Il Vangelo secondo Rosalía

Tra pop e mistica, alla ricerca di Dio nelle imperfezioni
13 Novembre 2025

Al di là delle strategie di marketing e dei grandi numeri che accompagnano ogni uscita di Rosalía, il suo quarto album LUX si presenta come una svolta autentica, quasi mistica: un progetto musicale in cui la cantante catalana intreccia pop, avanguardia e spiritualità, e lo fa con la consapevolezza di chi sente di stare “alla presenza” di qualcosa (Qualcuno?) più grande.

L’album, crogiolo di orchestrazioni ambiziose, collaborazioni e lingue diverse, si muove su un crinale conteso tra amore, tradimento, identità, divino, dove Rosalía sembra esplorare il paradosso della santità non come perfezione, ma come relazione con il Mistero dentro la propria fragilità.

Il presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, Luis Argüello, notando che «Rosalía parla di Dio e si veste da suora», ha colto questo movimento: non una moda passeggera, ma «una corrente di fondo» legata a un ritorno del sentimento religioso nei giovani, oltre il pop, che trova in questo album un segno emblematico.

In questa prospettiva, potremmo leggere LUX come un invito a riconoscere che Dio – “l’Essere perfettissimo”, come i nostri nonni studiavano a catechismo – può essere trovato non solo nella perfezione (che non abbiamo), ma anche e soprattutto dentro le nostre imperfezioni, le nostre ferite, i nostri desideri. Rosalía lo fa con audacia: usando simboli religiosi, mescolando generi, lingue, storie, per cercare un autentico linguaggio dell’anima.

Tracce come Divinize, Mio Cristo Piange Diamanti, Dios Es Un Stalker, Sauvignon Blanc non sembrano essere meri esercizi di stile; piuttosto, tappe di un percorso che domanda: dove stai tu, creatura, davanti al volto del Divino? In Reliquia, l’affermazione «No soy una santa, pero estoy blessed» racchiude la tensione fondamentale: non essere perfetti, ma riconoscersi amati, benedetti, e quindi liberi. In questo senso, Rosalía dialoga con quell’eredità in cui l’indimenticata Giuni Russo sapeva scandagliare il sacro e la sfera sensuale senza separarle, dove la ricerca di Dio si spinge anche nella fragilità umana più profonda.

Per chi, come le persone LGBTQ+, è stato per troppo tempo messo al margine da una certa religiosità, questo album contiene un messaggio potente: la libertà di esistere nonostante, la scoperta del sacro dentro il proprio desiderio di verità, la chiamata a essere se stessi perché Dio è lì, in quel desiderarsi, in quel camminare. Rosalía non canta solo per chi è “dentro” i circuiti del successo: canta per chi è ai margini, per chi cerca la luce in zone d’ombra.

LUX non è solo un album di musica pop, è un esperimento artistico che spinge la fede a uscire dalle sacrestie e ad abitare la cultura, il corpo, l’identità, la lingua, la diversità. È un invito: ad ascoltare più a fondo, a interrogarsi, a trovare Dio dove non si immagina e non lo si attende, a riconoscere che la libertà, la vulnerabilità, l’amore non conforme agli stereotipi e contro i pregiudizi sono risorsa per la Chiesa e il mondo.

(ph: Paul Chambers)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I commenti devono essere compresi tra i 60 e i 1000 caratteri. I commenti sono sottoposti a moderazione da parte della redazione che si riserva la facoltà di non pubblicare o rimuovere commenti che utilizzano un linguaggio offensivo, denigratorio o che sono assimilabili a SPAM.

Ho letto la privacy policy e accetto il trattamento dei miei dati personali (GDPR n. 679/2016)