso sesso che si amano sia frutto della “ideologia LGBT”. Si tratta di un semplice passo avanti nella carità.

Il tema della benedizione sembra però essere molto caro all’ex prefetto dell’ex Sant’Uffizio. Prosegue infatti con: “Dio ha benedetto, secondo il Genesi, uomo e donna nel matrimonio. Questa è la benedizione di Dio”. Ma i vetri sono scivolosi. Resta difficile arrampicarsi e anche il cardinal Mueller fa fatica. Sembra non rendersi conto che benedire l’unione tra uomo e donna non esclude in alcun modo la possibilità di benedire, nelle forme particolari previste da “Fiducia supplicans”, anche la coppia tra uomo e uomo o donna e donna.

Il finale, poi, è fragoroso: “non si può benedire il peccato”. In rete circolano ancora foto in cui proprio lui benedice delle armi. La Chiesa ha sempre benedetto ogni cosa: case, scuole, cavalli e, appunto, anche strumenti di morte. Ma benedire una coppia di persone che si amano è definito in modo tranciante “benedire il peccato”.

A questo punto, slogan per slogan, suggerirei a Sua Eminenza anche quello di “Dio, Patria e Famiglia” o “Rosso di sera, bel tempo si spera”….

 

  • L’articolo è stato pubblicato sul sito Progetto Gionata (vedi qui).

7 risposte a “Il “minestrone” di certezze del cardinal Mueller”

  1. Pietro Buttiglione ha detto:

    Difficile che io citi il CCC ma anche la CC ufficiale. Preferisco usare il MIO cervello.
    Che mi dice:
    SE, e ribadisco il SE, quell’atto così al centro di tutta qs discussione.. fosse compiuto da un uomo e una donna regolarmente sposati!??
    E potrei andare avanti con altri atti sessuali!!
    Mi piace invece citare Padre Eudokimov che raccomandava vivamente ai suoi confessori di lasciare FUORI dal confessionale il talamo.
    Che pena… Quante volte lo ai fatto? Ridurre Dio a qs temi!
    Aspetto controargomentazioni ma per favore non ciatemi CCC xchè mi costringeste a citarvi le volte in cui l CC ha cambiato idea, dall’aborto, alla pena di morte, alla schiavitù. Quindi io preferisco ragionare. E voi??

  2. Luigi Autiero ha detto:

    Esimio Sergio, nessuna mancanza di rispetto o discriminazione, dobbiamo scegliere se vogliano fare la volontà di Dio e osservarne i comandamenti, o seguire e approvare una società che si allontana da Dio con i suoi peccati e abominazioni.
    Paolo servo di Dio guidato dallo Spirito santo, scrive che gli omosessuali che non abbandonano tale peccato non entreranno nel Regno di Dio 1 Cor. 6, 9.
    Ancora scrive “nella lettera ai Romani cap. 1, 18-32” che per Dio questi atti sono “perversità, passioni infami contro natura”
    Ognuno scelga pure se ubbidire alla Parola di Dio o seguire una società corrotta.

  3. Paolo Tondelli ha detto:

    Il CCC afferma che per esserci peccato mortale occorrono tre condizioni: materia grave, piena consapevolezza, deliberato consenso. (CCC 1857; Reconciliatio et paenitentia, 17).
    Il card. Muller potrà dire che gli atti omosessuali non sono coerenti con una corretta antropologia, che sono disordinati e che costituiscono materia grave, ma non è possibile farne un giudizio generale attribuendo loro la connotazione di peccato mortale, in quanto senza conoscere le condizioni soggettive in cui essi si realizzano, si è nell’impossibilità di compiere un giudizio vero.
    Con quanto scrivo non voglio “risolvere” la quesitone delle relazioni omosessuali, è un argomento ampio e soprattutto fatto di persone; mi sono limitato a porre la questione di quanto espresso dal card Muller, e da altri, mostrando come sia errata dal punto di vista del pensiero espresso: esso non rappresenta il corretto giudizio della Chiesa sugli atti omossessuali.

  4. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Forse però merita considerare che il Sig.Cardinale è un Pastore di gregge e pertanto deve preoccuparsi che il Vangelo sia conosciuto Parola di verità e di vita a essere seguito in Fede dal gregge, che tale lo mette in pratica. Se cittadini danno ragione e fiducia al Maestro di tale insegnamento torna a Fede nel Vangelo. Il rilievo che qui si vuole sollevare a demerito di un insegnamento che non tiene conto di un evolversi dell’uomo stesso, Vescovi africani hanno presentato a Papa Francesco obiezione sulla benedizione di un’altro modo di intendere famiglia che nella Bibbia non figura essere contemplata proprio perché ciò andrebbe a confondere ciò che è nel Vangelo Parola di Dio. Papa Leone XIV mi pare abbia espresso una Chiesa accogliente e rispettosa in umanità, ma che diventare cristiani richiede incamminarsi nelle vie indicate dal Vangelo e questo richiede quel cambiamento dell’uomo, che è di Cristo e la Chiesa materna aiuta

  5. Federico Andreis ha detto:

    Non sono d’ accordo con lei, l’ omosessualità è un peccato gravissimo e una vergogna pubblica. Grazie cardinale Mullur! Che Dio lo benedica e benedica anche monsignor Strikland! E come diceva Papa Francesco, basta frociaggine nella Chiesa!

    • Sergio Ventura ha detto:

      Ma lei e la sig.ra Wankel siete sicuri che l’omosessualità sia un peccato gravissimo che offenda Dio? L’avete letto il Catechismo della Chiesa cattolica (artt. 2357-2359)? Avete colto la differenza tra omosessualità e atti omosessuali? Avete letto l’espressione “genesi…in gran parte inspiegabile”? E, a proposito di ‘vergogna pubblica’, avete letto la frase “devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione”?

    • Sabrina Wankel ha detto:

      Giustissimo!! L’omosessualità offende Dio e meno male che ci sono ancora sacerdoti o cardinali che hanno il coraggio di proclamare la veritá, Gehrard Müller danke dir herzlich!

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