“Oltre lo sconforto” l’Oratorio in presenza

Una testimonianza di Nadia Di Lorenzo, responsabile con il marito Lorenzo Barletta dell'Oratorio San Filippo Neri Nuovo di Catania, una bella realtà educativa salesiana a gestione laicale.
13 Novembre 2020

Ricominciare le attività parallele alla scuola dopo il periodo estivo non è stato semplice, anche se lo abbiamo desiderato, programmato e attuato con entusiasmo. L’incertezza dell’avvio della scuola e la mancanza di protocolli e documenti efficaci ci hanno messo in difficoltà rispetto alla capacità di ipotizzare una proposta sicura per i nostri ragazzi. Ciononostante, come già riflettuto per l’estate, abbiamo deciso di esserci, di far sentire ai nostri ragazzi la nostra presenza e la nostra accoglienza in un ambiente sicuro dove stare insieme e socializzare anche se in maniera diversa. Nella fase di programmazione, quindi, abbiamo lavorato in gruppo con tutti gli educatori e i volontari per riuscire a immaginare cosa proporre, come strutturare gli spazi, come garantire la sicurezza a tutti.  Quindi le attività sono riprese con lo stesso entusiasmo e con la stessa proposta: in oratorio prima si studia tutti insieme e poi ci si diverte nel tempo libero con lo sport, il gioco e i laboratori. Abbiamo allestito classi di doposcuola rispettando il distanziamento e ponendo una distanza tra i banchi di almeno un metro; abbiamo re immaginato i laboratori di cucina e riciclo con gli utensili e i materiali personalizzati; abbiamo rivisto lo sport predisponendo allenamenti individuali, in sicurezza, senza contatto e rispettando i protocolli delle varie associazioni.  Ma ovviamente il “lavoro” più faticoso lo abbiamo svolto con i nostri ragazzi: a loro abbiamo spiegato e spieghiamo ogni giorno il senso dello stare insieme prendendoci cura dell’altro, cambiando le nostre abitudini, ma proteggendo noi e i nostri amici in un continuo esercizio di cittadinanza attiva! Così l’oratorio non è soltanto una casa che accoglie e un cortile dove incontrarsi in allegria, ma diventa ogni giorno di più una scuola che educa alla vita: al rispetto del vicino, al rispetto delle regole anche quando è faticoso. Non mancano momenti di sconforto, anche tra gli operatori, quando trascorriamo interi pomeriggi a ricordare “alza la mascherina!!!”, “il naso va messo dentro la mascherina!!!”, “distanziatevi!”. Ma abbiamo anche sperimentato nuovi giochi e nuovi modi di divertirci insieme, rispolverando anche vecchi giochi del cortile sotto casa come “strega mangia colori” o giochi di ruolo in cui individuare un misterioso personaggio attraverso ricerche speciali.  Quello che sicuramente di buono stiamo facendo insieme operatori e ragazzi è cercare di vivere nella normalità e nella serenità un periodo difficile, complesso, sperando che il tempo trascorso insieme in sicurezza ci tenga tutti al riparo dall’isolamento e dalle conseguenze psicologiche che questa pandemia si lascia alle spalle! Esserci per noi vuol dire questo…. Tenersi virtualmente la mano facendoci compagnia, distanziati e con le mascherine, aspettando che questo periodo passi!

3 risposte a ““Oltre lo sconforto” l’Oratorio in presenza”

  1. Bruno PAOLINO ha detto:

    GRAZIE. VOGLIA DIO AIUTARE TUTTI COLORO CHE SI IMPEGNERANNO IN TUTTE LE ALTRE PARROCCHIE PRENDENDO FORZA E AIUTO DA VOSTRO ESEMPIO. INOLTRE IN ARMONIA COL PROPRIO CONIUGE E’ SEGNO DI VITALITA’ DELLA FAMIGLIA CRISTIANA.

  2. Giovanni cozzo ha detto:

    Siamo i genitori di Giuseppe cozzo volevo ringraziarvi a tutti per la vostra disponibilità e collaborazione verso nostro figlio che si sente voluto bene anche da tutti voi grazie di tutto quello che fate x questi ragazzi ,da parte nostra siete come una seconda famiglia grazie di cuore e preghiamo ogni giorno che questo specie di incubo passi al più presto

  3. Francesca Vittoria Vicentini ha detto:

    Trovo che la decisione-proposta del Vescovo di Pinerolo, saggia, solidale a evitare occasione di contaggio a persone che di solito non sono giovani a essere presenti alla Messa ma più fedeli solerti . Del resto, in luogo del sacro Uffizio si possono compiere opere di bene, in famiglia o offrendo solidarietà fuori casa, aiutando altri, ora che anche le scuole sono poco accessibili, genitori in difficoltà, in ristrettezze economiche, in tutti quei modi e tempo che la routine giornaliera non consente. Dare, offrire solidarietà Lo richiede il tempo presente così difficile per tutti, la chiesa, popolo di Dio e chiamata a essere presente non il solo Clero ma chiunque si faccia prossimo. ; può diventare acqua viva per quel prossimo che ha sete di un gesto dato con amore, e lo fa ringraziare per questo Dio.

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